Diritto e Fisco | Articoli

Quanto tempo per pagare cartella Agenzia Entrate Riscossione?

15 Novembre 2020
Quanto tempo per pagare cartella Agenzia Entrate Riscossione?

Termini di pagamento della cartella esattoriale e delle intimazioni di pagamento: cosa succede se si paga in ritardo. 

È arrivata una cartella esattoriale. Nell’attesa di contattare un avvocato e valutare insieme se convenga pagare o fare ricorso, hai deciso di prenderti qualche giorno di tempo per riflettere. Vuoi però evitare che, proprio a causa del ritardo, il conto possa salire e, insieme agli importi intimati, tu debba pagare anche gli interessi, le more e le sanzioni. Così ti chiedi quanto tempo c’è per pagare una cartella di Agenzia Entrate Riscossione. 

Devi sapere, a riguardo, che non tutte le cartelle si pagano nello stesso termine. Ci sono infatti le cartelle esattoriali “vere e proprie” e le “intimazioni di pagamento” che non sono altro che una reiterazione della cartella, successiva alla prima notifica. Il termine per pagare la cartella esattoriale è diverso rispetto a quello previsto dalla legge per l’intimazione di pagamento. Così, sarà bene distinguere attentamente i due atti per non cadere in errore. 

Se ti interessa sapere sia quanto tempo c’è per pagare una cartella di Agenzia Entrate Riscossione, sia soprattutto cosa succede se si paga con qualche giorno di ritardo o se non si paga affatto, non ti resta che leggere la seguente e breve guida.

Quanto tempo c’è per pagare una cartella esattoriale?

In verità, non ci sarebbe bisogno di scrivere un lungo articolo per spiegare entro quanto tempo va pagata una cartella esattoriale. Questo innanzitutto perché il termine è indicato sulla cartella stessa. La cartella segue infatti un modello ministeriale che non può essere variato nel contenuto, a pena di nullità. 

Nel contenuto essenziale della cartella ci sono le informazioni necessarie al contribuente per pagare e fare ricorso. Sulla cartella, quindi, troverai lo spazio dove c’è scritto entro quanto tempo va pagata. 

Ma se, ciò nonostante, non hai voglia di cercare o non sei riuscito a rintracciare tale indicazione, te lo diciamo noi: ci sono 60 giorni di tempo per pagare la cartella di Agenzia Entrate Riscossione. Il termine decorre dall’avvenuta notifica della cartella. Nel caso in cui il contribuente non fosse a casa al momento dell’arrivo del postino, il termine decorre dal giorno dell’invio, da parte dell’ufficio postale, della cosiddetta “seconda raccomandata informativa”, quella cioè che avvisa il contribuente del tentativo di notifica. 

Tale termine di sessanta giorni per pagare vale, in realtà, non solo per le cartelle di Agenzia Entrate Riscossione, ma anche per quelle di qualsiasi altra società di riscossione esattoriale, ivi comprese quelle private di cui gli enti locali si valgono. 

Entro lo stesso termine di 60 giorni, puoi anche fare ricorso al giudice per opporti alla cartella. 

Attenzione però: se è vero che, come vedremo a breve, se paghi con qualche giorno di ritardo non subisci alcuna conseguenza, invece se dovessi fare opposizione anche con un solo giorno di ritardo perderesti la causa. E ciò perché il termine per opporsi è perentorio.

Quanto tempo c’è per pagare un’intimazione di pagamento?

Per pagare, invece, un’intimazione di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione o di qualsiasi altro Esattore locale ci sono 5 giorni che, anche in questo caso, decorrono dall’avvenuta notifica o, in caso di momentanea assenza del destinatario, dall’invio della raccomandata informativa.

Come distinguere una cartella esattoriale da un’intimazione di pagamento?

Per non cadere in errore, vista la differenza dei termini, sarà bene distinguere la cartella esattoriale dall’intimazione di pagamento. Nulla di più facile: sull’intestazione dell’atto stesso è presente la dicitura e, quindi, la sua classificazione. Pertanto, l’unico modo per scoprirlo è leggere l’atto stesso, nella parte iniziale.

Cosa succede se pago una cartella esattoriale fuori termine?

Vediamo ora quali sono le conseguenze in caso di pagamento in ritardo della cartella esattoriale.

A differenza di quanto succede con le multe stradali che, se liquidate anche con un solo giorno di ritardo, vedono raddoppiare il loro importo (passando dalla misura ridotta alla misura ordinaria), con le cartelle esattoriali non avviene questo. Chi paga una cartella esattoriale in ritardo si vedrà computare solo gli interessi, nella misura legale che, peraltro, attualmente sono al di sotto della soglia dello 0,5%. 

Posta l’irrilevanza delle somme dovute a titolo di interessi, di solito queste non vengono neanche chieste. Sicché, chi paga l’importo nominale di una cartella anche con qualche mese di ritardo non si vede addebitare alcunché.

Peraltro, è bene sapere che l’Esattore non può rifiutare né un pagamento in ritardo, né un pagamento in misura inferiore. Ad esempio, se un contribuente ha un debito con l’esattore di 20mila euro e vuol portarlo a 19mila per non subire l’ipoteca sulla casa (ipoteca che può essere iscritta solo per debiti superiori a 20mila euro), potrà ben versare 1.000 euro senza che l’Esattore possa opporsi. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube