Cronaca | News

Covid: già si parla di terza ondata

13 Novembre 2020 | Autore:
Covid: già si parla di terza ondata

Il virologo milanese Pregliasco: sarà determinante il Natale, bisogna organizzarsi per febbraio. E sul lockdown nazionale: «Ora non ce lo possiamo permettere».

Edward Aloysius Murphy, che con il suo cognome diede origine alla famosa «Legge di Murphy», disse: «Se qualcosa può andare storto, lo farà». Così, a metà strada tra l’avvertimento e la minaccia, le parole (guarda caso) di questo scienziato americano ritrovano oggi un’inquietante attualità: siamo qui a decidere come uscire dalla seconda ondata del Covid che già dobbiamo prepararci per una terza ondata. Quando? A febbraio.

Lo sostiene un altro scienziato, il virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi del capoluogo lombardo, Fabrizio Pregliasco.

Con l’arrivo del Natale, spiega Pregliasco in un’intervista al quotidiano Il Giornale, «il rischio è che la politica sia tentata di sdrammatizzare la situazione come successo in estate, per rilanciare l’economia. Questo non deve assolutamente succedere. Adesso bisogna organizzarsi per la terza ondata che arriverà a febbraio».

Il virologo riflette sulla convenienza di un lockdown nazionale: «Sarebbe sicuramente in grado di fermare i contagi. Ma non ce la possiamo permettere. Sul piano sanitario sarebbe sicuramente una misura più opportuna dal punto di vista dell’efficacia, ma in questo momento per il nostro Paese sarebbe insostenibile».

Che fare, allora? «L’ideale è aspettare di capire in che modo evolve la situazione. Bisogna aspettare i risultati delle nuove misure e valutarne i segnali, ma se la situazione epidemica non migliorerà bisognerà necessariamente arrivare al lockdown generale. Se non dovessero arrivare risultati in termini di riduzione della curva dei contagi – avverte Pregliasco – le misure più dure non potranno essere posticipate ulteriormente».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube