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Covid: Conte conferma il Natale a casa

13 Novembre 2020 | Autore:
Covid: Conte conferma il Natale a casa

Il premier: anche se i dati migliorano, nessuno pensi ad una liberazione a dicembre. «La spiritualità non viene bene con tante persone».

Prima tranquillizza Tommaso, il bambino di 5 anni della provincia di Monza e Brianza che gli ha scritto una letterina per chiedergli di non impedire a Babbo Natale di portare i regali. Poi, agli adulti, dice le cose come stanno a proposito di quello che è già stato battezzato come «il Natale del Covid». Ma non rinuncia alla battutina: «La spiritualità non viene bene con tante persone». Nelle intenzioni, Giuseppe Conte pretendeva di essere spiritoso per dire qualcosa che, sicuramente, non farà ridere nessuno: prepariamoci ad un Natale a casa, in famiglia e poco più.

«Considereremo la curva epidemiologica – ha detto il premier – ma Natale non dobbiamo identificarlo solo con lo scambio di doni, il fare regali che sicuramente dà impulso all’economia. Natale – ha ricordato Conte – è anche un momento di raccoglimento spirituale e con tante persone il raccoglimento spirituale non viene troppo bene».

Il presidente del Consiglio non ha intenzione di chiuderci in un improbabile lockdown nazionale proprio durante le feste. Ma avverte: «Se i contagi saranno in calo, no ad una catarsi liberatoria a dicembre». Giusto per capire meglio cosa ha voluto dire Conte, conviene ricordare che, secondo il dizionario della lingua italiana, per «catarsi» si intende in psicoanalisi «un processo di liberazione da esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali, ottenuto col far riaffiorare alla coscienza dell’individuo gli eventi responsabili, rimuovendoli dal subconscio».

Una vera perla, dunque, quella tirata fuori da Conte per dire che anche se i dati sulla pandemia dovessero migliorare, la nostra mente deve essere impegnata a ricordarsi, tra due tartine e una fetta di panettone, che l’emergenza non è finita, che è necessario reprimere la tendenza ad una «liberazione da esperienze traumatizzanti» come quelle che viviamo dal mese di marzo. Dovrà prevalere il senso di responsabilità perché in caso contrario, come già predice qualche esperto, la terza ondata di coronavirus sarà inevitabile a febbraio.

Conte si mostra allo stesso tempo ottimista e cauto: «Sui dati di oggi e sulle conseguenze che ne deriveranno – ha detto, riferendosi al report settimanale sull’andamento dell’emergenza atteso per oggi – non posso azzardare, non ho la palla di vetro o capacità di indovino, ma ci auguriamo che il plateau dei contagi, la soglia massima, sia stato raggiunto e ora inizi l’appiattimento».

Poi, arriva la catarsi: «Attenzione, lo dico subito e con estrema chiarezza: questo non vuol dire che siamo fuori pericolo, ma che le misure stanno iniziando a produrre i loro effetti. Questo mese di novembre sarà dedicato a questo, a contenere la curva dei contagi, ma questo non significa – ha insistito Conte – che a dicembre ci sarà una catarsi liberatoria, ci abbracciamo tutti e dedichiamo allo shopping forsennato. Noi dobbiamo sempre continuare a convivere con il virus, ma possiamo evitare misure più restrittive e così dobbiamo continuare».


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2 Commenti

  1. Gli “spiritosi” (e mi rivolgo all’articolista) saranno stati, sicuramente, quei personaggiucoli che ci hanno sgovernato nei decenni andati, certamente microcefali, indifferenti alle problematiche serie (di ogni ordine e grado) che hanno devastato questo Paese, privati di empatia dalla sete di potere e danaro (forse, sono persone per le quali Lei simpatizza?); non credo che, seppur nel rispetto del diritto di opinione, Le si possa far passare il delicato tentativo di rassicurare e non creare panico (e non di far ridere come tentavano, peraltro col risultato di nauseare, i vari Berlusconi, Renzi ed accoliti) con un commento becero e poco obiettivo come quello da Lei espresso (“….pretendeva di essere spiritoso per dire qualcosa che, sicuramente, non farà ridere nessuno…”). Le devo, però, riconoscere una certa coerenza perchè ogni suo “articolo” (?) è impostato sempre alla stessa maniera: critica cieca ed anche un po’ ridicola dell’operato di un Governo che si trova ad affrontare l’impensabile…. Concludo rammentandole che solo gli stolti non cambiano idea… quindi, Lei è sempre a tempo…. dr. Salvatore Baiano

  2. Sono 2000 anni che alla messa di Natale partecipa la comunità cristiana, ci vuole tutti eremiti ?

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