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Covid: a gennaio il vaccino per un quarto degli italiani

11 Novembre 2020 | Autore:
Covid: a gennaio il vaccino per un quarto degli italiani

Oggi, l’intesa Ue-Pfizer per l’acquisto di un massimo di 300 milioni di dosi. All’Italia, per ora, fiale per circa 14 milioni di cittadini.

L’Unione europea firma oggi il contratto con la Pfizer per avere un massimo di 300 milioni di dosi del vaccino la cui efficacia è stata annunciata al 90% due giorni fa dal colosso farmaceutico. Di questi 300 milioni, l’acquisto immediato sarà di 200 milioni di fiale, il cui 13,5% sarà destinato all’Italia, cioè poco più di 27 milioni di dosi. Questo consentirà di vaccinare circa 14 milioni di italiani, vale a dire più o meno un quarto della popolazione, visto che per ogni cittadino ci vuole una doppia dose.

Quando? Secondo Franco Locatelli, membro del Comitato tecnico scientifico, è molto probabile che la campagna inizi a metà gennaio, dopo che l’Agenzia europea del farmaco (l’Ema) avrà dato il via libera, atteso entro la fine dell’anno. Si partirà dalle fasce più esposte, cioè dal personale sanitario, dagli anziani e da chi ha le patologie più a rischio. Probabilmente, in quest’ordine.

Il numero delle dosi che spetteranno all’Italia (e, quindi, il numero dei cittadini vaccinati) potrebbe, però, essere più alto: come detto, l’Ue firma oggi un contratto per altri 100 milioni di dosi opzionate, per arrivare ad un massimo di 300 milioni. Gli Stati membri potranno presentare delle richieste entro i prossimi cinque giorni.

L’intesa europea di oggi si aggiunge a quelle già raggiunte con AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson. Altre tre case farmaceutiche potrebbero fornire le dosi dei loro vaccini (sempre una volta che saranno testati e approvati dall’Ema), ovvero Moderna, Curevac e Msd.

In Italia, resta da risolvere il problema logistico. Da qualche giorno, ci sono 15 esperti al lavoro sotto il coordinamento del direttore alla prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. L’idea è quella di coinvolgere le Regioni nella distribuzione dei vaccini che verranno approvati (potrebbero essere due o tre in contemporanea). La vaccinazione vera e propria potrebbe essere fatta negli studi medici e nei centri vaccinali, ma si valuta la possibilità di attivare delle grandi strutture in cui portare a termine la campagna nel più breve tempo possibile.



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