Diritto e Fisco | Articoli

Problemi a lavoro: cosa fare e a chi rivolgersi

20 Gennaio 2021
Problemi a lavoro: cosa fare e a chi rivolgersi

La legge tutela il lavoratore poiché lo considera la parte debole nel rapporto di lavoro.

Hai problemi al lavoro? Ritieni di ricevere una retribuzione troppo bassa? Pensi che il tuo datore di lavoro non rispetti la legge in materia di ferie e permessi? Sei stato licenziato? In tutti questi casi, il lavoratore si trova spesso spiazzato poiché non ha le competenze tecniche per comprendere se il datore di lavoro sta effettivamente rispettando le norme di legge e di contratto nella gestione del rapporto di lavoro.

In caso di problemi al lavoro cosa fare e a chi rivolgersi? Il lavoratore ha diverse opportunità a disposizione per tutelare al meglio i propri diritti.

Problemi al lavoro: cosa si intende?

La gestione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro deve essere effettuata nel rispetto delle norme di legge e delle disposizioni del contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro. Nel nostro ordinamento, infatti, il lavoratore viene considerato la parte debole del rapporto di lavoro. Proprio per questo, una serie di diritti e di tutele sono previste dalla legge in modo inderogabile e non è, quindi, possibile per le parti del rapporto di lavoro prevedere diversamente.

Per esempio, la legge prevede che al lavoratore spetti un periodo di ferie minimo annuale di 4 settimane. Le parti, nella lettera di assunzione, non possono prevedere 3 settimane di ferie perché tale diritto è inderogabile.

Quando si parla di problemi al lavoro ci si riferisce alle fattispecie più disparate. Può, ad esempio, accadere che il lavoratore ritenga che il datore di lavoro non stia rispettando le regole nella gestione del rapporto. Oppure, può accadere che il lavoratore si senta vittima di condotte denigratorie o, addirittura, di mobbing al lavoro. In altri casi, il lavoratore ritiene che il datore di lavoro non abbia adottato tutte le misure di sicurezza prescritte dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Ma quali sono i più frequenti problemi al lavoro? I casi più ricorrenti sono i seguenti:

  • retribuzione inferiore ai minimi salariali previsti dal Ccnl;
  • ferie e permessi retribuiti negati;
  • richiesta di lavoro straordinario senza che venga retribuito;
  • eccessivo carico di lavoro;
  • adibizione a mansioni inferiori;
  • trasferimento in un’altra sede di lavoro;
  • licenziamento.

In ogni caso, quando c’è un problema al lavoro da risolvere, il lavoratore si chiede che cosa può fare e a chi può rivolgersi.

Problemi al lavoro: cosa fare?

In molti casi, i problemi al lavoro possono essere risolti semplicemente con il dialogo tra lavoratore e datore di lavoro. Probabilmente, questa possibilità è più semplice laddove l’azienda abbia una struttura apposita che si occupa di gestione del personale. In questo caso, infatti, il lavoratore può evidenziare tutte le questioni che non gli appaiono chiare al responsabile del personale.

Quando, tuttavia, il dialogo con l’azienda non porta a risultati soddisfacenti, è necessario rivolgersi a dei soggetti esterni che possano tutelare efficacemente gli interessi e i diritti del lavoratore. Come vedremo, il soggetto a cui rivolgersi deve essere individuato sulla base del tipo di problema da risolvere e della sua complessità.

Problemi al lavoro: a chi rivolgersi?

I soggetti a cui ci si può rivolgere in caso di problemi al lavoro sono, essenzialmente, due:

  1. il sindacato;
  2. l’avvocato esperto in diritto del lavoro.

La possibilità di rivolgersi al sindacato è particolarmente consigliata quando l’azienda ha delle rappresentanze sindacali interne. In questo caso, infatti, il sindacalista di riferimento è un collega del lavoratore e quest’ultimo può dunque contattarlo con particolare facilità ed esporgli le problematiche sul lavoro.

Quando non c’è un sindacato interno, il lavoratore può rivolgersi alla federazione sindacale del settore in cui opera l’azienda (es. metalmeccanico, chimico, commercio, etc.). Per rivolgersi un sindacato non è necessario avere la tessera ma è possibile farlo anche se non si è iscritti ad alcuna sigla sindacale.

In certi casi, tuttavia, la problematica è troppo complessa per essere gestita dal sindacato ed è, dunque, consigliabile rivolgersi ad un avvocato esperto di diritto del lavoro. In particolare, è imprescindibile rivolgersi ad un legale quando la controversia con il datore di lavoro non può essere risolta in via stragiudiziale ma è necessario proporre una causa legale dinanzi al tribunale del lavoro.

Per fare un esempio, quando un lavoratore viene licenziato spesso il sindacato scrive la prima lettera di impugnazione stragiudiziale del licenziamento. Tuttavia, se non si addiviene ad un accordo, sarà poi l’avvocato giuslavorista a preparare il ricorso di fronte al tribunale del lavoro.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube