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Covid: un altro modo per prevenirlo

13 Novembre 2020
Covid: un altro modo per prevenirlo

I dati preliminari di uno studio dimostrano che con uno spray nasale si può provare ad evitare il contagio.

La novità arriva dalla Columbia University Medical Center a New York: uno spray per il naso potrebbe forse aiutare a prevenire il Coronavirus. Lo suggerisce una ricerca coordinata da due studiosi, uno dei quali italiano, Matteo Porotto e Anne Moscona.

Hanno fatto esperimenti sui furetti, molto studiati perché hanno malattie respiratorie simili a quelle dell’uomo. Ad alcuni di questi animali è stato somministrato un particolare tipo di spray nasale contenente un antivirale.

La sostanza sarebbe in grado di individuare e bloccare la proteina Spike, quella specie di «uncino» che il virus usa per aggrapparsi alle cellule umane. Questi furetti, messi a contatto stretto per 24 ore con altri che avevano contratto il virus, sono risultati negativi ai test.

I dati sono preliminari. C’è inoltre da dire che lo studio è specifico: dimostra che si può forse – altri approfondimenti dovranno confermarlo – prevenire il contagio per via nasale, ma ormai è noto che la principale fonte di contagio è il cosiddetto «droplet», le goccioline di respiro che si formano mentre parliamo, emettiamo uno starnuto o un colpo di tosse. Può essere comunque una via alla prevenzione.

Sotto i riflettori anche un’altra ricerca che potrebbe dare risultati promettenti. Si tratta, in tal caso, di colluttori e antisettici che, in esperimenti di laboratorio, avrebbero disattivato un coronavirus (non il Sars-CoV2, ma un virus della stessa famiglia, l’HcoV-229E). Lo studio, condotto dalla Penn State University, è comparso sul Journal of Medical Virology.

Emerge che, in appena un paio di minuti, una soluzione contenente shampoo per bambini (i pediatri lo prescrivono in genere per le rinosinusiti) elimina più del 99,9% delle particelle di questo coronavirus. Stesso risultato si raggiunge con collutori e altri antisettici in un tempo ancora minore: solo trenta secondi.

Per ottenere questi risultati, i ricercatori hanno trattato campioni di virus attivo con colluttori e antisettici, che venivano lasciati agire per un massimo di due minuti. Dopodiché i liquidi con le tracce di virus venivano messi a contatto con colture di cellule umane.

Gli studiosi precisano che questo non significa che queste soluzioni abbiano il potere di sconfiggere il Covid, considerando anche che la ricerca ha riguardato un altro coronavirus. Certamente, però, disegnano una strada interessante che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.



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