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Quanto dura il certificato anamnestico?

19 Gennaio 2021 | Autore:
Quanto dura il certificato anamnestico?

Spetta ad un medico attestare l’idoneità di un soggetto ad ottenere una determinata autorizzazione come la patente di guida o il porto d’armi.

Hai deciso di prendere il porto d’armi per utilizzare il fucile da caccia durante la stagione venatoria. Sai già che per ottenere tale permesso, devi sottoporti ad una visita medica ad hoc all’esito della quale ti verrà rilasciato il certificato anamnestico.

A cosa serve e quanto dura il certificato anamnestico? Il certificato anamnestico contiene una dichiarazione sullo stato di salute o di malattia del soggetto che lo richiede. È obbligatorio tutte le volte in cui è necessario accertare che una persona non fa uso di droghe o abuso di alcol e che non è affetta da patologie particolari che potrebbero impedire o incidere sullo svolgimento di attività di vario tipo o di impieghi lavorativi. Proprio per tali motivi, il certificato anamnestico è richiesto ad esempio per il rilascio ed il rinnovo della patente per la guida di veicoli a motore e di natanti oltre che per lo svolgimento della professione di tassista.

La durata del certificato anamnestico è limitata nel tempo, per cui una volta decorso il periodo prescritto dalla legge, non ha più alcuna valenza medico-giuridica e bisogna chiederne uno nuovo.

Cosa indica il certificato anamnestico

Nel certificato anamnestico il medico, dopo avere riportato le generalità del paziente (nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale, il luogo e l’indirizzo di residenza) e avere indicato l’oggetto dello stesso (ad esempio “certificato anamnestico per il successivo accertamento delle condizioni psicofisiche per il conseguimento della patente di guida o per il rilascio del porto d’armi”), attesta la presenza attuale o pregressa o l’assenza di condizioni morbose che possono costituire un pericolo e/o possono incidere sull’idoneità psicofisica del soggetto che lo ha richiesto.

Più nel dettaglio, in tale certificato, il sanitario deve indicare la presenza di malattie quali ad esempio:

  • patologie dell’apparato circolatorio e di quello respiratorio;
  • l’epilessia ed altre patologie del sistema nervoso;
  • patologie emopoietiche, endocrine, del sangue, dei reni e delle vie urinarie;
  • patologie oncologiche;
  • il diabete;
  • malattie contagiose;
  • disturbi ed alterazioni dell’apparato uditivo e visivo;
  • alterazioni anatomiche o funzionali all’apparato osteo-articolare;
  • dipendenza da sostanze alcoliche, stupefacenti o psicotrope e l’eventuale trattamento presso il Sert (Servizio per le tossicodipendenze).

Nel certificato anamnestico, altresì, il medico deve indicare se il paziente è portatore di protesi (di cui va specificata la tipologia), se ha subìto trapianti d’organo ovvero l’eventuale presenza di invalidità civile (della quale va riportato il tipo e la percentuale).

Chi rilascia il certificato anamnestico

Per il rilascio del certificato anamnestico è possibile rivolgersi a:

  • medico di famiglia;
  • medico legale dell’Asl competente per territorio;
  • medico abilitato del ministero della Salute;
  • medico in servizio presso le unità territoriali degli uffici sanità marittima, aerea e di frontiera – Usmaf;
  • medico militare oppure della polizia di Stato o dei vigili del fuoco;
  • ispettore medico delle Ferrovie dello Stato.

A seconda del sanitario prescelto, cambiano le pratiche da svolgere e i costi.

Quanto costa il rilascio del certificato anamnestico

Per il rilascio del certificato anamnestico, il medico di famiglia è la soluzione più semplice ma anche quella meno economica poiché tale prestazione non rientra tra i servizi convenzionati. Il costo di solito si aggira intorno ai 50/100 euro.

Se ci si rivolge ad uno degli altri medici sopra indicati, al momento della visita, è necessario portare con sé un’apposita documentazione, che comprende tra l’altro la domanda compilata su un apposito modulo, l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, un documento di riconoscimento in corso di validità.

Nel caso si tratti di un medico dell’Asl, il costo varia a seconda della Regione di appartenenza, potendo essere ricompreso tra i 20 euro e i 30 euro ai quali vanno aggiunti 16 euro per la marca da bollo da apporre sul documento.

Invece, per il rilascio del certificato da parte di un medico abilitato dal ministero della Salute bisogna versare 30 euro. A tale somma si aggiungono, a seconda dei casi, quelle dovute per le marche e i diritti.

Certificato anamnestico: quanto dura e quando è valido

Il certificato anamnestico ha una durata di 90 giorni a partire dalla data di rilascio. Trascorso questo periodo va rifatta tutta la procedura per ottenerlo e, di conseguenza, si dovranno affrontare nuovamente i costi.

Se il certificato anamnestico viene rilasciato il 7 marzo, è valido fino al 5 giugno. Dopodiché, tocca rifarlo.

Inoltre, per essere valido, il certificato anamnestico deve presentare determinati requisiti.

Nello specifico, il documento deve riportare:

  • il nome e il cognome del medico che lo rilascia;
  • la qualifiche e la struttura sanitaria di appartenenza;
  • le generalità del soggetto che ne fatto richiesta;
  • l’oggetto del certificato;
  • la data e il luogo di rilascio;
  • la firma del medico.

Il certificato anamnestico ai fini della validità non deve riportare correzioni e abrasioni che ne possono compromettere la leggibilità o che possono farne sospettare la contraffazione. Se il medico commette degli errori nella compilazione può comunque correggerli, purché li controfirmi. In alcuni casi specifici, il certificato va compilato su appositi moduli.



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