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Boiler d’acqua sul tetto: ci vuole l’autorizzazione?

12 Novembre 2020
Boiler d’acqua sul tetto: ci vuole l’autorizzazione?

Permesso di costruire o Scia per realizzare una cisterna d’acqua con impianto fotovoltaico per il riscaldamento? È necessaria l’autorizzazione del condominio?

Il fotovoltaico non serve solo a produrre luce. Può anche essere sfruttato per fornire all’appartamento acqua calda se collegato a una cisterna. Ed allora, in questi casi, potrebbe risultare utile sfruttare il tetto o il lastrico solare dell’edificio condominiale per posizionare l’opera. Si può fare? Per realizzare un boiler d’acqua sul tetto ci vuole l’autorizzazione? E con «autorizzazione» intendiamo sia il permesso di costruire del Comune, sia il consenso dell’assemblea di condominio. 

La questione è stata affrontata, per quanto attiene alla licenza edilizia, da una recente sentenza del Tar Lazio [1]. Ai giudici è stato chiesto se l’installazione di un boiler d’acqua sul tetto può considerarsi un’opera di edilizia libera, se necessita invece della Scia o del permesso di costruire. Ecco qual è stata l’interpretazione fornita dai giudici amministrativi. 

Boiler d’acqua sul tetto: ci vuole l’autorizzazione del condominio?

Partiamo dalle norme che regolano il condominio. L’articolo 1102 del Codice civile garantisce a tutti i condomini la libertà di utilizzare le parti comuni dell’edificio – ivi compreso quindi il tetto o il lastrico solare – per il proprio comodo a condizione di non modificare la destinazione dell’area e non impedire il pari uso agli altri condomini. 

Questa norma è stata intesa nel senso di consentire ai proprietari degli appartamenti di installare antenne sul tetto, montare impianti fotovoltaici e così via, a condizione che le dimensioni non siano particolarmente estese da impedire agli altri di fare altrettanto.

Dunque, per la realizzazione di un boiler d’acqua sul tetto non ci vogliono né l’autorizzazione né la comunicazione all’assemblea. Bisognerà solo informare l’amministratore dell’avvio dei lavori. 

Pertanto, la realizzazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda è opera assolutamente lecita che non richiede alcun preventivo nulla-osta.

Boiler d’acqua sul tetto: ci vuole il permesso di costruire?

Veniamo ora alle norme che regolano il rilascio dei cosiddetti titoli edilizi. 

Secondo il Tar Lazio, la realizzazione di un boiler d’acqua sul tetto, collegato a un impianto fotovoltaico, può essere eseguita senza alcun titolo abilitativo: non è necessario dunque presentare la Scia, né tantomeno la richiesta di permesso di costruire, essendo sufficiente l’inoltro all’Amministrazione della comunicazione di avvio dei lavori [2]. E questo per due ordini di motivi:

  • l’opera realizzata sul tetto della propria abitazione da parte del condomino, vale a dire l’installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda, deve correttamente inquadrarsi nell’ambito delle attività di manutenzione straordinaria, e come tale non necessitante di una Scia, in quanto costituente semplice estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera. Se tanto è vero, a maggior ragione l’avvio dei lavori non richiede neanche il rilascio del cosiddetto permesso di costruire (cioè che un tempo veniva chiamato «licenza edilizia»). Illuminante, al riguardo, il passo della sentenza nel quale si legge: «(…) Invero è necessario evidenziare al riguardo che l’installazione di impianti solari destinati alla produzione di acqua calda è considerata, ex combinato disposto articoli 123, comma 1, 3, comma 1b del Dpr 380 del 2001, estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera e, dunque, intervento di manutenzione straordinaria (…)»;
  • proprio perché l’impianto solare realizzato dal condomino va ascritto alla categoria dell’attività di manutenzione ordinaria, risulta adeguata e sufficiente, la semplice comunicazione di inizio lavori (Cia), tempestivamente inoltrata dal ricorrente.

Di qui il principio enucleato dalla sentenza in commento: «quando l’installazione di un impianto solare –composto nella specie da un boiler e da un pannello di vetro di un metro e mezzo- finalizzato al riscaldamento dell’acqua, rappresenta la semplice estensione di un impianto idrico già esistente ed asservito all’abitazione, siamo in presenza di opere eseguibili senza alcun titolo abilitativo». 


note

[1] Tar Lazio, sent. n. 11025/20 del 28.10.2020.

[2] Cfr. anche Tar Umbria sent. n. 232/2014.

Autore immagine it.depositphotos.com


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