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Quando arriva la cartella esattoriale?

15 Novembre 2020
Quando arriva la cartella esattoriale?

Termini di decadenza entro cui la cartella di pagamento può essere notificata al contribuente debitore. 

Dopo che si riceve l’intimazione di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, arriva la cartella esattoriale. Non subito. A volte, è necessario attendere anni. Altre volte, non arriva mai e il debito cade in prescrizione. In tal caso, si può evitare di pagare se si fa ricorso al giudice. 

Avere in anticipo contezza di cosa accadrà e quando occorrerà fare i conti con l’Agenzia Entrate Riscossione può servire per giocare d’astuzia. Ed allora è naturale e opportuno chiedersi: «Quando arriva la cartella esattoriale?».

Cerchiamo di fornire alcuni chiarimenti qui di seguito.

Chi è l’ente titolare del credito?

Prima di comprendere quando arriva la cartella esattoriale, è bene scoprire in che modo la pratica passa dall’ente titolare del credito all’Agente per la riscossione esattoriale.

L’ente titolare del credito è l’amministrazione a cui il cittadino deve corrispondere le somme a titolo di imposte o sanzioni. Potrebbero essere l’Inps, l’Agenzia delle Entrate, il Comune, la Regione, la Provincia, la Camera di Commercio. 

Tutte le volte in cui il contribuente è in mora, l’ente titolare del credito gli invia un avviso di pagamento: il cosiddetto “avviso di accertamento”. Si chiama così perché, in tal modo, l’amministrazione accerta la morosità, applicando – quando previsto – sanzioni o interessi.

Dall’avviso di accertamento alla cartella di pagamento

Il successivo step è costituito da una procedura interna con cui l’ente titolare del credito decide di incaricare l’Agente per la riscossione esattoriale del recupero delle somme non versate dal contribuente. 

L’Agente per la riscossione sono l’Agenzia Entrate Riscossione per i tributi statali (come Iva, Irpef, Irap, Ires, imposta di registro, imposta di bollo, ecc.) e le società locali di riscossione esattoriale per quanto riguarda i crediti di Comuni, Province e Regioni.

Così, l’amministrazione ufficializza il proprio credito in un documento che si chiama ruolo. Il ruolo altro non è che un titolo, ossia un atto che contiene le generalità del contribuente, l’indicazione dell’importo non versato, la causale del pagamento (ad esempio, il nome dell’imposta). 

Il ruolo viene poi dichiarato esecutivo. Questo passaggio è fondamentale e fa sì che l’Agente per la riscossione possa procedere al pignoramento dei beni del debitore senza prima passare da un tribunale. Difatti, l’esecutività del titolo – ossia del ruolo – fa sì che il cittadino debba rispettare l’ordine di pagamento a semplice richiesta. 

A questo punto, il ruolo esecutivo viene trasferito all’Agente per la Riscossione.

La notifica della cartella

Dopo il ricevimento del ruolo, l’Agente per la riscossione esattoriale notifica la cartella esattoriale (meglio nota come «cartella di pagamento») con cui intima al contribuente di adempiere entro 60 giorni dal ricevimento. 

Durante questo termine, l’Esattore non può svolgere alcuna azione contro il debitore. Ma dal 61° giorno in poi può avviare le azioni esecutive e cautelari: in altri termini, può iscrivere ipoteca, fermi amministrativi, avviare il pignoramento dei beni del debitore. 

In realtà, tali azioni coattive non sono immediate. Anzi, a volte, dopo alcuni anni dall’invio della cartella, l’Esattore spedisce un ulteriore sollecito – la cosiddetta intimazione di pagamento – solo per interrompere i termini di prescrizione. 

Altre volte, il pignoramento non avviene mai perché l’esattore si rende conto che il debitore è nullatenente o non ha beni utilmente pignorabili. 

Altre volte ancora, il pignoramento avviene quando ormai il debito è caduto in prescrizione. La sua tardività ne decreta anche l’illegittimità.

Quando arriva la cartella esattoriale?

Come non c’è certezza in merito al tempo in cui l’Esattore può avviare il pignoramento – essendo nella sua piena discrezionalità decretare l’avvio delle azioni esecutive – non c’è neanche certezza in merito al momento dell’arrivo della cartella esattoriale.

Abbiamo detto che la cartella arriva solo dopo l’avviso di accertamento e una volta che l’Esattore ha ricevuto il ruolo esecutivo. 

Questo “passaggio di consegne” richiede a volte molto tempo: non certo giorni o settimane, ma mesi e, a volte, anni.

Il tutto è rimesso alla celerità dell’Agente della Riscossione. 

Se però non esiste un termine minimo da rispettare prima di inviare la cartella esattoriale, se non appunto il ricevimento del ruolo esecutivo, esiste un termine massimo. Questo termine è chiamato decadenza. La cartella inviata dopo molto tempo dall’esecutività del ruolo è infatti illegittima.

In merito ai termini di decadenza, si legga Cartella di pagamento: termini di decadenza. 

I termini di decadenza, ossia i termini massimi entro cui può arrivare una cartella, sono diversi a seconda del tipo di imposte.

Per Irpef, Iva, Irap e Ires, la cartella di pagamento va notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del:

  • secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo;
  • terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di liquidazione automatica;
  • quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di controllo formale.

Per i tributi locali come Imu, Ici, Tasi e Tari, la cartella di pagamento deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Anche per il bollo auto, in quanto tributo locale, vale la decadenza di tre anni.

Per le multe stradali, il termine di decadenza è di due anni.

Come verificare se sulla cartella c’è decadenza 

Ogni cartella di pagamento contiene l’indicazione della data di iscrizione a ruolo del tributo. C’è infatti, tra i fogli contenuti nella raccomandata, il dettaglio dell’imposta e delle somme dovute con l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo. Da tale data, quindi, si può far partire il conteggio dei giorni per verificare se si è compiuta la decadenza. 



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