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Quante ore di lavoro per richiedere la Naspi?

18 Gennaio 2021
Quante ore di lavoro per richiedere la Naspi?

Lavoro subordinato e indennità di disoccupazione: cos’è la Naspi e quante ore di lavoro servono per poterne beneficiare. Tempistiche e modalità di accesso all’indennità. 

Hai goduto, per anni, di un contratto di lavoro subordinato. Tuttavia, a causa della crisi o per eventi non imputabili alla tua volontà, sei tornato a essere disoccupato. Soprattutto negli ultimi tempi, si fa un gran parlare di ammortizzatori sociali e sussidi per la disoccupazione. Tra questi, rientra anche la tanto famigerata Naspi, un’indennità che serve per sostenere il reddito di chi non ha più un lavoro. Utile, soprattutto perché concede ai beneficiari la possibilità di avere qualche soldo da parte mentre si è alla ricerca di una nuova occupazione. Nonostante ciò, i requisiti da soddisfare per vedere accreditata la somma mensile sono molto serrati, soprattutto quelli relativi all’ammontare di giornate lavorative svolte.

E allora, quante ore di lavoro servono per richiedere la Naspi? Se ti sei posto questa domanda, probabilmente stai pensando di avviare l’iter necessario per ricevere l’indennità, ma non sei sicuro di avere abbastanza ore all’attivo. E allora perché perdere tempo in pratiche che potrebbero non andare a buon fine? Leggendo questo articolo capirai se vale davvero la pena chiedere la Naspi o no.

Cos’è la Naspi?

La Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), nata nel 2015 [1], è una somma corrisposta dall’Inps al lavoratore subordinato che, per volontà estranea alla propria, ha perso lo stato occupazionale.

Si tratta, quindi, di un’indennità mensile che il disoccupato riceve automaticamente sul proprio conto corrente. Nel caso in cui l’ex lavoratore non fosse correntista di alcuna banca, può riscuotere la somma di denaro in contanti e direttamente dalle Poste, che comunicano al beneficiario della Naspi, a mezzo raccomandata, in quali giorni potrà riscuotere l’indennità.

Tra i lavoratori subordinati a cui spetta l’indennità mensile di disoccupazione rientra anche:

  • il lavoratore subordinato con contratto di apprendistato;
  • il socio dipendente di cooperative;
  • il personale artistico, purché titolare di un rapporto di lavoro subordinato;
  • il dipendente a tempo determinato impiegato nelle pubbliche amministrazioni.

Ne consegue che non possono accedere a questo sussidio: il personale a tempo indeterminato delle PA, gli operai agricoli di qualunque tipo, i lavoratori extracomunitari se assunti con contratto di lavoro stagionale, i pensionati e gli invalidi.

Tizio ha lavorato come cameriere in un ristorante ed è stato assunto con regolare contratto. In caso di sopravvenuta disoccupazione, può chiedere la Naspi? La legge dice di sì, perché Tizio ha tutti i requisiti per avere accesso all’indennità.

Il dipendente con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) che si trovi in uno stato di disoccupazione può avere la Naspi? No, perché questo tipo di contratto non rientra tra quelli di lavoro subordinato, bensì di lavoro parasubordinato. Per questo motivo, ai co.co.co spetta la Discoll, un tipo di indennità simile alla Naspi.

Quanto ore di lavoro per richiedere la Naspi?

Da quanto detto sinora, l’unico requisito emerso per richiedere la Naspi è che la perdita del lavoro non sia dipesa dalla volontà del lavoratore dipendente.

Ma il godimento dell’indennità di disoccupazione è subordinato anche a un requisito lavorativo. Infatti, è indispensabile avere all’attivo 30 giorni di lavoro svolti nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione.

Cosa s’intende per 30 giorni di lavoro? Convenzionalmente, l’Inps considera una giornata lavorativa quella materialmente consumata dal lavoratore subordinato e composta da 6 ore.

Se Tizio lavora per 23 giorni feriali, 8 ore al giorno, il computo delle ore è comunque di 138 e non di 184. E allora, quanto dovrà lavorare Tizio per avere diritto alla prestazione dell’Inps? Considerate le 30 giornate lavorative richieste, per avere la Naspi occorrono 180 ore di lavoro, spalmate su 5 settimane.

Che fare se non è possibile risalire al numero di ore svolte sul posto di lavoro? In tal caso, è valido il criterio delle cinque settimane di lavoro svolte nei 12 mesi che precedono la perdita dell’occupazione.

Tizio è un lavoratore addetto ai servizi domestici e, quindi, risulta impossibile stabilire quante ore ha dedicato al lavoro. Se il lavoratore subordinato è stato assunto il 1° gennaio del 2019 e viene licenziato il 31 dicembre dello stesso anno, per richiede la Naspi dovrà dimostrare di aver lavorato almeno 5 settimane.

Quando e come fare la domanda di Naspi?

La domanda di Naspi deve essere presentata all’Istituto di previdenza sociale (Inps) entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto lavorativo.

L’ex lavoratore subordinato in stato di disoccupazione potrà avvalersi dei servizi telematici disponibili sul sito dell’Inps per inviare la domanda. In tal caso, però, dovrà essere in possesso del Pin rilasciato dall’ente previdenziale.

In caso contrario, può richiedere la Naspi sia telefonicamente al call center dedicato, ovvero fare riferimento agli enti di patronato (Caf) distribuiti su tutto il territorio nazionale.


note

[1] Art. 1 D. L. n. 22/2015.


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