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Chi rilascia l’assegno di ricollocazione?

18 Gennaio 2021
Chi rilascia l’assegno di ricollocazione?

Lo Stato cerca di sostenere la ricollocazione dei lavoratori nel mercato del lavoro attraverso diversi strumenti premiali.

Hai perso il lavoro e stai percependo l’indennità di disoccupazione Naspi? Sei titolare del reddito di cittadinanza? Sei stato sospeso dal lavoro con intervento della cassa integrazione straordinaria? In tutti questi casi potresti avere diritto all’assegno di ricollocazione.

Si tratta di una delle tante misure messe a disposizione dallo Stato per favorire percorsi di reinserimento nel mercato di lavoro per i lavoratori che ne sono stati temporaneamente espulsi.

Ma che cos’è e chi rilascia l’assegno di ricollocazione? Come vedremo, la gestione di tale strumento è rimessa all’agenzia nazionale che è stata istituita dal Jobs Act al fine di promuovere le politiche attive del lavoro.

Che cos’è l’assegno di ricollocazione?

L’assegno di ricollocazione è uno strumento di politica attiva del lavoro che è stato pensato per sostenere e supportare le persone che sono state temporaneamente espulse dal mercato del lavoro al fine di ricollocarsi nel mercato stesso.

L’assegno di ricollocazione, in particolare, consiste in una somma di denaro che può essere utilizzata per partecipare ad un percorso di ricollocazione nel mercato del lavoro sia presso centri per l’impiego pubblici che presso enti privati accreditati ad erogare servizi per il lavoro.

Il beneficiario dell’assegno di ricollocazione può spendere il voucher e ricevere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca di occupazione.

Assegno di ricollocazione: chi può beneficiarne?

Possono ottenere l’assegno di ricollocazione quei soggetti che sono stati, per diverse ragioni, momentaneamente espulsi dal mercato del lavoro e che devono essere aiutati nel reinserimento lavorativo.

In particolare, l’assegno di ricollocazione può essere richiesto da:

  • percettori del reddito di cittadinanza che abbiano sottoscritto il patto per il lavoro;
  • lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria a condizione che i loro profili e i loro ambiti siano previsti dall’accordo di ricollocazione firmato dal loro datore di lavoro e dalle organizzazioni sindacali;
  • i disoccupati percettori dell’indennità di disoccupazione Naspi da almeno 4 mesi.

Assegno di ricollocazione: chi lo eroga?

Nel 2015, tra le varie misure introdotte dalla riforma del lavoro nota come Jobs Act, è stata introdotta una nuova agenzia nazionale che si occupa di coordinare le politiche attive per il lavoro (Anpal). L’assegno di ricollocazione è stata la prima misura di politica attiva del lavoro su scala nazionale che è stata coordinata da Anpal e gestita tramite la rete pubblica o privata dei servizi per il lavoro in accordo con le province autonome le regioni.

A rilasciare l’assegno di ricollocazione al beneficiario è il centro per l’impiego competente per territorio, ossia, quello nel cui territorio si trova il domicilio del destinatario.

Assegno di ricollocazione: a quanto ammonta?

Al fine di favorire l’effettivo reinserimento nel lavoro delle persone che ne hanno esigenza, l’assegno di ricollocazione “premia” quei soggetti (centri per l’impiego o strutture private per il lavoro) ai quali si rivolge il lavoratore titolare dell’assegno, che riescono effettivamente a ricollocare la persona beneficiaria dell’assegno di ricollocazione.

In particolare, tali strutture, se riescono a realizzare l’obiettivo della ricollocazione del dipendente, ricevono un importo di denaro che è calcolato sulla base del tipo di contratto che è stato sottoscritto dal lavoratore con il nuovo datore di lavoro.

Più nel dettaglio, gli importi che possono essere ottenuti sono i seguenti:

  • contratto a tempo indeterminato e apprendistato: da euro 1.000 a euro 5.000;
  • contratto a termine di durata superiore a 6 mesi da euro 500 a euro 2.500;
  • contratto a termine da 3 a 6 mesi da euro 250 a euro 1.250.

Occorre ricordare che il soggetto a cui sia stato riconosciuto l’assegno di ricollocazione non perde il beneficio pubblico di cui sta godendo. In sostanza, anche se il centro per l’impiego rilascia il buono relativo all’assegno di ricollocazione, il lavoratore continua a percepire la Naspi o il reddito di cittadinanza o la cassa integrazione.

L’assegno di ricollocazione, infatti, non è una somma di denaro che entra nelle tasche del beneficiario ma è un buono da spendere per un servizio intensivo di ricerca del lavoro. Il denaro entra nella disponibilità del soggetto che eroga la formazione solo una volta conseguito il risultato del reinserimento lavorativo.



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