Diritto e Fisco | Articoli

Cartella di pagamento atto impositivo

20 Gennaio 2021 | Autore:
Cartella di pagamento atto impositivo

A cosa serve e qual è il contenuto della cartella esattoriale?

Il rapporto con il Fisco è, soprattutto in Italia, fonte di infinite discussioni. Le lamentele degli italiani sono tantissime, soprattutto i nostri concittadini si lamentano del peso eccessivo delle imposte e delle tasse che grava sulle famiglie e sulle imprese. Ma le perplessità riguardano anche i servizi pubblici, finanziati con le nostre tasse, che non sono quasi mai all’altezza di una nazione progredita.

Se pago tante tasse ed imposte, ci si chiede, come mai poi i servizi pubblici (sanità, scuole, previdenza, assistenza ecc.) non sono organizzati in modo tale da soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini? In attesa che i servizi pubblici finanziati dalle nostre tasche siano ottimali e non più scadenti, al cittadino medio non resta che pagare quanto dovuto al fisco. Ciò non toglie, però, che sia necessario ed utile conoscere i meccanismi e le regole che disciplinano la riscossione delle imposte.

In questo articolo, ci soffermeremo sulla cartella di pagamento come atto impositivo. Ci chiederemo qual è la funzione della famigerata cartella esattoriale e qual è il suo contenuto. Infatti, solo conoscendo lo scopo che la legge assegna alla cartella di pagamento ed il suo contenuto è possibile, per il cittadino, comprendere con precisione perché il Fisco gli stia chiedendo di pagare una determinata somma e capire se e in che modo opporsi a questa richiesta.

Quando viene inviata la cartella di pagamento?

In passato, la cartella di pagamento era inviata dal Fisco al contribuente in tutti i casi in cui il cittadino non avesse pagato entro il termine concesso:

  • un avviso di accertamento relativo a tributi statali (Irpef, Iva, Ires, registro ecc.);
  • un avviso di accertamento relativo a tributi locali (Ici poi Imu, Tari, Tosap ecc.);
  • verbale di accertamento per violazioni del Codice della strada;
  • contributi previdenziali.

Dal 2011 in poi, invece, il ricorso alla cartella di pagamento sta via via riducendosi.

Per accelerare la procedura di riscossione, in molti casi la fase della notifica della cartella di pagamento è stata cancellata.

Nel caso di tributi statali, tributi locali e di contributi previdenziali, a chi non paghi dopo la notificazione dell’avviso di accertamento non viene più inviata la cartella di pagamento ma gli si può subito pignorare il conto corrente o l’auto o l’immobile di proprietà.

In definitiva, la cartella di pagamento è ormai utilizzata solo nel caso in cui il cittadino abbia ricevuto un verbale di accertamento per violazioni del Codice della strada e non lo abbia pagato entro sessanta giorni dalla sua notificazione.

Naturalmente, l’importo da pagare indicato nella cartella sarà maggiore di quello indicato nel verbale di accertamento perché si dovranno calcolare in aggiunta le maggiorazioni per interessi e l’aggio destinato all’Agente della riscossione.

Se la polizia locale mi fa una multa per divieto di sosta e mi notifica il verbale a casa, avrò sessanta giorni dalla notificazione per pagarlo; se non lo pago, il Comune affiderà all’Agente della riscossione il compito di riscuotere la somma attraverso la notifica della cartella di pagamento.

Con la cartella di pagamento si riscuotono le multe

Funzione e contenuto della cartella di pagamento

Ma a cosa serve la cartella? Quale funzione svolge? E qual è il suo contenuto? Rispondiamo subito a questi interrogativi. La legge [1] ha cura di precisare che:

  • la cartella di pagamento, redatta in conformità al modello approvato con decreto del ministero delle Finanze, contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione, con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata;
  • la cartella di pagamento contiene anche l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo.

La cartella ha quindi la funzione e lo scopo essenziale:

  • di intimare in modo formale di pagare l’importo indicato nel ruolo;
  • di avvertire il contribuente che se non dovesse pagare entro sessanta giorni dalla notificazione, verrà poi avviata l’esecuzione forzata (cioè eseguito il pignoramento di stipendi o conti correnti o beni immobili oppure eseguito il fermo amministrativo di veicoli o iscritta ipoteca su beni immobili).

Altre norme di legge [2] stabiliscono l’ulteriore contenuto della cartella.

Oltre all’intimazione a pagare, all’avvertimento che in mancanza si procederà all’esecuzione e alla data in cui il ruolo è stato reso esecutivo, la cartella deve contenere:

  • il numero identificativo unico a livello nazionale;
  • l’ente creditore;
  • la specie del ruolo (ordinario o straordinario nei casi di urgenza);
  • il codice fiscale e i dati anagrafici dei debitori;
  • l’anno o il periodo di riferimento;
  • l’importo di ogni articolo di ruolo;
  • il totale degli importi iscritti nel ruolo;
  • il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso, l’importo di ciascuna di esse e la scadenza delle stesse;
  • la data di consegna del ruolo all’agente della riscossione;
  • l’indicazione sintetica degli elementi sulla base dei quali è stata effettuata l’iscrizione a ruolo;
  • nel caso in cui l’iscrizione a ruolo segua ad un atto precedentemente notificato, devono essere indicati gli estremi di tale atto e la relativa data di notifica;
  • il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo;
  • il responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella;
  • la possibilità di pagamento rateale.

Più di recente, ulteriori interventi di legge [3] hanno aggiunto altri contenuti alla cartella che deve perciò indicare anche:

  • l’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento;
  • l’organo o l’autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela;
  • le modalità, il termine, l’organo giurisdizionale o l’autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili;
  • il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria.

La cartella contiene l’intimazione a pagare


note

[1] Art. 25, d.p.r. n. 602/1973.

[2] Art. 6, d.m. n. 321/1999.

[3] Art. 7, l. n. 212/2000.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube