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Furto di dati e carta identità: come difendersi?

11 Novembre 2020
Furto di dati e carta identità: come difendersi?

Come difendersi in caso di sostituzione di persona: quando i criminali informatici riescono a intercettare i dati anagrafici e il numero del documento d’identità della vittima. 

Ci scrive un nostro lettore preoccupato per essere caduto vittima di una trappola sul web. Contattato probabilmente da un falso profilo social, avrebbe ceduto alla lusinga di un posto di lavoro inviando così, con una mail, copia della propria carta d’identità e il curriculum. Il presunto datore di lavoro non si è fatto più sentire. Il lettore teme che si sia trattato di un ennesimo caso di furto di dati e carta d’identità. Ci chiede come difendersi in un’ipotesi di questo tipo. Cerchiamo di scoprire di più di questa ormai comune frode e come tutelarsi per non cadere vittime di furti d’identità.

Furti di dati e privacy: come avvengono

Sono sempre più ingegnosi i metodi di furto dei dati personali. A volte, le trappole si nascondono, come nel caso del lettore, dietro la promessa di un lavoro inviata per email o con messaggi sui social. Altre volte, si tratta del fenomeno del cosiddetto “vishing”: un falso operatore telefonico contatta la vittima con la promessa di una promozione alla linea di telefono di casa, facendosi così rilasciare i dati anagrafici e della carta d’identità.

In altri casi, i dati vengono carpiti dalle fotocopie dei documenti d’identità che vengono lasciati, ad esempio, all’atto del check-in negli hotel o presso i rent a car.

Furto di dati: perché avviene?

Il raggiro del furto dei dati personali può portare alla sottoscrizione di contratti o finanziamenti all’insaputa della vittima o ad altre frodi della medesima gravità. 

Tutto ciò che serve ai malintenzionati è avere il nome, il cognome, la data di nascita, il luogo di residenza e il numero del documento d’identità della vittima (la carta d’identità, la patente, il passaporto). Tutto ciò è sufficiente per compiere delle truffe ai danni altrui come l’apertura di un mutuo o di un finanziamento, la stipula di un contratto di fornitura e così via. In questo modo, i criminali riescono a far ricadere sulla vittima le conseguenze del proprio inadempimento. La parte lesa se ne potrebbe accorgere nel momento in cui dovesse ricevere la richiesta di pagamento da parte di una banca per un debito non saldato. In alcuni casi, le vittime hanno ricevuto dei decreti ingiuntivi per contratti bancari da questi mai sottoscritti.

Come difendersi dal furto di dati e della carta d’identità?

Anche se non si conosce il nome del responsabile del furto dei dati personali è sempre bene presentare una denuncia/querela contro ignoti alle autorità per i fatti indicati, che potrebbero essere configurabili almeno nella forma tentata. E ciò anche se, in molti casi, le truffe che hanno come punto di partenza il furto di dati non vengono portate a compimento.

A tal fine, ci si può presentare presso i carabinieri, presso la polizia o, per le truffe via internet, alla polizia postale. Lì ci si potrà limitare a raccontare il fatto a voce. Le autorità redigeranno l’apposito verbale. 

Il racconto del titolare dei dati truffato, se anche non servirà per identificare il colpevole e difficilmente potrà portare (almeno in questa fase) alla punizione del colpevole, potrà costituire un mezzo per avere, in un momento successivo, la prova della truffa. Si tratta quindi di una difesa preventiva. Qualora infatti fosse impossibile identificare il chiamante, potrebbe risultare ugualmente utile “fissare” l’episodio, nel caso in cui ad esempio il reato di sostituzione di persona dovesse effettivamente perfezionarsi dopo qualche anno.

In buona sostanza, se un domani la vittima dovesse accorgersi di avere un debito per una prestazione mai richiesta, potrà difendersi producendo la precedente denuncia contro ignoti. In questo modo, potrà dichiarare di essere stata vittima del reato di sostituzione di persona.

Già in fase di indagini, la vittima potrà dimostrare la propria innocenza, contestando l’autenticità della propria firma e degli altri eventuali documenti prodotti dall’autore della truffa mediante sostituzione di persona. Dimostrare che i propri dati possono essere stati carpiti in occasione di una telefonata o dell’invio di un’email con la copia del documento d’identità costituirebbe un ulteriore elemento di valutazione a favore della vittima.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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