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Lo sai che? Fingersi innamorati per farsi sposare è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2013

Sono molto frequenti i casi di giovani donne che riescono a farsi sposare da uomini anziani al solo scopo di ottenere il mantenimento e, alla morte, l’eredità: esiste una tutela giuridica per queste situazioni?

 

L’annuncio da parte dell’anziano genitore del fidanzamento e magari delle imminenti nozze con la giovane compagna, non è certo un regalo che i figli vorrebbero trovare sotto l’albero di Natale.

Se, infatti, il mondo è pieno di giovani (in genere donne) che riescono a farsi sposare dall’uomo maturo per poi ottenere da questi il mantenimento, è altrettanto pieno di figli disperati alla ricerca di soluzioni per sottrarre il patrimonio del proprio genitore e, ancor più, l’ambita eredità, dai diritti della nuova consorte.

In molte di queste situazioni, i figli pensano che il proprio padre (o madre) sia stato “truffato” e ricercano nella legge i rimedi per circoscrivere i “danni” (più che altro economici) scaturenti dalla scelta dell’anziano genitore.

Ebbene, proprio in una vicenda di questo tipo, la Cassazione ha di recente chiarito [1] che, al di là della fragilità psicologica della “vittima”, se la nuova relazione è stata gestita da quest’ultima in modo libero e consapevole, il giovane coniuge non incorre in alcuna responsabilità.

Ci riferiamo, in particolare, al reato di circonvenzione d’incapace [2] che ricorre in tutti quei casi in cui un soggetto, con lo scopo di procurare un profitto a sé o ad altri, induce o suggestiona una persona incapace (perché minore, inferma o deficiente psichica) facendole compiere un atto contrario ai suoi interessi patrimoniali (si pensi, ad esempio, a un testamento o a una donazione).

Ebbene, affinché si possa parlare di vera e propria “circonvenzione di incapace”, non è necessario che la vittima abbia delle certificate patologie mentali, ma basta che si trovi nella impossibilità di opporre resistenza a suggestioni e pressioni altrui per via della propria condizione psichica.

Non vi è dubbio che anche le persone anziane possono rientrare tra gli incapaci, ma non per la vecchiaia in sé (che non comporta in modo automatico una condizione di deficienza psichica), ma solo se si riesce a provare che la condizione legata all’età le abbia mentalmente indebolite.

Pertanto, nel momento in cui un soggetto, se pur anziano, gestisca la nuova relazione amorosa liberamente e nella consapevolezza dei “rischi” legati alla forte differenza di età con il/la partner (quindi anche quello che l’altro non sia del tutto sincero), non potrà ravvisarsi alcuna responsabilità in capo al giovane coniuge.

La circonvenzione d’incapace non va, in ogni caso, confusa con la truffa [3]. La prima presuppone che la vittima si trovi in una situazione di inferiorità mentale; al contrario, in caso di truffa  la vittima  si convince a compiere determinati atti perché indotta in errore da artifici o raggiri: si pensi al caso in cui, fingendo dei titoli e qualità che non si possiedono, si induce un soggetto a farsi dare del denaro in cambio di beni o servizi inesistenti (ad esempio, qualificandosi come un promotore finanziario si convince qualcuno a fare un investimento fasullo).

note

[1] Cass. sent. n. 44942 del 7.11.13.

[2] Art. 643 cod. pen.

[3] Art. 640 cod. pen.

Autore Immagine: 123rf.com


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