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Cos’è un contratto di ricollocazione?

18 Gennaio 2021
Cos’è un contratto di ricollocazione?

La legge prevede degli strumenti di politica attiva del lavoro per favorire il reinserimento lavorativo dei soggetti a rischio di marginalizzazione dal mercato del lavoro.

Sei un lavoratore subordinato. L’azienda in cui lavori si trova in una situazione di crisi e ha attivato la cassa integrazione guadagni straordinaria. Ti hanno parlato dell’opportunità di ricevere un assegno di ricollocazione ma non conosci bene questo strumento.

Tra gli strumenti di politica attiva del lavoro presenti nel nostro ordinamento, l’assegno di ricollocazione persegue la finalità specifica di favorire il reinserimento lavorativo di persone che sono state espulse dal mercato del lavoro. In particolare, possono ottenere l’assegno di ricollocazione i lavoratori sospesi in cassa integrazione straordinaria se è stato sottoscritto un accordo di ricollocazione. Ma in cosa consiste questo strumento? Cos’è un contratto di ricollocazione? Si tratta di uno strumento pensato per favorire il reinserimento lavorativo di lavoratori dichiarati in esubero nell’ambito di una procedura di cassa integrazione straordinaria.

Cos’è la cassa integrazione guadagni straordinaria?

Nel nostro ordinamento, le aziende che, a causa di una situazione di crisi temporanea che produce un impatto negativo sul proprio business, hanno necessità di sospendere o ridurre l’attività lavorativa dei dipendenti, possono chiedere l’intervento della cassa integrazione. Tale ammortizzatore sociale integra il reddito perso dai lavoratori a causa della sospensione o riduzione di orario.

In particolare, la cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) interviene quando l’azienda si trova in una situazione di crisi aziendale o deve affrontare una riorganizzazione. Infatti, le causali di accesso alla Cigs sono:

  1. crisi aziendale;
  2. riorganizzazione aziendale;
  3. contratto di solidarietà.

Non tutte le aziende, tuttavia, possono accedere alla Cigs. Questo ammortizzatore sociale, infatti, si applica solo, tra le altre, alle imprese industriali, alle imprese della grande distribuzione organizzata, alle imprese del trasporto aereo, alle imprese editrici e, in definitiva, ai datori di lavoro indicati espressamente dalla legge [1].

La cassa integrazione straordinaria può essere richiesta al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dopo aver esperito una procedura di informazione e consultazione sindacale con le organizzazioni sindacali che può concludersi o meno con un accordo.

Inoltre, nella domanda di accesso alla Cigs, l’impresa deve specificare quali misure intende adottare per risolvere la crisi aziendale che la colpisce oppure per riorganizzare la propria struttura e se sarà in grado, all’esito di questi interventi, di reimpiegare tutte le maestranze.

Cos’è il contratto di ricollocazione?

Quando l’azienda decide di ricorrere alla Cigs, come abbiamo detto, deve presentare un piano di gestione del personale e deve evidenziare se, alla fine del processo di riorganizzazione aziendale o di risoluzione della crisi, riuscirà o meno a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali.

Quando, tuttavia, si prevede che non sia possibile un completo recupero occupazionale, nell’ambito della procedura sindacale prodromica alla richiesta di cassa integrazione straordinaria, azienda e sindacati possono concludere un contratto di ricollocazione [2]. Si tratta di un accordo sindacale che prevede un piano di ricollocazione in cui sono specificati gli ambiti aziendali e i profili professionali a rischio di esubero. La stesura di questo piano consente ai lavoratori che si trovano nelle aree dichiarate in esubero e che ricoprono i profili professionali eccedentari di ottenere l’assegno di ricollocazione.

Oltre a poter fruire di tale strumento di politica attiva del lavoro, i lavoratori che rientrano nel piano di ricollocazione hanno anche altri benefici. In particolare, se decidono di cessare il rapporto di lavoro con il datore di lavoro e ricevono delle somme a titolo di incentivo all’esodo possono contare sull’esenzione fiscale Irpef di tali emolumenti sino ad un importo massimo pari a 9 mensilità della retribuzione.

Cos’è l’assegno di ricollocazione?

L’assegno di ricollocazione è uno strumento di politica attiva del lavoro coordinato dall’Anpal ed erogato dal centro per l’impiego competente per territorio. Si tratta di un voucher che il lavoratore beneficiario può utilizzare presso un centro per l’impiego oppure presso un soggetto privato accreditato per l’erogazione dei servizi per il lavoro.

Attraverso il voucher il beneficiario riceve dall’ente presso cui si è rivolto un servizio intensivo personalizzato di reinserimento lavorativo. Solo in caso di effettivo reperimento di un nuovo posto di lavoro per il beneficiario dell’assegno il soggetto pubblico o privato che ha erogato la formazione riceverà l’importo del voucher. In particolare, si prevedono importi diversi a seconda della tipologia di contratto che il soggetto pubblico o privato riesce a reperire per il beneficiario dell’assegno.


note

[1] Art. 20, D. Lgs. 148/2015.

[2] Art. 24-bis, D. Lgs. 148/2015.


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