Diritto e Fisco | Articoli

Cos’è il Codice rosso?

13 Novembre 2020 | Autore:
Cos’è il Codice rosso?

Legge n.69 del 19 luglio 2019: l’inasprimento delle pene e l’istituzione di nuove fattispecie di reato per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere.

Dopo tanti anni di maltrattamenti, finalmente hai deciso di lasciare il tuo compagno. Vi siete amati appassionatamente, ma dopo un po’ di tempo qualcosa in lui è cambiato. Quando tornava a casa era nervoso, affogava i suoi problemi nell’alcol e riversava su di te la sua rabbia. Hai sopportato a lungo i suoi comportamenti. Un giorno, sei finita in ospedale e così ti sei ripromessa che non avresti mai più giustificato le sue aggressioni. Per chiudere definitivamente questo capitolo, ricominciare da capo e riprendere in mano la tua vita, hai raccolto tutte le tue forze ed il tuo coraggio, così hai deciso di rivolgerti alle autorità e sporgere querela.

Oppure hai deciso di lasciare tuo marito perché non andavate più d’accordo. La convivenza era diventata insostenibile. Lui non è riuscito a rassegnarsi alla fine del vostro matrimonio, così ha iniziato a pedinarti, a chiamarti ad ogni ora del giorno e della notte, ad attenderti all’uscita dal lavoro, a disturbare i tuoi colleghi e a controllare le persone che ti giravano intorno pensando che la ragione della tua decisione fosse legata ad una relazione extraconiugale. Questi comportamenti ti hanno suscitato forte preoccupazione, hanno provocato in te l’insorgenza di uno stato di ansia e ti hanno portato a cambiare le tue abitudini. Avrai ben compreso che, in questo caso, parliamo del reato di stalking.

Come te, tante altre persone, sono ogni giorno vittima di questi e di tanti altri reati: maltrattamenti contro un familiare o un convivente, violenza sessuale (anche violenza di gruppo e violenza sui minori), stalking, revenge porn e lesioni personali gravi. Per tutelare queste vittime, è stata emanata la Legge n. 69 del 19 luglio del 2019 (meglio nota come Codice rosso), entrata in vigore il 9 agosto dello stesso anno.

Ma cos’è il Codice rosso? Questa legge ha stabilito delle «Modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere». Il Codice rosso prevede una procedura d’urgenza, il sensibile aumento delle pene per i reati già previsti dal nostro Codice penale e l’introduzione di nuove fattispecie di reato.

Ma procediamo con ordine e analizziamo le novità introdotte da questa nuova legge.

Cosa prevede il Codice rosso?

La Legge n. 69 del 19 luglio 2019 prevede:

  • l’istituzione di nuovi reati (di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi);
  • l’aggravamento delle pene dei reati commessi in ambito familiare o in occasione dell’interruzione di relazioni familiari, come separazione e divorzio, (nello specifico, si tratta dei maltrattamenti contro i familiari conviventi, degli atti persecutori, degli atti sessuali con minorenni, della violenza sessuale, della violenza sessuale di gruppo);
  • l’accelerazione delle indagini nei procedimenti per i reati di violenza sessuale, stalking, maltrattamenti e lesioni le cui denunce/querele devono essere trasmesse senza ritardo alla Procura;
  • che il pubblico ministero (pm) ascolti la persona offesa e/o il denunciante entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro della procura.

Con questa legge, il legislatore ha tentato di stabilire delle norme in grado di rafforzare la tutela delle vittime della violenza di genere e, in particolare, di violenza domestica.

Per quanto riguarda le modifiche al Codice di procedura penale, il legislatore ha stabilito delle norme molto stringenti nel senso che, a differenza di altri reati, è previsto espressamente che la polizia giudiziaria che acquisisce una notizia di reato, relativamente ai maltrattamenti, allo stalking, alle lesioni gravi e a tutta una serie di reati previsti e innovati da questa normativa, deve immediatamente riferirli al pubblico ministero, anche in forma orale. Dopodiché, seguirà la comunicazione ordinaria per iscritto.

Pertanto, la polizia giudiziaria che riceve una denuncia o una querela per i reati contemplati dal Codice rosso deve immediatamente attivarsi, riferire al pm e, al tempo stesso, deve svolgere con tempestività e senza ritardo gli atti di indagine che il pm delegherà.

