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Autocertificazione agibilità

19 Gennaio 2021 | Autore:
Autocertificazione agibilità

Chi deve redigere la Sca e per quali interventi edilizi è prevista? Qual è il termine per la presentazione e come si compila il modello?

A seguito dell’entrata in vigore di un decreto legislativo del 2016 [1] oggi l’agibilità viene rilasciata tramite un’autocertificazione, redatta dal titolare dell’attività edilizia con l’aiuto del direttore dei lavori o, se non è stato nominato, di un professionista abilitato.

Il nuovo documento, denominato Segnalazione certificata di agibilità (Sca), accerta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

Prima dell’entrata in vigore dell’autocertificazione di agibilità spettava all’ufficio tecnico comunale rilasciare il certificato di agibilità anche mediante il sistema del silenzio-assenso. Se nel termine di 60 giorni dalla presentazione della relativa richiesta l’interessato non riceveva alcuna risposta, il certificato si considerava come rilasciato.

La procedura è stata semplificata dalla Sca per cui l’immobile può essere utilizzato dalla data di presentazione della stessa senza dovere attendere alcuna risposta o autorizzazione del Comune, fermo restando l’obbligo di conformarlo alle eventuali prescrizioni stabilite dalle amministrazioni competenti all’esito di verifiche successive effettuate anche con visite ispettive.

Come funziona la Segnalazione certificata di agibilità

La Segnalazione certificata di agibilità va presentata entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento presso lo Sportello unico dell’edilizia del Comune dove si trova l’immobile.

I soggetti legittimati alla presentazione sono:

  • il titolare del permesso di costruire;
  • colui che ha presentato la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia);
  • i loro successori o aventi causa.

Le opere edilizie in relazione alle quali è prevista la presentazione della Sca, consistono in:

  • nuove costruzioni
  • ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
  • interventi sugli edifici esistenti che possono influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati [2].

Altresì, l’agibilità può riguardare:

  1. singoli edifici o singole porzioni della costruzione, sempre che le stesse siano autonome e siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria in relazione all’intero intervento edilizio (vedi le fogne o la rete idrica) e le parti strutturali connesse. Inoltre, devono essere stati collaudati e certificati anche gli impianti delle parti comuni;
  2. singole unità immobiliari, in relazione alle quali devono essere state già completate e collaudate le opere strutturali connesse, certificati gli impianti, completate le parti comuni e dichiarate funzionali le opere di urbanizzazione primaria rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

Quali sono le sanzioni previste per la mancata presentazione della Sca

La mancata presentazione della Sca è sanzionata con una pena amministrativa pecuniaria il cui importo è compreso tra 77 euro e 464 euro [3].

Più precisamente:

  • dal 16° al 30° giorno dall’ultimazione dei lavori, si applica una sanzione pari a 77 euro;
  • dal 31° al 60° giorno, la sanzione è di 232 euro;
  • dopo il 61° giorno, la sanzione può arrivare fino a 464 euro.

Come si compila la Segnalazione certificata di agibilità

Un accordo siglato tra il Governo, le Regioni e gli enti locali durante la conferenza unificata del 4 maggio 2007, ha previsto l’adozione di modelli unificati per la presentazione della Sca.

A seguito di ciò le amministrazioni comunali hanno pubblicato sui propri siti istituzionali, i moduli unificati e standardizzati adottati con il predetto accordo ed adattati, se necessario, alle specifiche normative regionali.

I dati da inserire per la compilazione dei modelli della Sca sono i seguenti:

  • dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.);
  • dati identificativi dell’immobile (Comune, dati catastali, coordinate, ecc.);
  • destinazione d’uso dell’immobile;
  • titolo che ha legittimato l’intervento;
  • dati sulla presentazione della comunicazione di fine lavori (in alternativa la stessa Segnalazione certificata di agibilità può valere come comunicazione di fine lavori);
  • indicazione della Scia/Scia unica per:
    • agibilità relativa all’immobile oggetto dell’intervento edilizio;
    • agibilità parziale relativa a singoli edifici o a singole porzioni della costruzione;
    • agibilità parziale relativa a singole unità immobiliari.

Inoltre, alla Sca va allegata l’attestazione del direttore dei lavori o del professionista abilitato il quale, effettuati i necessari accertamenti di carattere urbanistico, edilizio, statico, igienico ed a seguito del sopralluogo nell’immobile, consapevole di essere passibile di sanzione penale nel caso di falsa asseverazione [4], dichiara:

  1. la sussistenza delle condizioni di sicurezza igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati nonché la conformità dell’opera al progetto presentato;
  2. l’agibilità relativa all’immobile oggetto dell’intervento edilizio oppure quella parziale relativa a singoli edifici o a singole porzioni della costruzione o quella relativa a singole unità immobiliari.

Il tecnico, quindi, attesta:

  • la sicurezza degli impianti (come ad esempio l’impianto elettrico, l’impianto di riscaldamento e/o climatizzazione, l’impianto idrico sanitario, ecc.);
  • la sicurezza statica e sismica;
  • la prestazione energetica degli edifici [5];
  • il superamento delle barriere architettoniche;
  • la documentazione catastale;
  • la toponomastica;
  • la prevenzione incendi;
  • l’impianto di ascensori e montacarichi;
  • il rispetto della privacy.

Quanto costa la Sca

Il costo della Sca differisce da Comune a Comune, in quanto dipende dall’importo dovuto per i diritti di segreteria, che di solito si aggirano intorno ai 150 euro. In più bisogna pagare 2 marche da bollo da 16 euro ciascuna.

Altresì, vanno considerate ulteriori voci di spesa rappresentate da:

  • l’onorario del tecnico che redige la Sca, che può essere compreso tra i 120 euro e i 1.500 euro;
  • il collaudo statico, il cui costo può andare dagli 400 euro ai 4.000 euro. Di solito la parcella del collaudatore viene calcolata in percentuale sull’importo delle opere, potendo andare dal 3% per i lavori di modesta entità allo 0,5% se si supera il milione di euro;
  • la verifica degli impianti, per la quale è possibile pagare tra gli 80 euro e i 300 euro.

note

[1] D. Lgs. n. 222/2916.

[2] Art. 24 D.P.R. n. 38/2001.

[3] Art. 24 co. 3 D.P.R. n. 38/2001.

[4] Art. 19 co. 1 L. n. 241/1990.

[5] D. Lgs. n. 192/2005.


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