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Regime dei minimi per artigiani: ridurre i costi del commercialista

26 Ottobre 2014 | Autore:
Regime dei minimi per artigiani: ridurre i costi del commercialista

Sono un artigiano con un reddito di 16-18 mila euro l’anno: ho letto della nuova legge sui minimi e quindi mi chiedo come faccio a liberarmi del mio commercialista ed entrare nel regime forfettario? Chi mi dovrà tenere la contabilità?

Al momento trattasi di disegno di legge e pertanto legge non ancora in vigore, allo stato in corso di approvazione, secondo l’iter parlamentare.

Il disegno di legge potrebbe, come nella prassi avviene, subire diverse modifiche prima della sua approvazione che probabilmente avverrà entro l’anno, trattandosi di legge di stabilità.

Il testo del disegno di legge pubblicizzato dal governo, nella sua attuale formulazione, ha previsto l’introduzione di un regime forfetario di tassazione rivolto a esercenti arti e professioni, caratterizzato anche da una semplificazione degli adempimenti e, conseguentemente, anche dei costi relativi al Commercialista che segue l’imprenditore.

I soggetti rientranti del nuovo regime saranno esonerati, infatti, dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, anche se dovranno comunque presentare la dichiarazione dei redditi. Sono poi esonerati dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri.

Per come esposto si tratta di un regime di gestione degli adempimenti fiscali molto semplice, tale da ridurre o quasi annullare il costo legato all’assistenza di un commercialista: ciò deriva dal fatto che non saranno più riconosciuti i costi dell’imprenditore o dell’artigiano (per cui in passato era necessaria una contabilità analitica) ma saranno applicati dei coefficienti forfetari per la determinazione del costo, anche se ancora nella bozza non sono state indicate le percentualie distinte per settore.

Nelle bozze del disegno di legge è prevista una tassazione agevolata mediante un’imposta unica sostitutiva dell’IRPEF, dell’Addizionale Regionale, dell’Addizionale Comunale e dell’IRAP, pari al 15 per cento e varrà per un massimale diverso a seconda del settore, da applicare sui ricavi dedotti i costi forfettari.

La bozza messa a punto dal Governo elimina i minimi contributivi per artigiani e commercianti, che quindi potranno parametrare i versamenti previdenziali sulla base del reddito reale.

Dal contenuto del disegno di legge sembra possibile ridurre sensibilmente il costo del commercialista, venendo meno l’obbligo della contabilità, anche se ritengo che lo stesso sia necessario, salvo ulteriori semplificazioni, per la predisposizione della dichiarazione dei redditi e per una consulenza iniziale in ordine alla valutazione preventiva dei vantaggi per il contribuente nel caso di adesione al nuovo regime, poiché potrebbero esservi casi in cui non sia conveniente (ad esempio se vi sono costi per il personale dipendente).

note

Autore immagine: 123rf com


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