Tumori: ecco che succede a ritardare le cure

10 Novembre 2020
Tumori: ecco che succede a ritardare le cure

Che la probabilità di morte per cancro cresca se l’assistenza è tardiva è un dato di fatto. Ora, uno studio spiega di quanto può aumentare.

È noto che prendere il cancro sottogamba o affidarsi a strutture carenti sul piano assistenziale equivalga a mettere a rischio la propria vita. Curarsi tempestivamente è l’unico modo per incrementare le proprie speranze di sopravvivenza.

Quello che non si sapeva è di quanto può crescere la probabilità di morire di tumore con un’assistenza tardiva. Ne parla una metanalisi realizzata su 34 studi diversi, dal 2000 al 2020, pubblicata su Bjm, che analizza le conseguenze di un ritardo delle cure di appena un mese.

In alcune situazioni, secondo gli scienziati, se si sospendono le cure per quattro settimane il rischio di mortalità può salire dal 6% al 13%. Se lo stop è più lungo la percentuale aumenta ulteriormente.

L’approfondimento, portato avanti da un team di ricercatori britannici e canadesi, guidati da Timothy Hanna della Queen’s University di Kingston in Canada, riguarda diverse tipologie di cancro: seno, polmone, colon, retto, vescica, cervice e testa-collo.

Il concetto, naturalmente, era risaputo e a tratti scontato; nessuno, però, era mai riuscito finora a quantificare il rischio collegato al procrastinare le terapie. L’analisi dice molto anche dei pericoli che i pazienti oncologici di tutto il mondo stanno correndo durante la pandemia.

Qualche dato, oggi, specificamente sulla prevenzione del cancro colorettale, l’ha fornito la Federazione italiana delle società di malattie dell’apparato digerente (Fismad) all’agenzia di stampa Adnkronos.

A partire dal mese di maggio, la pressione dell’emergenza Coronavirus sulle strutture e sui servizi sanitari ha influito in modo devastante: lo screening preventivo si è ridotto del 54,9%, il ritardo medio della diagnosi è stato pari a tre mesi. Si contano 645 tumori non diagnosticati e 3.890 polipi non asportati. Con conseguente aumento delle probabilità di non riuscire a salvare i pazienti.

Lo studio riesce a calcolare in percentuale l’aumento del rischio mortalità, che si modula diversamente a seconda dei diversi tipi di tumore e anche in base al tipo di terapia rimandata. Per esempio, il pericolo di morte aumenta del 6-8% se si ritarda di un mese un’operazione chirurgica, del 13% se a essere rinviata di quattro settimane è la chemioterapia per il tumore del colon-retto.

Più si rimanda, più si rischia. Spostare di tre mesi un intervento a una malata di tumore al seno significa far crescere del 26% il rischio di farla morire. Questo dato può dare un’idea dell’impatto di ritardi continuativi di un anno a causa del Covid: si conterebbero 1.400 vittime in più nel Regno Unito, 6.100 negli Stati Uniti, 700 in Canada, 500 in Australia.



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