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Avviso bonario a rate: come funziona

16 Gennaio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Avviso bonario a rate: come funziona

Cosa fare se l’Agenzia delle Entrate segnala delle irregolarità relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate.

Quando un contribuente riceve un atto dall’Agenzia delle Entrate nella famigerata busta verde oppure tramite posta elettronica certificata non è mai una bella notizia. Spesso, però, l’atto ricevuto non è un vero e proprio atto impositivo (ad esempio, un avviso di accertamento), ma si tratta più semplicemente di una comunicazione di irregolarità (nella prassi definita anche comunicazione bonaria o avviso bonario) che l’Agenza delle Entrate invia al contribuente a seguito di un controllo della sua dichiarazione dei redditi e della verifica di alcune incongruenze.

In questo articolo vedremo come funziona l’avviso bonario a rate, quando si decade dal beneficio della rateizzazione e a seguito di quali controlli sulle dichiarazioni dei redditi l’Agenzia delle Entrate può notificare un avviso bonario.

Il controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi

Le dichiarazioni dei redditi, una volta trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate, sono sottoposte ad un primo controllo che ha per oggetto la mera liquidazione (ossia l’operazione di calcolo) delle imposte dovute e dei rimborsi spettanti in base alle stesse dichiarazioni. Il controllo viene eseguito mediante procedure automatizzate entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo.

Questo tipo di controllo automatico:

  • corregge gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte e nel riporto delle eccedenze derivanti da precedenti dichiarazioni;
  • riduce le detrazioni d’imposta, gli oneri deducibili e i crediti d’imposta indicati in misura superiore a quella prevista dalla legge o non spettanti sulla base di quanto dichiarato;
  • controlla che i versamenti siano tempestivi e corrispondenti a quanto dichiarato.

Il controllo formale delle dichiarazioni dei redditi

Al controllo automatizzato segue il cosiddetto controllo formale delle dichiarazioni che è sicuramente più approfondito del precedente in quanto viene eseguito al fine di verificare la corrispondenza dei dati indicati in dichiarazione con la documentazione conservata dal contribuente relativa agli oneri deducibili (ad esempio, le spese mediche) ed alle detrazioni (ad esempio, le spese scolastiche).

In sede di controllo formale, il contribuente è invitato (per iscritto, o telefonicamente, o in via telematica) a fornire chiarimenti in ordine ad alcuni elementi della dichiarazione (oneri deducibili, detrazioni e crediti d’imposta) trasmettendo i documenti che li giustificano o ad esibire le ricevute dei versamenti.

Il controllo formale si differenzia quindi da quello automatico perché non riguarda solo la dichiarazione, ma anche i documenti che devono corredarla.

Che cos’è l’avviso bonario?

Sia l’esito del controllo automatizzato che quello del controllo formale vengono comunicati al contribuente con l’indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica dei dati indicati nella dichiarazione mediante la notifica della comunicazione di irregolarità o avviso bonario.

L’avviso bonario è, dunque, una comunicazione formale inviata dall’Agenzia delle Entrate con cui si dà al contribuente il tempo di 30 giorni per correggere degli errori commessi in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Questa comunicazione di irregolarità per quanto sia bonaria è comunque obbligatoria. Infatti, è nulla l’eventuale successiva cartella di pagamento emessa in conseguenza dell’avviso bonario, senza che però quest’ultimo sia mai stato ricevuto dal contribuente.

Avviso bonario: si può pagare a rate? 

Il contribuente può chiedere di rateizzare le somme richieste nell’avviso bonario. Se l’importo da versare non supera 5.000,00 euro, la somma può essere rateizzata in un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo. Se l’importo da versare supera 5.000,00 euro, la somma può essere rateizzata in un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo.

La prima rata va versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, mentre le rate successive scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Quando si decade dal beneficio della rateizzazione?

Non c’è decadenza dalla rateizzazione in caso di “lieve inadempimento”. In particolare, non si decade dalla rateizzazione se la rata viene versata con una lieve carenza per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, non superiore a 10.000,00 euro. Ad esempio, su una singola rata del valore di 1.000,00 euro, si considera lieve inadempimento versare soltanto 970,00 euro (con un mancato versamento di 30,00 euro, ossia il 3% di 1.000,00 euro).

Analogamente, non si decade dalla rateizzazione se la rata viene versata con un lieve ritardo che non deve essere superiore a 7 giorni dalla scadenza (in caso di prima rata) oppure se si paga entro il termine di pagamento della rata successiva (nel caso di una rata diversa dalla prima).

La decadenza dalla rateizzazione avviene:

  • quando la prima rata non viene pagata entro 37 giorni dal ricevimento della comunicazione;
  • per insufficiente versamento di una qualsiasi rata per una frazione superiore al 3% o, in ogni caso, superiore a 10.000,00 euro;
  • se non si paga una rata diversa dalla prima entro la scadenza della rata successiva.


Di Vincenzo Delli Priscoli


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