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Abusivo occupa la casa altrui: ultime sentenze

10 Novembre 2020
Abusivo occupa la casa altrui: ultime sentenze

Quando sussiste lo stato di necessità che giustifica la commissione dell’illecita occupazione abusiva dell’immobile altrui?

Cause di giustificazione e stato di necessità  per l’occupazione abusiva di una casa altrui 

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – anche nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia (esclusa, nella specie, la scriminante de quo atteso che l’occupazione abusiva dell’immobile era stata posta in essere per far fronte alle esigenze abitative del nucleo familiare, che pure godeva di un reddito stabile con il quale far fronte alle proprie necessità).

Il dettato dell’articolo 54 c.p., che presuppone l’attualità del pericolo richiede che, nel momento in cui l’agente agisce contra ius – al fine di evitare “un danno grave alla persona” – il pericolo sia imminente e, quindi, individuato e circoscritto nel tempo e nello spazio. Non può parlarsi di attualità del pericolo in tutte quelle situazioni non contingenti, caratterizzate da una sorta di cronicità essendo destinate a protrarsi nel tempo, quale l’esigenza di una soluzione abitativa. Qualora infatti si ritenesse, nelle suddette situazioni, la configurabilità dello stato di necessità, si effettuerebbe una torsione interpretativa del dettato legislativo in quanto si opererebbe una inammissibile sostituzione del requisito dell’attualità del pericolo con quello della permanenza, alterando in tal modo la ratio della norma che, essendo di natura eccezionale, necessariamente va interpretata in senso stretto.

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 26 ottobre 2020 n. 29642 

In tema di occupazione abusiva di immobile pubblico sussiste lo stato di necessità quando vi sia un attentato a beni primari tra i quali deve essere ricompresa anche l’esigenza di un alloggio purché tale permanga per tutto il periodo dell’occupazione.

(Nel caso di specie, si trattava dell’occupazione di un porticato ove erano state costruite due unità abitative ed ove abitavano più persone della famiglia, sussistendo lo stato di necessità poiché l’imputato non riceveva alcun ausilio pubblico avendo egli richiesto altresì la sanatoria).

Tribunale Napoli, 27/06/2018, n.4865

Difficoltà economiche e marginalità sociale non giustificano l’occupazione abusiva di una casa

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia.

Cassazione penale sez. II, 15/09/2020, n.26225

La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità

In tema di cause di giustificazione del reato, la situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità, per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, posto che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale. Ciò posto, nel caso di specie, il Tribunale ha escluso la configurabilità dello stato di necessità ex articolo 54 del codice penale, in relazione alla occupazione abusiva della sede di un’ associazione, commessa da un uomo e una donna incinta e con un figlio di pochi mesi con la motivazione di proteggersi dalle intemperie. Per i giudici dunque, anche la presenza di un bambino in tenera età e di una donna incinta non giustificava la commissione del reato.

Corte appello Taranto, 24/01/2020, n.82

Quando ricorre lo stato di necessità che giustifica l’occupazione abusiva dell’immobile altrui

L‘abusiva occupazione di un bene immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente al pericolo di danno grave alla persona, che ben può consistere anche nella compromissione del diritto di abitazione ovvero di altri diritti fondamentali della persona riconosciuti e garantiti dall’art. 2 Cost., sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo; ne consegue che la stessa può essere invocata solo in relazione ad un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di reperire un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa.

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 27 marzo 2020 n. 10694 

Condizione di indigenza cronica ed esigenza abitativa 

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia.

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 2 luglio 2015 n. 28067 

Occupazione abusiva di alloggio popolare e stato di necessità 

In tema di illecita occupazione di un alloggio popolare, lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa, tanto più che l’edilizia popolare è destinata a risolvere le esigenze abitative dei non abbienti, attraverso procedure pubbliche e regolamentate (nella specie, la Corte ha ritenuto che lo spostamento per motivi di salute della figlia non giustificasse l’occupazione abusiva di una casa popolare da parte del padre).

Cassazione penale sez. II, 08/01/2020, n.13946

In tema di illecita occupazione di un alloggio popolare, lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa, tanto più che l’edilizia popolare è destinata a risolvere le esigenze abitative dei non abbienti, attraverso procedure pubbliche e regolamentate.

(Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza della scriminante, invocata dal ricorrente in ragione dello stato di gravidanza del coniuge e ha, altresì, ritenuto irrilevante la circostanza che il precedente assegnatario dell’immobile lo avesse liberato in favore dell’imputato, spettando tale funzione all’ente pubblico preposto).

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 5 marzo 2015 n. 9655 

Cosa si intende per stato di necessità

L’esimente di cui all’art 54 cod. pen. richiede, per la sua configurabilità, che nel momento in cui l’agente agisca “contra ius”, al fine di evitare un danno grave alla persona, il pericolo sia imminente e, quindi, individuato e circoscritto nel tempo e nello spazio. (Fattispecie relativa ad abusiva occupazione di alloggi IACP, in cui la Corte ha affermato che lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per risolvere definitivamente la propria esigenza abitativa).

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 15 ottobre 2014 n. 43078



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