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Obblighi che nascono dal matrimonio

16 Gennaio 2021
Obblighi che nascono dal matrimonio

I doveri dei coniugi: dalla coabitazione all’assistenza morale e materiale.

Stai per coronare il tuo sogno d’amore. Tra qualche settimana, infatti, sposerai il tuo fidanzato per iniziare una lunga vita insieme. Per questa ragione, ti domandi quali sono gli obblighi che nascono dal matrimonio. Devi sapere che marito e moglie sono perfettamente uguali innanzi alla legge, pertanto dal giorno delle nozze in poi assumono gli stessi diritti e doveri. In buona sostanza, i coniugi devono essere reciprocamente fedeli, abitare sotto lo stesso tetto, contribuire alle rispettive esigenze e collaborare nell’interesse della famiglia. La violazione di tali obblighi comporta serie conseguenze sul piano civile e penale. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione in questo articolo.

Obblighi che nascono dal matrimonio

Come ti ho già anticipato in premessa, dal matrimonio derivano per ciascun coniuge una serie di doveri. In particolare, tanto il marito quanto la moglie sono reciprocamente tenuti all’obbligo di:

  • coabitazione;
  • fedeltà;
  • assistenza morale e materiale;
  • collaborazione;
  • contribuzione ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro (professionale o casalingo).

La violazione dei suddetti obblighi assume una certa rilevanza in caso di separazione, in quanto può comportare, su richiesta di uno dei coniugi, una pronuncia di addebito, vale a dire l’attribuzione della colpa per la fine del matrimonio. Cerchiamo allora di analizzare brevemente tutti i doveri coniugali.

La coabitazione

La coppia che si sposa deve abitare nella stessa casa, a meno che non ci siano esigenze particolari (come, ad esempio di lavoro o di salute) tali da giustificare una residenza altrove di uno dei due. Il dovere di coabitazione persiste fino alla pronuncia di separazione, cioè quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati. Fino ad allora, non è possibile abbandonare il tetto coniugale.

La fedeltà

Per tutta la durata del matrimonio, non sono ammessi tradimenti di nessun tipo, neppure platonici. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono sposati da 6 anni. Una sera, Tizio riceve una richiesta di amicizia su Facebook da parte di una sua vecchia compagna di classe. Tra i due nasce un’intesa particolare al punto da provare qualcosa l’uno per l’altra, pur non essendosi ancora incontrati di persona.

Il dovere di fedeltà esclude qualsiasi relazione extraconiugale (fisica, platonica, epistolare o virtuale) tale da far sorgere dei sospetti nell’altro coniuge e mettere a rischio la prosecuzione della convivenza.

Nell’ipotesi in cui uno dei due coniugi violi il dovere di fedeltà, l’altro potrà ottenere dal giudice la pronuncia di una separazione con addebito con la conseguenza che “il traditore” non avrà diritto all’assegno di mantenimento. Chiaramente, se il matrimonio era già in crisi prima, il tradimento è solo una conseguenza tale da non giustificare un addebito.

L’assistenza morale e materiale

I coniugi devono assistersi reciprocamente sul piano morale e materiale. In parole povere, vuol dire che ciascuno deve impegnarsi a sostenere l’altro nei momenti di difficoltà, proteggerlo e rispettarlo. Per darti l’idea, il dovere di assistenza morale si considera violato se un coniuge sminuisce costantemente l’altro anche in presenza di altre persone oppure rifiuta di avere rapporti sessuali con il partner.

L’ assistenza materiale, invece, impone al marito e alla moglie di far fronte agli aspetti economici della vita matrimoniale, come quello di fare la spesa oppure sostenere spese impreviste ed urgenti (pensa, ad esempio, se uno dei due coniugi si ammala gravemente ed è necessario pagare una cura molto costosa).

La collaborazione

Tra gli obblighi che nascono dal matrimonio c’è anche quello di provvedere alle esigenze dei figli ed occuparsi della gestione del ménage domestico, anche se questo significa sacrificare i propri interessi individuali.

La contribuzione ai bisogni della famiglia

Marito e moglie devono sostenere tutte le spese necessarie della famiglia in base alle proprie sostanze ed alla capacità lavorativa (professionale o casalinga che sia). Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono marito e moglie. Lui lavora come ingegnere presso un’azienda specializzata nella produzione di birra artigianale, lei, invece, è casalinga. Il figlio esprime il desiderio di studiare pianoforte. La retta del conservatorio, però, è pari a 7 mila euro l’anno, oltre al costo da sostenere per l’acquisto dello strumento musicale.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato è evidente che toccherà a Tizio provvedere a tutte le spese per mandare il figlio al conservatorio, in quanto è l’unico in famiglia che lavora e percepisce uno stipendio.

Obblighi che nascono dal matrimonio: che succede in caso si violazione?

Dopo averti fatto una panoramica generale, voglio illustrarti brevemente quali sono le conseguenze in caso di violazione degli obblighi coniugali.

Partiamo dal punto di vista civile. Se la crisi del matrimonio dipende dalla violazione di uno dei doveri esaminati poc’anzi, il giudice può pronunciare, su esplicita richiesta, la separazione con addebito.

Pertanto, il coniuge ritenuto colpevole:

  • perde il diritto all’assegno di mantenimento. Permane, tuttavia, la possibilità di richiedere gli alimenti, ossia una somma di denaro necessaria per vivere, qualora si accerti il suo stato di bisogno;
  • perde i diritti successori nei confronti del coniuge defunto, ma può comunque percepire un assegno vitalizio a condizione che, all’apertura della successione, goda degli alimenti;
  • può essere condannato al risarcimento del danno non patrimoniale. Pensa, ad esempio, alla moglie che, dopo il tradimento del marito, è caduta in uno stato di depressione tale non da uscire più di casa. In tal caso, è necessario accertare la sussistenza di un danno ingiusto e fornire la prova che lo stesso sia una diretta conseguenza della violazione del dovere matrimoniale.

Dal punto di vista penale, la legge punisce, anche con la reclusione, chi viola gli obblighi di assistenza familiare [1]. Pensa, ad esempio, al coniuge che va via di casa, abbandonando la famiglia a sé stessa, cioè privandola di un sostegno economico.


note

[1] Art. 570 cod.pen.


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