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Un malato di tumore può essere sfrattato?

15 Novembre 2020
Un malato di tumore può essere sfrattato?

Affitto: si può mandare via di casa un malato di cancro? Cosa prevede la legge in materia di locazioni?

Un nostro lettore ci chiede se un malato di tumore può essere sfrattato. Ci fa presente di assistere da alcuni anni il padre, ospite in casa propria da quando gli è stato diagnosticato un cancro. A causa delle costose spese mediche, il conduttore ha saltato tre mensilità di affitto e, ora, il padrone di casa ha minacciato di sfrattarlo. Alla diffida, il lettore ha risposto facendo presente che, essendo presente in casa un malato che necessita di cura, non è possibile mandarlo via. Il locatore, però, non ne ha voluto sapere. 

Cosa prevede la legge in casi come questo? Un malato di tumore può essere sfrattato? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Condizioni per lo sfratto

Le condizioni per lo sfratto, lo ricordiamo, sono tre:

  • morosità nel pagamento del canone di locazione. Tale morosità deve persistere per oltre 20 giorni dalla scadenza del termine: pertanto, può essere sfrattato anche chi non paga una sola mensilità;
  • morosità nel pagamento delle spese condominiali. Tale morosità deve essere pari ad almeno 2 mensilità e deve persistere per almeno 60 giorni dalla richiesta di pagamento inoltrata dal locatore;
  • scadenza del contratto (cosiddetta «finita locazione»): il contratto scade quando una parte invia all’altra la lettera di disdetta che deve essere ricevuta almeno sei mesi prima dell’automatico rinnovo dell’affitto. 

Il contratto di locazione poi può essere risolto (questa volta con una normale causa civile ordinaria e non con il procedimento più veloce dello sfratto) quando l’inquilino non rispetta le sue clausole o il regolamento di condominio. Si pensi a un inquilino che danneggi l’appartamento o che faccia molto rumore, disturbando i vicini.

Sfratto categorie deboli

La legge non prevede alcuna tutela in favore delle categorie deboli svantaggiate. Così ben può essere sfrattato un portatore di handicap, un malato terminale o chi ospita minori, anziani e persone con forme di disabilità o bisognose di cure. Leggi anche “Sfratto inquilino malato“.

Dunque, un malato di tumore può essere sfrattato, tanto nell’ipotesi in cui sia questi il firmatario del contratto di affitto, quanto nell’ipotesi in cui sia uno dei conviventi del conduttore. L’ufficiale giudiziario, inviato dal locatore a seguito dell’ordinanza di sfratto emessa dal tribunale, dovrà eseguire l’ordine del giudice e mandare via di casa i conduttori. In caso di loro resistenza, dovrà avvalersi della forza pubblica. 

In passato, la nostra legge ha conosciuto leggi speciali di proroga degli sfratti, ma queste – oltre ad essere applicate solo a determinati contesti abitativi – hanno avuto un’efficacia limitata nel tempo.

Come fare per difendersi in caso di sfratto con minori, malati o anziani?

Come abbiamo anticipato, può essere sfrattato tanto chi ospita un malato di tumore tanto il malato stesso se questi dovesse essere il titolare del contratto. 

Lo stesso discorso vale anche per gli anziani, i minori e i portatori di handicap.

L’unica possibilità per evitare lo sfratto è pagare prima che il giudice emetta l’ordinanza. Pertanto, si può bloccare lo sfratto versando il dovuto anche al momento di notifica della citazione per convalida di sfratto o, addirittura, in udienza davanti al giudice. 

Sempre in udienza, è possibile richiedere il cosiddetto termine di grazia, ossia un termine di 90 giorni per poter pagare. In tal caso, però, oltre all’arretrato, bisognerà rimborsare anche le spese processuali.

Si tenga tuttavia conto che l’intera procedura di sfratto ha, spesso, dei tempi molto dilatati. Sicché, dalla data di notifica dell’intimazione di sfratto a quella in cui materialmente giunge l’ufficiale giudiziario possono decorrere diversi mesi, tempo durante il quale il conduttore potrà trovare un’altra soluzione abitativa. 



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