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Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato?

17 Gennaio 2021
Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato?

Nel nostro ordinamento, le aziende possono assumere i lavoratori con diverse tipologie contrattuali che, tuttavia, non offrono le stesse tutele.

Hai risposto ad un annuncio di lavoro. Sei stato scelto e ti hanno proposto la sottoscrizione di un contratto a tempo indeterminato. Ti hanno detto che si tratta della tipologia contrattuale che offre le maggiori tutele per il lavoratore e vuoi saperne di più.

L’attività lavorativa può essere svolta dal lavoratore sotto diverse forme. In particolare, una stessa attività di lavoro può essere svolta dal lavoratore in modo autonomo oppure con un vincolo di subordinazione rispetto al datore di lavoro.

È opinione comune che il contratto a tempo indeterminato offra al lavoratore il più alto standard di tutele e di diritti ottenibile. Ma è davvero così? Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato? Come vedremo, non c’è dubbio che, nell’ambito dei rapporti di lavoro subordinato, tale tipologia contrattuale sia quella che garantisce il massimo della tutela ottenibile dal dipendente.

Che cos’è il contratto di lavoro?

Il contratto di lavoro è un accordo, che viene sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratore, in base al quale il prestatore di lavoro si impegna a svolgere l’attività lavorativa prevista nel contratto a favore del datore di lavoro e quest’ultimo, a fronte della prestazione lavorativa ricevuta, si impegna ad erogare mensilmente una somma di denaro al dipendente.

Generalmente, quando parliamo di contratto di lavoro ci riferiamo al contratto di lavoro subordinato [1]. In realtà, esiste anche il contratto di lavoro autonomo [2]. La principale differenza tra queste due tipologie contrattuali è insita nella autonomia o subordinazione del lavoratore nella determinazione delle modalità di esecuzione della prestazione di lavoro.

Il lavoratore autonomo, infatti, è libero di decidere i tempi, i modi e il luogo di esecuzione della prestazione che si è impegnato a realizzare a favore del committente. Il lavoratore subordinato, al contrario, deve svolgere l’attività di lavoro dedotta in contratto seguendo gli ordini, le direttive le istruzioni del datore di lavoro.

Contratto di lavoro a termine o contratto a tempo indeterminato: cosa cambia

Quando viene sottoscritto un contratto di lavoro subordinato le parti devono disciplinare una serie di aspetti. Uno dei più importanti è la durata del contratto. Infatti, nel nostro ordinamento, è possibile sottoscrivere il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato oppure a tempo indeterminato.

Nel primo caso, le parti individuano sin dall’inizio la data finale del rapporto, ovvero, il momento futuro in cui il rapporto di lavoro cesserà definitivamente. Non c’è dubbio che la previsione di un termine al contratto di lavoro renda la vita del lavoratore maggiormente precaria. Per questo, non è sempre possibile apporre il termine al contratto di lavoro, essendo necessario rispettare una serie di vincoli e di limiti previsti dalla specifica normativa in materia [3].

Il contratto a tempo indeterminato, invece, è privo di un termine finale di scadenza. Ne consegue che il rapporto di lavoro procede per un tempo indefinito finché una delle parti non decide di farne cessare gli effetti tramite il licenziamento (se il recesso è esercitato dal datore di lavoro) o le dimissioni (se a recedere dal rapporto è il lavoratore). In alternativa, il contratto di lavoro può cessare per scelta consensuale delle parti con la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Cosa prevede il contratto a tempo indeterminato?

È molto diffusa l’idea che, per il lavoratore, la migliore forma contrattuale sia il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ciò in quanto tale tipologia offrirebbe il massimo dei diritti e delle tutele previsti dall’ordinamento e, soprattutto, non essendo previsto un termine finale, darebbe al lavoratore una prospettiva di stabilità occupazionale nel tempo.

Infatti, il datore di lavoro nel nostro ordinamento non può licenziare il dipendente a suo piacimento ma solo se sussiste una giusta causa o giustificato motivo [4]. Inoltre, in caso di licenziamento illegittimo, la legge prevede l’applicazione di una serie di tutele per il lavoratore la cui portata dipende dal numero di dipendenti addetti presso l’impresa e dalla data di assunzione del lavoratore.

La presenza di una normativa di tutela contro il licenziamento illegittimo costituisce, senza dubbio, un elemento che conferisce maggiore stabilità al contratto di lavoro a tempo indeterminato proprio perché ostacola la possibilità del datore di lavoro di recedere dal contratto stesso.

Inoltre, il lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato ha diritto a fruire delle principali tutele previste dalla normativa sul lavoro come, tra le altre, il diritto alle ferie, ai permessi retribuiti, ad un una retribuzione minima pari, almeno, ai minimi salariali previsti dal contratto collettivo di settore, alla maternità, alla malattia, all’infortunio etc.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 2222 ss. cod. civ.

[3] Art. 19 ss. D. Lgs. 81/2015.

[4] Artt. 1-3 L. 604/1966.


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