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Richiesta pensione con documenti falsi: cosa si rischia

13 Novembre 2020 | Autore:
Richiesta pensione con documenti falsi: cosa si rischia

Com’è punito il lavoratore che richiede un trattamento pensionistico per inabilità o invalidità sulla base di certificazioni false?

Non sono pochi coloro che, come si suol dire, farebbero “carte false” pur di andare in pensione. C’è chi le “carte false” le ha fatte davvero, presentando certificati medici non rispondenti al vero per ottenere trattamenti pensionistici in qualità di invalido o inabile.

Ma per richiesta pensione con documenti falsi cosa si rischia? E, soprattutto, basta un certificato medico falso per consentire al cittadino disonesto di ottenere la pensione? La risposta all’ultima domanda è negativa: non basta, nella generalità dei casi, un certificato medico per ottenere la pensione.

Il certificato medico introduttivo, nel dettaglio, è solo il punto di partenza per ottenere la liquidazione di un trattamento di previdenza per invalidi, come l’assegno ordinario o la pensione d’inabilità al lavoro. Lo stesso vale nell’ipotesi in cui si richieda non un trattamento di previdenza, ma di assistenza per invalidi (che non richiede il versamento di contribuzione all’Inps), come l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali o la pensione d’inabilità civile.

In entrambi i casi, non basta una certificazione medica per il diritto alla pensione, ma è necessario il riconoscimento dell’invalidità o dell’inabilità da parte della competente commissione medica; l’interessato può inoltre essere tenuto a dimostrare il possesso di specifici requisiti amministrativi (cittadinanza, residenza…) e di reddito, che variano a seconda della prestazione economica richiesta.

Ci si chiede allora che cosa rischia chi ha presentato un certificato falso per ottenere la pensione e, soprattutto, se le sanzioni previste siano severe anche se l’Inps non ha riconosciuto alcun trattamento. Alla questione ha risposto la Cassazione, con una nuova sentenza [1].

Ma procediamo con ordine e ricordiamo quali documenti ed adempimenti sono necessari per ottenere le pensioni di inabilità ed i trattamenti d’invalidità.

Documenti e adempimenti per le pensioni d’invalidità ed inabilità civile e l’accompagno

Il procedimento per ottenere le prestazioni economiche di assistenza dell’Inps per chi presenta una forte riduzione della capacità lavorativa, ossia per gli invalidi e gli inabili, risulta piuttosto articolato.

Ecco, in sintesi, gli adempimenti necessari ed i documenti necessari:

  • per ottenere il riconoscimento dei requisiti sanitari per l’invalidità, bisogna recarsi dal proprio medico curante, che redige un certificato nel quale deve attesta le patologie del paziente e riduzione della capacità lavorativa;
  • una volta trasmesso il certificato all’Inps in via telematica, il medico deve rilasciare un’attestazione, con il numero di protocollo assegnato dal sistema;
  • bisogna poi inviare la domanda d’invalidità, Legge 104 o accompagnamento all’Inps (per approfondire: Guida alla domanda d’invalidità), tramite il sito web dell’istituto, servizio “Invalidità civile, invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari”;
  • compilata la domanda, è fissato un appuntamento per la visita da parte della competente commissione medica Asl. Inps;
  • una volta effettuata la visita medica da parte della commissione, questa si conclude con un verbale, nel quale possono essere riconosciute o meno la condizione d’invalidità, ulteriori condizioni ed i correlati benefici; in caso di rifiuto delle richieste, è possibile ricorrere al tribunale, dopo essersi sottoposti un accertamento tecnico preventivo;
  • riconosciute le condizioni per il diritto al trattamento, la pensione deve essere richiesta attraverso il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socioeconomici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70”.

Per conoscere tutti i requisiti per le prestazioni di assistenza per invalidi, vedi Pensione d’invalidità civile, Pensione d’inabilità civile.

Documenti e adempimenti per l’assegno ordinario d’invalidità e la pensione d’inabilità

L’assegno ordinario d’invalidità, la pensione per inabilità al lavoro e i trattamenti per invalidità specifica sono riconosciuti, a differenza dei trattamenti per invalidi civili:

  • con un requisito assicurativo minimo e con un minimo di contributi (5 anni, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, per l’assegno ordinario d’invalidità e la pensione per inabilità al lavoro);
  • con una riduzione della capacità lavorativa non generica, cioè in attività e mansioni confacenti alle attitudini dell’interessato (per la pensione d’inabilità è richiesta l’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa).

La procedura per il riconoscimento dei trattamenti è differente: la visita di controllo da parte della competente commissione medica avviene a seguito della domanda di pensione (questi trattamenti sono prestazioni previdenziali a tutti gli effetti e non di assistenza), non bisogna inviare a parte la domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari; è comunque necessario il certificato medico introduttivo.

Certificato medico falso: che cosa si rischia

Se l’interessato prova ad ottenere un trattamento di previdenza o di assistenza per invalidi sulla base di un certificato medico falso, ma non ottiene la prestazione pensionistica in quanto la commissione medica non riconosce l’invalidità, rischia comunque di essere sanzionato, pur non avendo percepito alcuna pensione dall’Inps?

La risposta, fornita dalla Cassazione [1], è positiva: presentare false certificazioni mediche per provare ad ottenere una pensione di inabilità rappresenta un comportamento suscettibile di condanna penale.

Nel dettaglio, l’”aspirante pensionato”, falso invalido, è colpevole di tentata truffa aggravata, finalizzata a conseguire erogazioni pubbliche e di «falso materiale continuato in atto pubblico commesso dal privato».

La produzione di falsi certificati medici attestanti patologie inesistenti, difatti, è inequivocabilmente diretta a trarre in inganno l’Inps sull’esistenza dei presupposti per l’assegnazione di una pensione per inabilità. Non è rilevante il fatto che il comportamento sia inidoneo a realizzare la truffa ai danni dell’Inps, considerando che la pensione è riconosciuta solo a seguito della visita da parte dell’apposita commissione medica.

La condotta punibile è costituita dalla predisposizione e dalla produzione della falsa documentazione medica a supporto della domanda di riconoscimento dell’invalidità.


note

[1] Cass. sent. 31581/2020.


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