Altra peculiarità fissata da questa legge concerne l’ascolto della persona offesa. Ascolto che può essere svolto dal pm nei casi di particolare gravità, ma può anche essere delegato alla polizia giudiziaria. L’importante è che la persona offesa venga sentita entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro della procura.

Come mai entro tre giorni? Perché le dichiarazioni della vittima rappresentano un elemento di prova che non può essere rimandato; sono la base su cui si articolano le indagini.

Se la persona offesa venisse ascoltata a distanza di tempo:

  • potrebbe non avere più lo stesso ricordo dei fatti;
  • potrebbe non avere più interesse a che il procedimento penale segua il suo corso;
  • o, ancora, potrebbe essere influenzata da soggetti esterni (ad esempio, dai denunciati o da persone da questi incaricate) per rendere delle dichiarazioni riduttive o differenti dalla realtà.

Pertanto, avrai ben capito che raccogliere nell’immediatezza le dichiarazioni della persona offesa dà anche una certezza dell’acquisizione di un elemento di prova importante per la prosecuzione delle indagini.

Questo aspetto dell’accelerazione delle indagini preliminari ha sollevato numerose perplessità. Alcuni studiosi del diritto hanno criticato questa sorta di canale privilegiato riconosciuto ai reati del Codice rosso, in quanto porterebbe ad una disparità di trattamento per l’accertamento di altri reati. In più, non è detto che questa accelerazione possa portare ad un accertamento corretto dei fatti, dal momento che, come recita un vecchio adagio popolare, «La fretta è una cattiva consigliera».

Codice rosso: nuovi reati

Con il Codice rosso sono state istituite quattro nuove fattispecie di reato. Si tratta di norme aggiunte all’impianto originario del Codice penale del 1930, vale a dire:

  • l’articolo 387-bis (violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa): in tal caso, è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni;
  • l’articolo 558 bis (costrizione o induzione al matrimonio): questo reato si configura quando con violenza o minaccia si costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile. La pena è la reclusione da 1 a 5 anni;
  • l’articolo 583 quinquies (deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso): chiunque cagiona una lesione personale da cui derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da 8 a 14 anni;
  • l’articolo 612 ter (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, meglio conosciuto come «revenge porn»): il colpevole è punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

Notifiche alla persona offesa e al difensore

La persona offesa e il suo difensore, qualora la vittima lo abbia nominato, devono essere tenuti al corrente di tutto il percorso processuale, quindi dell’esito e degli sviluppi del procedimento che ha avuto luogo a partire dal momento in cui la vittima ha sporto denuncia o querela.

Che succede quando cessa la misura cautelare o l’esecuzione della pena? Il pm, che cura l’esecuzione delle condanne, deve informare la persona offesa. Ad esempio, deve comunicare alla vittima che Tizio, autore del reato, sta per essere scarcerato.

Il raccordo con i procedimenti civili

Ad oggi, grazie al Codice rosso, è stata prevista un’altra novità per evitare che ci sia uno scollegamento tra procedimento civile e procedimento penale.

Quando è in corso un procedimento civile di separazione, di affidamento dei minori o relativo all’esercizio della responsabilità genitoriale, il giudice civile deve essere informato dal pubblico ministero o dal giudice penale dell’esistenza di misure cautelari poste a tutela e a danno delle persone che sono parte della causa civile, dell’avviso della conclusione delle indagini, dell’eventuale provvedimento che ha decretato l’archiviazione della notizia di reato o dell’emissione di una sentenza nell’ambito di un procedimento penale e che ha come protagonista una delle parti in causa.

Criticità del Codice rosso

Ora che ti ho fornito una panoramica della nuova normativa, concluderò questo articolo con alcuni punti interrogativi. Siamo sicuri che l’inasprimento delle pene e l’introduzione di nuove fattispecie di reato siano un deterrente per la commissione di certe forme di violenza? Chi tutela le persone offese dopo aver sporto denuncia o querela? Chi assicura loro che non possano essere nuovamente vittime dei reati denunciati o di altri reati ancora più gravi?

Oltre a rincarare le pene e ad istituire nuovi reati, probabilmente, potevano essere previste delle soluzioni alternative per assicurare la protezione delle vittime e per garantire la prevenzione della commissione di questi reati.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

10 Commenti

  1. Purtroppo, ancora oggi, nonostante il codice rosso, i casi di violenza sulle donne sono numerosi. Molte donne hanno paura a denunciare. Proprio come esposto chiaramente in questo articolo, a mio parere non c’è una tutela per chi trova la forza di denunciare.

