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Invalidi: maggiorazione contributiva

11 Novembre 2020 | Autore:
Invalidi: maggiorazione contributiva

Contributi figurativi aggiuntivi per i lavoratori che hanno una capacità lavorativa ridotta: che cosa prevede la legge.

La legge [1] prevede, a favore dei lavoratori con invalidità riconosciuta, cioè la cui capacità lavorativa risulti fortemente ridotta, il diritto a numerosi benefici: si tratta di agevolazioni non soltanto economiche o fiscali, ma anche lavorative e previdenziali.

Uno dei benefici più importanti per gli invalidi, in materia di previdenza, consiste nell’accredito di contributi figurativi aggiuntivi. Questa agevolazione per invalidi, maggiorazione contributiva, non è però riconosciuta a tutti i lavoratori: è fondamentale esserne al corrente e valutare attentamente quando si può beneficiare della misura, per evitare di calcolare in modo errato quando si può andare in pensione, o l’importo della pensione stessa.

I contributi figurativi aggiuntivi possono difatti essere utili, entro certi limiti, al calcolo del trattamento pensionistico col sistema retributivo.

Bisogna poi tenere presente che la maggiorazione non figura nell’estratto conto previdenziale dell’invalido, ma deve essere richiesta al momento del pensionamento: il modello AP10, “Domanda per particolari agevolazioni di legge, Riduzione età pensionabile e incremento anzianità contributiva”, è infatti integrato nel form online di domanda di pensione. In ogni caso, a seconda dello stato d’invalidità riconosciuto, è richiesta l’allegazione di specifici documenti.

Ma procediamo con ordine e osserviamo, nel dettaglio, chi può ottenere la maggiorazione contributiva per invalidi, quali sono i requisiti necessari, come richiedere il beneficio e quali vantaggi ne derivano.

Chi può richiedere la maggiorazione contributiva?

Ha il diritto di ottenere la maggiorazione contributiva per invalidi chi:

  • possiede un’invalidità civile riconosciuta dalla competente commissione medica in misura almeno pari al 75%;
  • è stato riconosciuto sordo;
  • è stato riconosciuto invalido di guerra o invalido civile di guerra (con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra);
  • è stato riconosciuto invalido per causa di servizio.

I non vedenti o ipovedenti [2] hanno diritto a una maggiorazione contributiva differente.

Come funziona la maggiorazione contributiva per invalidi?

Agli invalidi sopra il 74%, ai sordi, agli invalidi di guerra ed invalidi civili di guerra, nonché agli invalidi per causa di servizio, per ogni anno di attività effettiva svolto presso pubbliche amministrazioni o aziende private, oppure presso cooperative, è riconosciuto il beneficio di 2 mesi di contributi figurativi.

Questi contributi sono utili ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa.

In pratica, a favore dei lavoratori invalidi elencati, ogni 12 mesi lavorati alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato sono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più, sino ad un massimo di 5 anni.

L’ anzianità contributiva del lavoratore viene maggiorata, ai fini del riconoscimento e della liquidazione della pensione:

  • di 2 mesi per ogni anno di attività prestata dal riconoscimento dell’invalidità;
  • di 1/6 per ogni settimana di lavoro svolto per periodi inferiori all’ anno.

Dal calcolo vengono esclusi periodi coperti da contribuzione volontaria, figurativa o derivanti da riscatto non correlato ad attività lavorativa, in quanto non si tratta di periodi di lavoro effettivo.

Ai non vedenti ed ipovedenti è riconosciuto un incremento dell’anzianità contributiva di 4 mesi per ogni anno di servizio effettivo.

L’agevolazione può essere riconosciuta dal 2002 in poi (possono essere presi in considerazione, ai fini della maggiorazione, anche i periodi pregressi, purché successivi al riconoscimento dell’invalidità superiore al 74%).

Quali vantaggi per la pensione?

La maggiorazione dei contributi figurativi per invalidi, pari a due mesi per ogni anno di lavoro fino ad un massimo di cinque anni, è utile:

  • per raggiungere il requisito contributivo per la pensione;
  • per raggiungere la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata (ossia i 35 anni di contribuzione richiesti per le pensioni anticipate presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps e determinati fondi sostitutivi, al “netto” della contribuzione figurativa accreditata per disoccupazione, malattia o infortunio);
  • al calcolo della pensione con il sistema retributivo, entro l’anzianità contributiva massima di 40 anni.

Paola, invalida, ha 67 anni, ma solo 18 anni di contributi e non rientra nelle deroghe che consentono di ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contribuzione anziché 20. Tuttavia, è stata riconosciuta invalida al 75% da 12 anni. Grazie alla maggiorazione contributiva, ottiene dunque i 2 anni di contribuzione mancanti al requisito di 20 anni e acquisisce il diritto alla pensione di vecchiaia. Deve richiedere il riconoscimento del requisito contributivo contestualmente alla domanda di pensione.

Maggiorazione contributiva e calcolo della pensione

I due mesi di contributi in più per ogni anno di lavoro non assumono invece rilevanza:

  • nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni calcolate con il sistema misto o retributivo- misto);
  • nel calcolo della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo (ad esempio, se è richiesta l’opzione donna o l’opzione contributiva Dini).

Questo, perché nel calcolo contributivo l’importo della pensione è determinato moltiplicando il montante individuale dei contributi (cioè il totale dei contributi accreditati, rivalutati) per il coefficiente di trasformazione relativo all’età al momento del pensionamento.

Fabrizio, impiegato, ha diritto al calcolo contributivo della pensione dal 1996; è invalido dal 1° gennaio 2015 e si pensiona nel gennaio 2021, con 62 anni di età e 37 anni di contributi. Fabrizio ha diritto a una maggiorazione pari a 1 anno di contributi (2 mesi di maggiorazione per 6 anni), quindi ottiene la quota 100 in quanto arriva a 38 anni di contributi grazie alla maggiorazione, ma i contributi figurativi non aumentano né la quota retributiva della pensione (essendo collocati dopo il 31 dicembre 1995), né la quota contributiva, non essendo utili a tal fine.

Come si chiede la maggiorazione contributiva per invalidi?

Le domande di maggiorazione contributiva possono essere inviate dal lavoratore invalido o dai suoi superstiti esclusivamente attraverso i seguenti canali:

  • tramite i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Spid, attraverso il portale dell’Inps;
  • contattando il call center integrato, al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • tramite i patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

La documentazione da allegare è la seguente, come indicato nell’apposito modello Inps AP 10:

  • soggetti non vedenti e ipovedenti: certificazione rilasciata dalla competente commissione sanitaria;
  • sordi: verbale di accertamento sanitario rilasciato dalla competente commissione sanitaria;
  • invalidi civili in misura superiore al 74%: verbale rilasciato dalla competente commissione sanitaria;
  • invalidi di guerra, invalidi civile di guerra: copia della concessione dalla quale risulta che l’invalidità rientra nelle categorie del Decreto presidenziale n.834/1981;
  • invalidi per causa di servizio: documenti rilasciati dall’Inail.

note

[1] Art.80 Co.3 L. 388/2000.

[2] Art. 9, Co. 2, L. 113/1985; Art. 2 L. 120/1991.


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