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Covid: a Natale tutti a casa e niente vacanze

13 Novembre 2020 | Autore:
Covid: a Natale tutti a casa e niente vacanze

Il Governo punta alle feste con il proprio nucleo familiare, senza viaggi o veglioni di massa. L’esperto: un altro Ferragosto e non ne usciamo più.

Se le cose andranno avanti come previsto, non ci saranno particolari restrizioni per cenoni o pranzi di Natale, o meglio: non ci saranno delle misure restrittive, per così dire, «ufficiali» per le riunioni di famiglia durante le feste. Purché, però, tutti dimostrino il senso di responsabilità necessario per non trasformare il Natale in un altro Ferragosto e non buttare al vento eventuali passi avanti fatti contro il Covid in questi mesi di sacrifici. In altre parole: per evitare una terza ondata di coronavirus che potrebbe dare al Paese il definitivo colpo di grazia.

Questo è il sunto di ciò che Governo ed esperti hanno detto finora a proposito del Natale che ci attende, tra poco più di un mese, in piena pandemia. I punti fermi, per adesso, sono questi. Del primo, ne parla il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia: bisognerà passare le feste all’interno del proprio nucleo familiare. Vacanze in montagna o altrove non sono, per ora, vietate ma fortemente sconsigliate. Anche se non è detto che verso metà dicembre il Governo decida di intervenire per impedirle. Allo stato attuale, se le cose dovessero restare così, al massimo si potrebbe raggiungere una seconda casa all’interno della stessa regione, purché si stia tra persone conviventi. Altrimenti tutti a casa e niente vacanze.

Il secondo punto fermo lo stabilisce il primario dell’ospedale Sacco di Milano, l’infettivologo Massimo Galli, che avverte senza mezzi termini: «Se noi affrontiamo il prossimo Natale e il prossimo Capodanno con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato Ferragosto, non ne usciamo più. Perché se anche ipoteticamente chiudessimo tutto adesso per 3-4 settimane e riaprissimo a Natale – spiega Galli – è evidente che la riapertura non sarà quella che può consentire alle persone di andare per grandi cenoni e grandi veglioni». In altre parole: niente più scene come quelle della Costa Smeralda della scorsa estate, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Galli lo sintetizza così: «Abbiamo fatto il lockdown a marzo? Sì. Lo abbiamo chiuso a maggio? Sì. Avevamo ottenuto in gran parte d’Italia quasi l’annullamento della presenza del virus? Sì. Abbiamo fatto un’estate come quella che abbiamo fatto? Sì. Abbiamo fatto in modo che il Ferragosto, e lo uso come simbolo di festa, sia diventato un elemento di grande amplificazione dell’infezione? Purtroppo sì».

Senso di responsabilità, dunque, in mancanza di precise restrizioni. O meglio, «saggezza», per richiamare il termine usato dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: «Questo sarà un Natale da trascorrere insieme a coloro che ciascuno di noi sente essere la propria famiglia, i più intimi amici e i compagni di vita, i fratelli e i figli, i genitori…», scrive Zampa su Facebook. «Non vi sarà, come è ovvio, nessuna norma che regolerà il pranzo di Natale! Contiamo invece sulla saggezza degli italiani che hanno ben compreso la difficoltà di questi mesi e l’insidiosità di questo virus. Credo sia evidente – conclude la sottosegretaria – che non viviamo tempi di normalità e, purtroppo, questa condizione non è destinata a cessare nonostante l’arrivo del periodo festivo».

A smorzare i toni ci pensa il premier, Giuseppe Conte, rispondendo a un bambino di 5 anni che, recentemente, gli ha scritto una lettera chiedendo se quest’anno sarà vietato a Babbo Natale consegnare i regali: «Caro Tommaso – ha risposto Conte –, Babbo Natale mi ha garantito che già possiede un’autocertificazione internazionale: può viaggiare dappertutto e distribuire regali a tutti i bambini del mondo. Senza nessuna limitazione». Almeno lui.



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