  2. Ho vissuto un’esperienza praticamente simile a quella raccontata in premessa di questo articolo. Non è stato semplice ricominciare. Ho deciso di cambiare città, cambiare le mie abitudini, perché lui mi seguiva. Praticamente, anche se poi non c’era, non mi sentivo più al sicuro. E’ stato difficile, ma ora finalmente respiro di nuovo la mia libertà, ho conosciuto un uomo meraviglioso e la mia vita è serena finalmente.

  3. Ma perché certi uomini non si rassegnano? Perché non accettano che qualcosa è finita? Magari proprio per colpa loro perché ci trascuravano, ci umiliavano, pensavano sempre e solo alle loro esigenze e magari facevano i fatti loro. Poi, si prendono pure il lusso di accollarti le colpe della fine del matrimonio e magari ti maltrattano, ti pedinano come se alla fine fossi tu quella che ha una vita parallela. E poi ti creano mille ansie, paure, non sai più se farti vedere in giro con qualcuno per timore che possa sorgere qualche lite e possano generarsi delle conseguenze peggiori… Grazie in ogni caso per questi articoli sempre esaustivi. E’ importante conoscere la legge ed è altrettanto importante che venga rispettata

  4. A mio parere dovrebbero assicurare più difese alle vittime di violenza. Questo Codice rosso può essere utile per favorire un intervento immediato alle vittime, ma comunque nel frattempo la persona che denuncia non è al sicuro in casa propria o nei luoghi che frequenta, anche se l’intervento delle forze dell’ordine è immediato

  5. In questa pandemia, immaginate quante donne sono state vittime di maltrattamenti e violenze. E per quanto possano essere individuate delle “formule magiche” per comunicare il fatto alle autorità, alla fine la paura di essere scoperte rimane. In ogni caso, ringrazio le forze dell’ordine per il lavoro che fanno ogni giorno per cercare di salvare le vittime di violenze domestiche e ringrazio questo sito per le informazioni che mette a disposizione di tutti noi.

  6. C’è ancora questa idea del possesso nei confronti della propria compagna, moglie, fidanzata. Dico a tutti uomini che devono mettersi in testa che le cose bisogna volerle in due e quando una relazione finisce, è finita stop. Dovreste pensarci prima a comportarvi come si deve e non dopo che la relazione finisce. Arrivare allo stalking, ai maltrattamenti e alle lesioni non vi porterà a nulla. Così distruggete l’anima della vittima e anche la vostra, perché non dormirete certo sonni tranquilli né se riuscirete a scamparvela né se sarete beccati. Meritate di marcire in carcere

  7. Era necessaria questa legge, purtroppo… Resto sempre più basita nel vedere quante donne e ragazzine sono costrette a vivere con paura la loro vita privata dopo la fine di una storia d’amore. Il timore di essere beccate con un altro uomo, la paura di postare le foto sui social dopo aver trovato finalmente la felicità, il terrore di trovare qualcuno che possa seguirle e aggredirle quando escono di casa, vanno a scuola, si recano sul posto di lavoro…

  8. Presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico nel rispetto della riservatezza. Mi auguro che le vittime siano tutelate sempre e che questi maledetti schifosi marciscano in prigione e abbiano le punizioni che meritano

  9. Pensateci, nella maggior parte dei casi, sono gli ex che rovinano la vita alle donne…Non accettano di essere abbandonati, di essere rifiutati, di essere disprezzati…Quindi, cercano di incutere paura, di disturbarti psicologicamente non solo fisicamente… Ma ricordiamo che l’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo. Ad infliggere la violenza è nel 30% dei casi un partner…

  10. La violenza sulle donne richiede uno sforzo collettivo, un cambiamento strutturale e culturale. Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Faccio una preghiera per tutte quelle donne vittime di violenza che non sono state tutelate fino ad oggi, tutte quelle donne che continuano a subire, tutte quelle donne che non hanno il coraggio di ribellarsi. Trovate la forza e il coraggio di denunciare. Se fa male non è amore! La vita è una, non subite la violenza. Scegliete di essere felici!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube