Salute e benessere | Articoli

Depressione nell’infanzia e nell’adolescenza: sintomi, cause e terapia

16 Gennaio 2021 | Autore:
Depressione nell’infanzia e nell’adolescenza: sintomi, cause e terapia

Come riconoscere il disturbo depressivo nei bambini e negli adolescenti? Come intervenire? La tutela della salute e dell’infanzia e il caso deciso dal tribunale di Milano.

Negli ultimi tempi, hai notato che tuo figlio ha un’evidente alterazione dell’umore. È facilmente irritabile. Eppure, è sempre stato solare e disponibile. Poi, ha iniziato a perdere piacere e interesse verso alcune attività oppure hobbies che prima ricercava e praticava con entusiasmo. Inoltre, hai notato che si fanno sempre più frequenti i risvegli notturni. Lo vedi stanco e affaticato. Non riesce a concentrarsi durante le lezioni scolastiche. Ha difficoltà ad apprendere. E non si tratta di svogliatezza. Anche le sue abitudini alimentari sono cambiate (può trattarsi di un aumento o di una riduzione dell’appetito).

In più, sperimenta sentimenti di autosvalutazione, ha sensi di colpa eccessivi o inappropriati. Come mai? Hai deciso di rivolgerti ad un neuropsichiatra per capire quali possono essere le ragioni di questo cambiamento improvviso. Con molta probabilità, l’esperto ti spiegherà che si tratta di un disturbo dell’umore, in particolare di depressione.

Prosegui nella lettura del mio articolo per saperne di più sulla depressione nell’infanzia e nell’adolescenza: sintomi, cause e terapia.

Per maggiori informazioni sull’argomento, abbiamo intervistato il dr. Stefano Vicari, professore ordinario dell’Università Cattolica di Roma, autore di numerosi libri e primario di neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Dopo l’intervista allo specialista, ti parlerò di un interessante caso giurisprudenziale.

La depressione è un disturbo o una malattia?

In psichiatria parliamo di disturbo, anziché di malattia. La differenza sta nel fatto che, in genere, la malattia ha caratteristiche temporali abbastanza “fisse”, cioè arriva, segue il suo decorso e, poi, finisce (o si guarisce o si muore). Quando si tratta di una condizione di base che perdura nel tempo, allora si parla di disturbo, cioè si tratta di qualcosa che può accompagnarci con delle rimessioni, delle riacutizzazioni. La differenza è sottile, ma è importante spiegare l’uso di questa terminologia.

Quindi, la depressione è un disturbo che coinvolge l’umore.

Cosa sono i disturbi dell’umore?

L’umore è il nostro modo di percepire il mondo, è il colore che diamo alle nostre giornate. Quante volte ci capita di svegliarci e di sentirci di cattivo umore? Magari, vediamo tutto quello che ci circonda in modo negativo. Quindi, è facile associare a questa sensazione un colore grigio, un tono scuro.

Poi, ci sono delle giornate in cui, quasi inspiegabilmente, ci svegliamo e siamo più tendenti all’allegria e ad una maggiore disponibilità rispetto al mondo. In questi casi, parliamo di un’oscillazione dell’umore.

Ci sono persone che invece di avere un’oscillazione dell’umore, sono stabilmente tristi. Quando questa condizione dura per molto tempo, per settimane o addirittura per mesi, parliamo di depressione.

Quindi, i disturbi dell’umore sono alterazioni dei colori della nostra vita che sono talmente compromesse che impattano sulla qualità della vita stessa.

Quali sono i sintomi della depressione?

Tra le i sintomi della depressione troviamo:

  • l’anedonia, cioè l’incapacità di provare piacere per le attività che fino a qualche tempo prima davano piacere;
  • l’affaticabilità;
  • l’irritabilità;
  • i disturbi del sonno;
  • la marcata tristezza;
  • la riduzione di energie fisiche e mentali;
  • la perdita di memoria;
  • la difficoltà di apprendimento;
  • la difficoltà di concentrazione.

Quando si manifesta la depressione?

Se noi pensiamo alla persona depressa, in genere ci viene in mente la donna di mezza età, segnata dalle vicissitudini del mondo, che ha una certa difficoltà a percepirsi positivamente. In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, la depressione inizia in età pediatrica e, ancora di più, è tipica dell’età adolescenziale (nel periodo compreso tra le scuole medie e le scuole superiori).

Perché la depressione merita grande attenzione?

