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Prevenzione dei rischi sul lavoro

16 Gennaio 2021
Prevenzione dei rischi sul lavoro

Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure di prevenzione necessarie a ridurre i rischi per i lavoratori.

Sei un lavoratore dipendente e svolgi una prestazione di lavoro particolarmente pericolosa per la tua salute. Ritieni che il datore di lavoro non faccia abbastanza per ridurre i rischi sul lavoro. Vuoi sapere cosa prevede la normativa in merito.

La sicurezza sul lavoro è un obbligo previsto dalla legge e posto a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore. Ma quali sono le misure di prevenzione dei rischi sul lavoro? Cosa succede se il datore di lavoro non rispetta l’obbligo di sicurezza? Come vedremo, se le misure di sicurezza non sono adeguate, l’azienda può essere chiamata a rispondere sia in sede civile che in sede penale.

Sicurezza sul lavoro: cos’è?

Quando parliamo di sicurezza sul lavoro ci riferiamo all’insieme di strumenti che devono essere adottati in ambito aziendale per ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori connessi all’ambiente di lavoro e allo svolgimento della prestazione lavorativa.

La gran parte delle attività di lavoro, infatti, espongono il lavoratore a dei rischi per la salute e la sicurezza. Proprio a tal fine, la legge prevede che il datore di lavoro:

  • adotti tutte le misure di prevenzione ritenute necessarie sulla base della migliore scienza del momento (obbligo di sicurezza) [1];
  • assicuri i lavoratori contro il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali presso l’Inail.

Cos’è l’obbligo di sicurezza?

Da quanto detto, emerge che la legge individua nel datore di lavoro il principale responsabile della salute e della sicurezza dei dipendenti. L’obbligo di sicurezza, infatti, impone all’azienda di adottare ogni misura ritenuta idonea a ridurre i rischi per i dipendenti.

Il datore di lavoro deve, innanzitutto, prevenire i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

La prevenzione del rischio passa, innanzitutto, per la valutazione del rischio stesso attraverso il documento di valutazione dei rischi (Dvr). Tale documento consente di individuare i rischi presenti in azienda per la salute la sicurezza dei dipendenti e di adottare, quindi, le misure di sicurezza più appropriate a prevenire i rischi individuati.

Inoltre, sempre per prevenire il rischio, il lavoratore deve adottare le misure di sicurezza collettive ed individuali.

Le misure collettive consistono, ad esempio, nella realizzazione di infrastrutture che riducono i rischi. Le misure individuali, invece, consistono essenzialmente nella fornitura al lavoratore dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) come caschi, guanti, scarpe anti-infortunistiche, mascherine, occhiali, etc.

Rientra sempre nella prevenzione del rischio l’attività di formazione dei lavoratori in materia di sicurezza.

Infine, anche la sorveglianza sanitaria è una misura di prevenzione del rischio. Il medico competente, infatti, visita i lavoratori per accertare la loro idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni specifiche loro assegnate. In questo modo si previene il rischio per la salute del lavoratore che potrebbe essere determinato dallo svolgimento di attività non compatibili con lo stato fisico del dipendente.

Mancata prevenzione del rischio: quali conseguenze?

Se il datore di lavoro non adotta tutte le misure di prevenzione del rischio necessarie il lavoratore può subire un infortunio sul lavoro o una malattia professionale. In questo caso il lavoratore, oltre che chiedere all’Inail l’erogazione delle prestazioni economiche e sanitarie previste al verificarsi di questi eventi, può anche chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno.

Non vi è dubbio, infatti, che l’obbligo di sicurezza è una delle obbligazioni contrattuali che scaturiscono dal contratto di lavoro. Il datore di lavoro che non rispetta questo obbligo è, dunque, inadempiente sotto il profilo contrattuale e il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno.

Per quanto concerne il danno risarcibile, in particolare, come abbiamo detto, in caso di infortunio o malattia professionale, il lavoratore viene innanzitutto indennizzato dall’Inail con una serie di prestazioni economiche.

Il danno che può essere richiesto al datore di lavoro è il cosiddetto danno differenziale, dato dalla differenza tra il pregiudizio complessivamente subito dal lavoratore a causa dell’infortunio o della malattia professionale (calcolato con criteri civilistici) e la somma già liquidata dall’Inail.

Se, inoltre, l’infortunio o la malattia professionale determinano la morte o lesioni nel dipendente, il datore di lavoro può anche rispondere in sede penale per i reati di omicidio colposo e di lesioni personali.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.


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