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La sicurezza sul lavoro: normativa

14 Gennaio 2021
La sicurezza sul lavoro: normativa

La legge impone alle aziende di mettere in campo tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Il lavoro è un valore fondamentale nel nostro ordinamento e la Costituzione lo considera il pilastro su cui si fonda la nostra Repubblica. Tuttavia, l’attività lavorativa è, talvolta, fonte di pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Proprio per questo, la legge impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie ad evitare che l’attività lavorativa leda la salute dei lavoratori.

Da tali obblighi deriva la sicurezza sul lavoro, ossia, la complessa normativa che disciplina gli obblighi che gravano sul datore di lavoro al fine di proteggere la sicurezza degli ambienti lavorativi.

Come vedremo, se l’azienda disattende i suoi doveri e il lavoratore ne subisce delle conseguenze negative, possono profilarsi conseguenze penali e civili per il datore di lavoro.

Che cos’è la sicurezza sul lavoro?

Con il termine sicurezza sul lavoro si intende l’insieme delle misure che il datore di lavoro deve adottare per rendere l’ambiente di lavoro sicuro e per prevenire il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali per i dipendenti. La sicurezza sul lavoro è una scienza composita, nella quale confluiscono varie branche e varie competenze (ingegneria, medicina, legge, psicologia).

La sicurezza sul lavoro nasce dal cosiddetto obbligo di sicurezza che la legge [1] pone a carico del datore di lavoro. Si tratta del dovere dell’imprenditore di predisporre tutte le misure di sicurezza e di prevenzione che, secondo la migliore scienza del momento, sono idonee a prevenire il rischio di infortuni e malattie professionali.

Cosa sono gli infortuni e le malattie professionali?

Infortuni sul lavoro e malattie professionali sono i principali rischi per il lavoratore determinati dall’ambiente di lavoro.

In particolare, l’infortunio sul lavoro è un evento traumatico che si verifica per una causa violenta in occasione di lavoro e che determina un’inidoneità temporanea al lavoro per più di tre giorni. Il classico esempio di infortunio sul lavoro è la caduta dall’alto di un lavoratore edile. Presupposto fondamentale dell’infortunio è che l’evento traumatico si produca in maniera repentina e non graduale nel corso del tempo.

Viceversa, la malattia professionale è una patologia che si sviluppa nel tempo a causa dell’esposizione del lavoratore a dei fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro. Tipico esempio di malattia professionale è il tumore al polmone determinato dall’inalazione nel tempo di sostanze nocive sul posto di lavoro.

Sicurezza sul lavoro: la normativa

Come abbiamo detto, la legge pone un generale obbligo di sicurezza a carico del datore di lavoro. La normativa specifica in materia di sicurezza sul lavoro [2] ha poi declinato tale obbligo prevedendo degli specifici doveri ed adempimenti da rispettare.

In particolare, il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro per la salute e la sicurezza dei dipendenti redigendo un apposito documento di valutazione dei rischi (Dvr).

Inoltre, l’azienda deve dotarsi di un servizio di prevenzione e protezione che coadiuva l’imprenditore nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Un altro importante adempimento da porre in essere è la sorveglianza sanitaria, ossia, la nomina di un medico competente aziendale che sottoponga, sia prima dell’assunzione che durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, i lavoratori a delle visite periodiche per verificare la loro idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni specifiche assegnate.

Quelli descritti sono solo i principali adempimenti richiesti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro: i rischi per il datore di lavoro

Il rispetto delle norme e dei doveri derivanti dalla sicurezza sul lavoro è di fondamentale importanza sia per tutelare i lavoratori che per evitare conseguenze sanzionatorie, sia civili che penali, per il datore di lavoro.

Se, infatti, il lavoratore subisce un infortunio o una malattia professionale a causa della mancata adozione delle misure di sicurezza richieste dalla legge da parte del datore di lavoro, quest’ultimo può essere chiamato a risponderne sia in sede penale che in sede civile.

In particolare, il datore di lavoro può essere considerato responsabile del reato di omicidio, in caso di morte del lavoratore, o di lesioni personali, in caso di lesione della salute del dipendente. Inoltre, sul piano civile, il datore di lavoro può essere chiamato a risarcire al lavoratore il cosiddetto danno differenziale, ossia, la differenza tra il danno complessivamente subito a causa dell’infortunio o della malattia professionale e la quota di danno biologico già liquidata dall’Inail al dipendente.



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