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Quanto è il reddito minimo garantito?

17 Gennaio 2021
Quanto è il reddito minimo garantito?

La Costituzione prevede il diritto del lavoratore a ricevere una retribuzione equa e dignitosa ma sono i contratti collettivi a prevedere, nel concreto, i minimi salariali.

Ti hanno proposto un contratto di lavoro subordinato. La retribuzione proposta è, secondo te, molto bassa. Vuoi sapere se esiste nel nostro ordinamento uno stipendio minimo per legge.

La retribuzione del lavoratore costituisce, da un lato, il corrispettivo pagato dal datore di lavoro per l’attività di lavoro ricevuta e, sotto un diverso profilo, lo strumento attraverso il quale il lavoratore si procura le risorse necessarie per vivere. Proprio per questa doppia natura della retribuzione, la Costituzione prevede il diritto dei lavoratori ad un giusto stipendio. Ma esiste una somma di denaro minima prevista per legge a titolo di retribuzione? Quanto è il reddito minimo garantito?

Come vedremo, nel nostro ordinamento, la funzione di determinare i minimi stipendiali è esercitata dai contratti collettivi di lavoro anche se sono presenti, sia a livello nazionale che a livello europeo, delle proposte di legge volte ad introdurre il salario minimo per legge.

Che cos’è la retribuzione?

Il contratto di lavoro [1] è un contratto di scambio. Infatti, quando viene sottoscritta la lettera di assunzione, il datore di lavoro si impegna ad erogare al lavoratore la retribuzione mensile pattuita e il dipendente, in cambio, si impegna a svolgere a favore dell’azienda la prestazione di lavoro dedotta nel contratto durante l’orario di lavoro previsto e seguendo le istruzioni ricevute.

La retribuzione è, quindi, la controprestazione in denaro che viene erogata al lavoratore per remunerare la prestazione di lavoro svolta. La retribuzione viene solitamente erogata con cadenza mensile. In particolare, salvo diverse indicazioni presenti nei contratti collettivi, la retribuzione mensile dovrebbe essere erogata al dipendente alla fine del periodo di paga cui si riferisce e, quindi, il giorno 30 o il giorno 31 del mese. Spesso, tuttavia, lo stipendio viene pagato il giorno 27 del mese oppure entro i primi 5 giorni del mese.

Quanto è il reddito minimo garantito?

Ma chi decide l’ammontare della retribuzione? Innanzitutto, il quantum erogato al dipendente a titolo di stipendio è determinato dall’accordo tra le parti nel contratto di lavoro. Tuttavia, le parti non sono del tutto libere di determinare la retribuzione spettante al dipendente in quanto esiste un livello minimo stipendiale sotto il quale non si può scendere.

Ma come si determina il minimo salariale? Occorre rispettare le indicazioni della Costituzione in base alla quale [2] ogni lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e, comunque, sufficiente a garantire a sé ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La Costituzione fissa, quindi, il concetto di giusta retribuzione ma non indica, né potrebbe farlo, una somma di denaro specifica che deve essere erogata al lavoratore a titolo di stipendio. Tale compito viene svolto dai contratti collettivi di lavoro che prevedono, per il loro settore di riferimento, i minimi salariali che devono essere erogati al lavoratore sulla base del livello di inquadramento contrattuale del dipendente stesso. Possiamo, anzi, affermare che la funzione di autorità salariale sia la più importante tra quelle svolte dalla contrattazione collettiva.

Ne consegue che le parti del contratto di lavoro sono libere di determinare la retribuzione spettante al dipendente purché rispettino il minimo salariale previsto dalla contrattazione collettiva.

Nel nostro ordinamento, in realtà, i contratti collettivi di lavoro non si applicano a tutti i dipendenti ma solo a quelli che aderiscono alle organizzazioni firmatarie del Ccnl stesso oppure a quei lavoratori che hanno sottoscritto un contratto di lavoro che prevede il richiamo esplicito al Ccnl.

Ciononostante, i minimi salariali indicati dai Ccnl vengono considerati dalla giurisprudenza il parametro di riferimento da utilizzare per quantificare la giusta retribuzione prevista dalla Costituzione.

Salario minimo di legge: cos’è?

Negli ultimi mesi, si è sviluppata in Parlamento una discussione sulla possibilità di introdurre un salario minimo di legge direttamente con un provvedimento normativo. Si tratta di una decisione ostacolata dai sindacati i quali si vedrebbero privati del potere di determinare i minimi salariali nell’ambito della contrattazione collettiva.

Sulla base dei disegni di legge in circolazione, possiamo affermare che la proposta di introduzione del salario minimo dovrebbe tradursi nell’indicazione per legge dell’importo minimo della retribuzione oraria da erogare al lavoratore, inderogabile per legge.

Anche a livello europeo è presente una discussione volta ad introdurre un salario minimo europeo.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 36 Cost.


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