Cronaca | News

Covid: la nuova scadenza per decidere il lockdown

13 Novembre 2020
Covid: la nuova scadenza per decidere il lockdown

L’ultimo monitoraggio Iss – ministero della Salute disegna un quadro grave. La zona rossa nazionale non è ancora scongiurata.

Non si può ancora dire che l’Italia sia fuori pericolo lockdown. I dati sulla curva epidemiologica dicono che l’indice Rt, che denota la capacità di riproduzione del virus, si è abbassato. Resta però alta la pressione sul sistema sanitario. Aumentano le regioni rosse e arancioni, diminuiscono quelle gialle (per approfondire leggi l’articolo: Covid: la decisione su Campania e Toscana).

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, dice che c’è una scadenza entro la quale si deciderà se blindare nuovamente il Paese oppure no.

«Abbiamo attivato una serie di misure proporzionate alla circolazione del virus nelle specifiche aree d’Italia. Se queste vengono rispettate, saremo in grado di evitare il lockdown – afferma Ricciardi -. Se non ci dovessimo riuscire, tutte le regioni diventerebbero rosse, e di fatto il lockdown generalizzato si realizzerebbe nei fatti. Abbiamo 2-3 settimane di tempo per valutare cosa avverrà prossimamente: si potrebbe anche decidere di allentare queste misure, o di chiudere ulteriormente.

Ricciardi ha fatto queste esternazioni partecipando oggi al Festival della salute globale, a Padova. «C’è ancora la possibilità di evitare un lockdown generalizzato – ha dichiarato -, ma rimangono validi questi due principi: agire sulla base di dati oggettivi, quei 4/5 indicatori che possono essere comprensibili e monitorati tutti i giorni; le regole vengano rispettate, in tutte le regioni».

Il consigliere di Speranza ha anche parlato di vaccini. «Per i primi mesi del 2021 dovremmo averne almeno due, forse anche tre o quattro contro il Covid – ha detto -. Un dato già importante, perché significa che avremmo più aziende che possono produrlo e maggiore capacità per la diffusione. Bisognerà anche capire se la loro immunità sia duratura o transitoria».

Lui si dice contrario a rendere obbligatorio il vaccino, in generale e anche in particolare, nel caso del Coronavirus, anche se la quota di popolazione che accetti di vaccinarsi è determinante. «Non mi preoccupano i No-Vax – conclude -: si tratta di una minoranza molto rumorosa ma che non compromette il raggiungimento dell’immunità di gregge. Se questo vaccino sarà obbligatorio o meno, dipenderà da una scelta politica».



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