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Ingiunzione di pagamento bollo prescrizione

21 Novembre 2020
Ingiunzione di pagamento bollo prescrizione

Ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento per alcuni vecchi bolli auto che vi trasmetto. Volevo sapere se sono prescritti, in che modo posso far valere i miei diritti e se debbo temere nell’immediato un’azione esecutiva.

A proposito dell’ingiunzione di pagamento ricevuta occorre riscontrare quanto segue.

In primo luogo, va detto che i tributi contemplati nell’atto fanno riferimento al mancato pagamento della tassa di possesso di un veicolo per gli anni 2010 – 2011 – 2012 – 2013. Per questa ragione, secondo quanto è riportato nel documento, sono stati inoltrati i conseguenti avvisi di accertamento, tutti notificati non oltre il 10.07.2015.

Ebbene, se da questa data non ha più ricevuto alcuna intimazione di pagamento e/o sollecito formale relativo a tali tributi locali, si tratta di imposte prescritte, per le quali è, altresì, maturata anche la decadenza.

Il bollo auto, infatti, si prescrive dopo tre anni. In particolare, questo termine decorre dal primo gennaio dell’anno seguente alla scadenza della tassa e matura il 31 dicembre del terzo anno successivo [1].

Inoltre, a pena di decadenza, la cartella esattoriale o l’ingiunzione di pagamento devono essere notificate al debitore entro tre anni dall’invio dell’atto di accertamento (nel suo caso, l’intimazione è stata notificata dopo cinque anni dall’ultimo avviso) [2].

Infine, come da consolidato orientamento giurisprudenziale, la stessa l’ingiunzione e i debiti in essa contemplati si estinguono in tre anni, poiché la cartella esattoriale si prescrive nello stesso termine entro il quale si estingue il tributo oggetto della stessa [3] (sono, invece, passati cinque anni dall’ultimo avviso).

Alla luce delle descritte circostanze:

  • entro 60 giorni dal ricevimento dell’ingiunzione in esame, potrebbe proporre opposizione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, invocando l’avvenuta decadenza e la prescrizione dei tributi in essa pretesi e chiedendo l’estinzione di ogni debito;
  • avrebbe la possibilità di depositare un’istanza in autotutela all’agente della riscossione affinché provveda a dichiarare decaduto ogni potere di riscossione e prescritti i tributi oggetto dell’ingiunzione. In tal caso, però, l’istanza non sospenderebbe il termine di 60 giorni per fare ricorso in sede tributaria.

Se invece, preferisce pagare, magari rateizzando l’importo complessivo ingiunto, deve inoltrare l’apposita richiesta all’indirizzo mail indicato nell’atto, attendendone, paziente, l’esito.

Tenga, infine, presente che, almeno per ora, non deve temere alcuna azione esecutiva, visto che la facoltà di procedere, normalmente concessa all’agente della riscossione, è attualmente sospesa sino al prossimo 31 dicembre [4].

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art 3 dl 2/1986.

[2] Art.1, comma 163 Legge 296/2006.

[3] Cass. Sez. Unite. sent. n. 23397/2016 – Cass. sent. n. 20425/2017

[4] Dl 129/2020


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