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Nullo il trasferimento del lavoratore in un locale angusto e senza aria condizionata

13 gennaio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2012



Il datore di lavoro deve sempre garantire adeguate condizioni ambientali dei luoghi di lavoro e non può trasferire i propri dipendenti senza una motivazione plausibile.

Il trasferimento non motivato di un lavoratore in un luogo angusto e privo di aria condizionata è nullo.

È la recente pronuncia della Corte di Cassazione [1] che ha dichiarato illegittimo l’atto con il quale una ditta di ristorazione aveva trasferito una propria dipendente in una stanza angusta e priva di aria condizionata. Illegittimità derivante dalla mancanza di “una plausibile motivazione” del trasferimento.

La legge [2], infatti, impone, ai fini della validità del trasferimento, l’esistenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Ciò è previsto per tutelare la dignità del lavoratore, il quale ha diritto a non subire un trasferimento ingiustificato che potrebbe pregiudicare la sua vita professionale (cosiddetto “danno alla professionalità”) e relazionale .

Il caso in esame, oltre a far emergere la necessità della motivazione nei trasferimenti di lavoratori da un’unità produttiva all’altra, offre lo spunto per ricordare l’importanza delle condizioni ambientali in cui la persona svolge la propria attività lavorativa: uffici, fabbriche, scuole e via dicendo.

A tal proposito la legge [3], per contrastare il rischio di malattie professionali [4], prevede obblighi specifici in tema di microclima e temperatura dei luoghi di lavoro.

Ecco qualche esempio:

– I luoghi chiusi devono essere areati;

– Gli impianti di areazione devono essere sempre funzionanti ed essere sottoposti periodicamente a  controlli, manutenzione e pulizia;

Temperatura e umidità devono essere adeguate all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.

 

 

note

[1] C. Cass. sent. n. 28207/2011.

[2] Art. 2103 cod. civ.

[3] Testo Unico di sicurezza sul lavoro (D. Lgs. n. 81/2008), Allegato VI.

[4] Le malattie professionali sono quelle  patologie contratte sul posto di lavoro, causate o concausate da agenti nocivi  che possono essere di natura fisica, biologica o chimica.

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