Cassa integrazione: come funziona da qui a gennaio

12 Novembre 2020 | Autore:
Cassa integrazione: come funziona da qui a gennaio

Integrazioni salariali, 18 settimane decreto Agosto e 6 settimane decreto Ristori: di quali trattamenti possono beneficiare i lavoratori?

Con l’acuirsi della pandemia, si assiste ad un crescendo di produzione normativa, in materia di lavoro, che va di pari passo con l’aumento delle misure restrittive.

A favore dei lavoratori dipendenti della generalità delle aziende, per “tamponare” le conseguenze economiche dell’epidemia di coronavirus, sono state previste diverse integrazioni salariali: cassa integrazione ordinaria Covid-19 o Cigo Covid, cassa integrazione in deroga o Cigd Covid, assegno ordinario da parte del Fis o dei fondi di solidarietà bilaterali Aso, cassa integrazione salariale operai agricoli Cisoa.

Per capire, riguardo alla cassa integrazione, come funziona da qui a gennaio, bisogna innanzitutto tener presente che la “stratificazione normativa”, cioè il susseguirsi di leggi in materia, è veramente notevole: si è partiti col decreto Cura Italia [1], per proseguire col decreto Rilancio [2] e la sua legge di conversione [3]. Il conteggio delle settimane di integrazione salariale è stato azzerato dal decreto Agosto [4], convertito in legge [5]. Ulteriori settimane di integrazione salariale sono previste dal decreto Ristori [6], poi modificato dal decreto Ristori- bis [7].

Ma, a oggi, che cosa deve fare un’azienda che non ha mai richiesto un’integrazione salariale, o che ha richiesto la cassaintegrazione (o una misura analoga) non rientrante nella disciplina dal decreto Agosto in poi? Proviamo a fare chiarezza in quello che è diventato un vero e proprio ginepraio normativo.

Prime 18 settimane di cassa integrazione

In base a quanto stabilito dal decreto Agosto [4], i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 possono presentare domanda di integrazione salariale per una durata massima di 9 settimane, incrementate di ulteriori 9 settimane.

Le complessive 18 settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020. L’accesso all’integrazione salariale è indipendente dall’utilizzo delle precedenti settimane di ammortizzatori sociali relative al primo semestre 2020.

Per l’accesso alle prime 9 settimane non è dovuto alcun contributo, ma è obbligatorio scomputare i periodi già richiesti o autorizzati ai sensi della precedente normativa decorrenti dal 13 luglio 2020.

Per le ulteriori 9 settimane è dovuto un contributo, a meno che il datore di lavoro non abbia subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%. Si deve raffrontare il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019.

Il contributo di accesso alla cassa integrazione è pari al:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non svolte durante l’integrazione salariale, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non svolte durante l’integrazione salariale, per i datori di lavoro che non hanno avuto una riduzione del fatturato o che non hanno autocertificato la riduzione.

La domanda di integrazione salariale va inviata all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è stato fissato entro il 30 settembre 2020, poi prorogato dal decreto Ristori bis al 15 novembre 2020.

Ulteriori 6 settimane di cassa integrazione

Il decreto Ristori [6] introduce ulteriori 6 settimane di cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021.

Con riferimento a questo periodo, cioè dal 16.11.2020 al 31.01.2020, le 6 settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale Covid- 19.

Qualora per lo stesso periodo, ossia successivamente al 15 novembre 2020, siano già stati richiesti ed autorizzati periodi d’integrazione salariale ai sensi del decreto Agosto, l’imputazione viene attribuita alle nuove 6 settimane, con conseguente contrazione del periodo totale.

Le 6 settimane di integrazione salariale sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo di 9 settimane del decreto agosto, decorso il periodo autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive per l’epidemia da Covid-19.

Termini di decadenza

Il decreto sposta al 15 novembre 2020 tutti i termini di decadenza per l’invio:

  • delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid-19;
  • della trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo dei trattamenti che si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020.

Le domande di accesso ai trattamenti devono essere inoltrate all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Per le 6 settimane del decreto Ristori, le domande vanno inviate entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto.

Per quanto riguarda il pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’Inps, il datore di lavoro è tenuto ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento (con modelli SR 41):

  • entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale;
  • se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione della cassaintegrazione.

note

[1] DL 18/2020.

[2] DL 34/2020.

[3] L. 77/2020.

[4] DL 104/2020.

[5] L. 126/2020.

[6] DL. 137/2020.

[7] DL 149/2020.


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1 Commento

  1. Alla carissima collega Noemi.
    Ho letto con piacere il tuo intervento.
    Un unico dubbio.
    A mio parere il DL 137/2020 non sembra contemplare una proroga alla CISOA.
    Cosa ne pensi ?
    Un caro saluto

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