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Nome dopo la virgola: entra nel codice fiscale?

10 Novembre 2020
Nome dopo la virgola: entra nel codice fiscale?

Quando una persona ha un doppio nome, il secondo contribuisce a identificare il codice fiscale?

Un nostro lettore ci chiede se, nel caso di una persona con due normi staccati dalla virgola, il codice fiscale risenta anche del secondo nome oltre che del primo. Ad esempio, chi chiama il proprio figlio “Antonio, Roberto” può evitare che il secondo nome (Roberto) contribuisca alla determinazione del codice fiscale? Il nome dopo la virgola entra nel codice fiscale? Cerchiamo di capire come funziona.

Come leggere il codice fiscale

Per quanto riguarda il codice fiscale, le regole della sua formazione sono contenute nel Dm del 23 dicembre 1976, il cui articolo 2 dispone che il numero di codice delle persone fisiche è costituito da un’espressione alfanumerica di 16 caratteri.

Nel caso delle persone fisiche, il codice fiscale è costituito da una sequenza di 16 caratteri, tra numeri e lettere: 

  • i primi tre caratteri sono rappresentativi delle consonanti del cognome. Se il cognome contiene meno di tre consonanti (ad esempio, Mura) si prende una vocale. Se il cognome è invece troppo corto (ad esempio, Po) si pone una X alla fine;
  • gli ulteriori tre caratteri sono rappresentativi delle consonanti del nome. Anche qui vale il discorso fatto in precedenza in merito all’insufficienza delle consonanti, sostituite dalle vocali o dalla X;
  • seguono due numeri indicanti le ultime cifre dell’anno di nascita;
  • c’è poi una consonante che indica il mese di nascita. La A sta per gennaio, B per febbraio, C per marzo, D per aprile, E per maggio, H per giugno, L per luglio, M per agosto, P per settembre, R per ottobre, S per novembre e T per dicembre;
  • seguono poi altri due numeri che indicano il giorno di nascita. Nel caso degli uomini, il numero è lo stesso del giorno (ad es. 02, 28, 13, ecc.). Per le donne, invece, il giorno di nascita viene sommato a 40, pertanto, chi è nata il giorno 15 avrà nel suo codice fiscale il numero 55;
  • è poi il turno di una combinazione di una consonante e tre numeri che indicano il codice del Comune di nascita o dello Stato estero. Ogni municipio, infatti, ha un codice catastale identificativo di quattro caratteri. Ad esempio, H501 per Roma, F205 per Milano, L219 per Torino, A944 per Bologna, F839 per Napoli, ecc.;
  • chiude la sequenza del codice fiscale una consonante: è la lettera di controllo generata automaticamente dal sistema.

Persona con due nomi: quale vale?

In Italia, è possibile dare fino a massimo di tre nomi a un bambino. Tali nomi possono essere separati dalla virgola o meno. Se c’è la virgola, negli estratti e nei certificati rilasciati dall’ufficiale dello stato civile e dall’ufficiale di anagrafe si indicherà solo il primo nome. Il bambino potrà firmarsi, ovviamente, con tutti i nomi utilizzando però sempre la virgola. 

Se invece non c’è la virgola, tanto la firma quanto gli atti ufficiali dovranno indicare tutti i nomi della persona.

Codice fiscale e doppio nome 

Come abbiamo anticipato, i primi 15 caratteri del codice fiscale sono indicativi dei dati anagrafici di ciascun soggetto secondo un ordine che parte da tre caratteri alfabetici per il cognome e da tre caratteri alfabetici per il nome. In particolare, per quest’ultimo si prevede che i nomi doppi, multipli o comunque composti vengano considerati come scritti per esteso in ogni loro parte e secondo un’unica e ininterrotta successione di caratteri. 

Il non perfetto coordinamento di queste due discipline si presta in effetti a qualche dubbio interpretativo. La soluzione che appare più coerente è quella di allineare il codice fiscale al regime anagrafico, quindi di crearlo senza considerare il secondo nome preceduto dalla virgola.



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