Intanto, perché è tra le cause principali di assenza dal lavoro e da scuola per malattia e, poi, perché la depressione è alla base del suicidio. L’80% dei suicidi ha un disturbo depressivo.

In che modo è possibile riconoscere bambini e adolescenti depressi?

Spesso, la depressione viene confusa con la crisi adolescenziale. Molti genitori tendono a sottovalutare certi segnali. Come puoi immaginare, chi ha un disturbo mentale ritiene di stare bene e di non essere compreso. Il depresso ritiene inutile qualunque tipo di aiuto che gli altri possono dargli.

Il pensiero del depresso è un pensiero spesso nichilista: «Nulla serve a niente e nessuno può salvarmi dalla tragedia che sto vivendo». Inoltre, il depresso non ha la forza di reagire e di affrontare le difficoltà che il mondo gli mette di fronte.

A cosa devono fare attenzione i genitori?

Intanto, devono fare attenzione ai cambiamenti dei propri figli. Ad esempio, può succedere che il bambino prima praticava sport e aveva un discreto risultato scolastico; poi, improvvisamente, inizia a peggiorare su tutto, non è più performante, inizia ad evitare gli altri e a sottrarsi alle sfide che gli si possono presentare nella quotidianità come un compito in classe, ecc.

Magari, un bambino allegro e spensierato, d’un tratto comincia ad essere triste, taciturno e meno disponibile all’incontro con l’altro. Ovviamente, questo cambiamento deve essere duraturo, non deve trattarsi di un singolo giorno.

Come avviene a diagnosi di depressione?

Tutte le diagnosi di salute mentale avvengono grazie all’osservazione, non c’è un market biologico. Il colloquio con il paziente aiuta lo specialista a fare una diagnosi accurata.

Quali sono le terapie consigliate in caso di depressione?

Nelle forme lievi, dove c’è un impedimento funzionale ridotto, si può affrontare la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Se ben trattate e riconosciute precocemente, queste forme non tendono a rimanere nel tempo, quindi scompaiono. Mentre, se la depressione viene trascurata rischia di cronicizzare e durare nel tempo.

Nelle forme gravi, cioè quelle in cui c’è l’autolesionismo (ad esempio, il ragazzo si taglia) o l’intenzione suicidaria, allora bisogna iniziare un trattamento farmacologico che consiste prevalentemente nella somministrazione di antidepressivi. Il neuropsichiatra può individuare situazioni particolari in cui è indicata anche l’associazione con altri farmaci.

Depressione: giurisprudenza

Nell’intervista al dr. Stefano Vicari abbiamo approfondito il tema della depressione nell’infanzia e nell’adolescenza. Ora, passiamo agli aspetti giuridici. A seguire ti parlerò di un’interessante decisione del tribunale di Milano, ma prima devo farti una piccola premessa.

Come avrai potuto constatare, la depressione è un disturbo neurobiologico, geneticamente determinato. Spesso, nella storia di un bambino o di un adolescente depresso c’è una mamma o un papà che ha sofferto dello stesso disturbo. Quindi, si parla di ereditarietà. Tuttavia, talvolta, alcune esperienze particolarmente negative e traumatiche, se ripetute nel tempo, possono determinare l’insorgenza della depressione. Esperienze come l’improvvisa scomparsa di un genitore per via della custodia cautelare in carcere.

Un caso di questo tipo è stato sottoposto all’attenzione del tribunale di Milano [1]. Il figlio di cinque anni dell’indagato in stato di custodia cautelare in carcere era affetto da grave sofferenza psicologica – depressione infantile – cagionata dall’improvvisa “scomparsa” del padre. La cura era individuata nella rapida ricostituzione della comunione familiare.

Pertanto, il tribunale ha evidenziato che in base all’articolo 275 comma 4 del Codice di procedura penale, sono previste alcune specifiche ipotesi in presenza delle quali non è possibile disporre la misura della custodia in carcere, se non in caso di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza.

