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Banche: basta contestare gli interessi sul conto per obbligare la banca alla prova

18 dicembre 2013


Banche: basta contestare gli interessi sul conto per obbligare la banca alla prova

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2013



Se, opponendosi al decreto ingiuntivo, il correntista contesta gli interessi applicati dalla banca, perché magari calcolati con l’anatocismo, quest’ultima, nel successivo giudizio a cognizione piena, è obbligata a produrre tutti gli estratti conto fin dall’apertura della provvista e non solo quelli degli ultimi 10 anni.

Ecco una notizia che farà la felicità di chi ha accumulato debiti nei confronti delle banche e, non potendovi far fronte, ha magari ricevuto (o riceverà a breve) la notifica di un decreto ingiuntivo.

In questi casi, se il privato intende contestare gli interessi applicati dall’istituto di credito (magari perché a tassi ultralegali o anatocistici), potrà limitarsi a depositare una opposizione al decreto ingiuntivo (entro 40 giorni dal ricevimento dell’atto). Con questa “mossa”, egli obbliga la banca a produrre – nel successivo giudizio di opposizione – tutti gli estratti conto del rapporto, e non solo quelli degli ultimi 10 anni, come invece l’istituto potrebbe essere portato a credere o a fare.

Le banche, infatti, tendono a conservare solo le ultime scritture che riguardano la movimentazione del conto e, in particolare, quelle degli ultimi dieci anni. Questo perché, dopo tale termine, si compie la prescrizione di ogni diritto. Lo dice il codice civile [1] che afferma testualmente: “Le scritture devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione…”. Lo afferma anche il testo unico bancario [2] secondo cui la banca può chiedere il decreto ingiuntivo producendo gli estratti conto relativi solo all’ultima fase di movimentazione.

Ma la Cassazione, in una importantissima sentenza di ieri [3], ha stabilito che tali due norme non possono prevalere sulle regole del processo civile, e in particolare su quelle relative all’onere della prova: onere che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, spetta sempre al creditore, ossia la banca.

In altre parole, dopo aver notificato il decreto al correntista, se quest’ultimo vi si oppone, la banca è obbligata a dimostrare tutto il proprio credito: e per farlo, dovrà produrre le registrazioni dell’estratto conto dalla sua nascita fino alla fine del rapporto.

Per dimostrare l’entità del suo credito, dunque, la banca non può cavarsela producendo unicamente l’estratto notarile delle sue scritture contabili dalle quali risulta il mero saldo del conto, ma ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura del conto. Né può fermarsi agli ultimi dieci anni.

La sentenza in commento segue il filo di un orientamento già consolidato nella giurisprudenza della Cassazione (leggi l’articolo: “Come vincere la causa contro la banca per il debito sul conto corrente”).

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1 Commento

  1. Buongiorno,
    ho letto con interesse il Vs. articolo nel quale si fa riferimento ad una sentenza del 17.12 u.s. (nota 3).
    Potreste cortesemente indicarmi gli estremi della stessa?
    Cordialmente.
    Andrea Antonello

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