Superbonus: così interviene la banca sul credito d’imposta

10 Novembre 2020 | Autore:
Superbonus: così interviene la banca sul credito d’imposta

I chiarimenti dell’Abi sulla prassi da seguire per la cessione all’istituto di credito che consente di avere liquidazione immediata per i lavori.

Operazione trasparenza dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, per spiegare ai contribuenti come interviene la banca sulla cessione del credito d’imposta relativo al superbonus del 110%. L’Abi ha pubblicato sul proprio portale le informazioni necessarie per i cittadini e per le imprese che intendono avvalersi di questo strumento alternativo alla detrazione diretta in caso di lavori di riqualificazione energetica dell’edificio.

Come ricorda l’associazione che raggruppa gli istituti di credito italiani, uno degli aspetti principali del superbonus 110% è rappresentato dalla possibilità di optare per la cessione del credito di imposta o per lo sconto in fattura, anziché portare in detrazione in cinque anni le spese sostenute per gli interventi sugli immobili. Secondo quanto previsto dal decreto Rilancio, le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo e finanziando i lavori anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria.

Il credito d’imposta, spettante a fronte dell’esecuzione dei lavori agevolati con il superbonus, può essere ceduto all’impresa fornitrice degli interventi o ad altri soggetti privati, tra cui banche e intermediari finanziari.

Le banche possono favorire la realizzazione degli interventi in tre modi:

  • scontando il bonus fiscale del cittadino (o condominio) che ha riqualificato l’immobile;
  • effettuando l’operazione di sconto in favore dell’impresa che ha realizzato i lavori e si è fatta cedere dal committente il bonus fiscale a fronte di una riduzione del prezzo in fattura.

Entrambe le modalità consentono di monetizzare il credito fiscale per l’intero ammontare, al netto di quanto dovuto alla banca o altro soggetto compratore per l’operazione di anticipazione.

Un terzo possibile intervento è quello di concedere, su richiesta dei clienti, finanziamenti ponte che poi possono essere estinti in tutto o in parte con la cessione del credito d’imposta alla banca. Così facendo, il contribuente può ottenere liquidità immediata senza la necessità di dover recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi, a compensazione delle imposte da pagare nell’arco dei cinque anni successivi.

Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori, che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento.

Al termine dei lavori, la cessione del credito di imposta del 110% dei lavori effettuati consente il rimborso del prestito della banca. Il finanziamento, infatti, potrà essere estinto in tutto o in parte, attraverso la cessione del bonus fiscale una volta che questo entrerà nel cassetto fiscale del cliente alla conclusione dell’intervento di riqualificazione o degli stati di avanzamento dei lavori intermedi.

Le banche, per perfezionare l’operazione di sconto del credito d’imposta o quella di finanziamento, chiedono al beneficiario del superbonus, che intende cedere il credito, la documentazione utilizzata per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale. L’opzione per la cessione, dopo aver stipulato un apposito contratto con la banca, deve essere esercitata all’interno dell’apposita piattaforma web dell’Agenzia delle Entrate, che consentirà alla banca di accettare il credito d’imposta.



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