Queste previsioni non sono suscettibili di interpretazione analogica e, pertanto, deve escludersi in via generale un criterio di valutazione comparativa delle esigenze cautelari rispetto ai valori costituzionali di tutela della salute e dell’infanzia.


note

[1] Trib. Milano del 17.08.1999.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

8 Commenti

  1. E’ proprio così. Quando pensiamo alla depressione ci vengono in mente gli adulti segnati dalla vita e da mille problemi, preoccupazioni e vicissitudini. Quante volte, leggiamo di gente adulta che si toglie la vita e magari all’apparenza sembrava felice, con una vita perfetta, con una famiglia perfetta, con tutto ciò che si possa desiderata. E poi si scopre che la gente è insoddisfatta nel profondo e non si ama e arriva al punto di non voler più vivere. Storie che se rapportate ai più piccoli ci fanno pensare a quanto grandi possono essere certi problemi per loro e quanto siano fragili. Pertanto, noi genitori dobbiamo stargli vicino e guidarli

  2. I genitori dovrebbero avere mille occhi e accorgersi sempre dei cambiamenti dei propri figli. Dovrebbero domandarsi come mai qualcosa è cambiato nelle abitudini o negli stati d’animo dei propri bambini/figli adolescenti. Basterebbe davvero poco. Basterebbe dialogare!

  3. Molte volte i giovani non si rendono neppure conto di quello che stanno vivendo, si lasciano trascinare dagli eventi, abbandonano i loro interessi e non si accorgono che la vita e il tempo stanno scorrendo mentre loro sono chiusi nel mondo che si sono costruiti magari per sfuggire dalla sofferenza. Quindi, come mamma io consiglierei sempre di intervenire prontamente senza farli sentire soffocati ma cercando di entrare nel loro mondo a piccoli passi e chiedere l’aiuto di uno specialista che possa aiutare la famiglia a superare le difficoltà

  4. Ormai, mio figlio è grande ma credo che abbia vissuto per un periodo della sua vita alcune difficoltà senza renderci partecipi. Noi lo vedevamo sempre impegnato in tante cose, all’apparenza sembrava un ragazzo sempre gioioso, però, credo che nascondesse la sua essenza per timore, vergogna e rabbia perché non riusciva ad uscire fuori e fare outing. Sarà che suo padre raccontava che era stato un don giovanni e diceva sempre ai figli che avrebbero dovuto portare in casa delle belle ragazze ecc. Lui si era anche fidanzato con una ragazza più giovane di lui molto bella e genuina. Erano altri tempi e la loro storia era fondamentalmente platonica. Poi, la depressione uscì fuori e decisero di lasciarsi. Quindi, forse, per lui era inconcepibile confessare la sua natura anche a lei. Poi, dopo essersi nascosto a lungo, crescendo ha imparato a dialogare con noi grazie all’intervento di uno psicologo. Ora, finalmente, è più sereno. Ha imparato ad affrontare le sue paure non solo nella vita privata ma anche su altri fronti.

  5. I ragazzi di oggi a mio parere sono più esposti al rischio di malattie mentali. Ora, grazie agli studi, alle ricerche e agli esperti, come il dottore che avete intervistato, è più semplice captare certi segnali e riconoscere i disagi giovanili e intervenire sulla salute mentale. Dovrebbero però fare maggiori investimenti a mio parere

  6. Proprio vero…i bimbi dovrebbero vivere un’infanzia serena, felice e spensierata. Pensare che i piccoli possano avere pensieri terribili come anche l’autolesionismo e il suicidio mi fa rabbrividire. Ma dove le sentono o le vedono certe cose? O in famiglia o confrontandosi con altri bambini che le ascoltano dai più grandi oppure stando da soli davanti al televisore a guardare film non adatti ai minori o sul web in cui senza le opportune restrizioni rischiano di incappare in siti poco raccomandabili o leggere comunque post violenti o notizie sconvolgenti sui social

  7. Noi pensiamo che i casi di depressione, ansia, disturbi mentali in generale colpiscano principalmente gli adulti, invece, ne risentono anche i più piccoli. Si tratta di angosce che ogni giorno vengono affrontate dai bambini e dagli adolescenti che, ahinoi, sono sempre più in aumento, specialmente durante questo periodo pandemico.

  8. Ho visto chiaramente che i casi di disagi giovanili stanno raggiungendo nell’ultimo anno dei picchi altissimi. I dati parlano chiaro. Eppure, ancora non si fa nulla o si fa troppo poco per aiutare i nostri ragazzi, perché mancano centri e servizi di neuropsichiatria infantile in diverse Regioni e perché spesso si sottovaluta anche in famiglia l’esistenza del disturbo. Si immagina che sia qualcosa di passeggero, un periodo, una crisi adolescenziale. Eppure, se questo stato d0animo dura tanto, un motivo ci sarà. E allora, chiamate gli esperti e portateli a visita, altrimenti questi giovani ne risentiranno per tutto il resto della loro vita

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube