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Come assumere personale a costo zero

21 Gennaio 2021
Come assumere personale a costo zero

La legge, al ricorrere di determinate condizioni, prevede degli incentivi per le aziende che decidono di assumere i lavoratori.

Hai aperto da poco una nuova azienda. Non vorresti caricare subito l’impresa di eccessivi costi fissi. Ti chiedi se puoi assumere del personale a costo zero o, comunque, con oneri economici ridotti.

Sono numerosi gli strumenti attraverso i quali i poteri pubblici cercano di stimolare l’economia e il mondo imprenditoriale al fine di favorire nuove occasioni di lavoro e di raggiungere l’obiettivo del pieno impiego. Non c’è dubbio, infatti, che gli imprenditori in Italia siano scoraggiati nell’assumere nuovi dipendenti dall’eccessivo costo del lavoro.

Ma come assumere personale a costo zero? Come vedremo, la totale gratuità della prestazione di lavoro è possibile solo in caso di lavoro volontario. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile ottenere dei forti incentivi per assumere del personale.

Assumere personale a costo zero: è possibile?

Molti imprenditori si chiedono se è possibile assumere delle risorse senza dover sostenere alcun costo. Nel nostro Paese, infatti, il costo del lavoro è un problema che rischia di frenare l’occupazione. Il datore di lavoro, infatti, oltre a dover corrispondere al lavoratore la retribuzione pattuita nel contratto, deve sostenere ingenti oneri economici per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Ma è possibile assumere personale a costo zero? Se si ha intenzione di instaurare un normale rapporto di lavoro subordinato non è possibile azzerare completamente i costi. Infatti, nel nostro ordinamento, la prestazione di lavoro si presume essere resa dal lavoratore a titolo oneroso.

Il lavoro gratuito è ipotizzabile solo quando la prestazione lavorativa viene svolta dal lavoratore affectionis vel benevolentiae causa, brocardo latino che significa “per motivo di affetto e benevolenza”, vale a dire, a causa di un fine solidaristico o volontaristico (si pensi al volontariato presso un’associazione no profit).

In tutti gli altri casi, invece, il lavoro deve essere retribuito. Una delle ipotesi in cui è possibile reclutare personale senza sostenere costi riguarda la possibilità di partecipare ai programmi del Servizio Civile Nazionale. In questo caso, infatti, il giovane lavoratore che effettua il servizio civile viene pagato dallo Stato ma svolge una prestazione lavorativa a favore di un soggetto privato. Tuttavia, per poter partecipare a tali programmi, il soggetto ospitante deve essere, per statuto, un ente pubblico o privato senza scopo di lucro.

Incentivi all’assunzione: cosa sono?

Se, invece, si ha intenzione di assumere un lavoratore con un contratto di lavoro subordinato standard ma si vuole ottenere un risparmio sugli oneri economici connessi all’assunzione è necessario verificare se si può fruire di un incentivo occupazionale. Si tratta di agevolazioni che sono introdotte dalla legge per favorire le imprese che assumono del personale.

Di solito, per poter accedere all’agevolazione, il lavoratore deve avere determinate caratteristiche (ad es. giovani, disoccupati, lavoratori sospesi in cassa integrazione, lavoratori che percepiscono l’indennità di disoccupazione, etc.) oppure l’assunzione deve avvenire in una parte geografica del Paese particolarmente arretrata dal punto di vista economico.

Le agevolazioni per l’assunzione consistono, nella gran parte dei casi, in uno sconto o in un totale azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Bonus e sgravi assunzioni: quali condizionalità?

Prima di assumere un dipendente confidando nella possibilità di accedere ad un bonus o ad uno sgravio per l’assunzione occorre considerare che tali misure di sostegno possono essere utilizzate solo dai datori di lavoro che presentano una serie di requisiti.

La legge [1] prevede, infatti, che il datore di lavoro possa ottenere gli incentivi all’assunzione solo se ricorrono una serie di condizioni, tra cui:

  • non ci deve essere sospensione dell’attività lavorativa determinata da crisi o riorganizzazione aziendale;
  • il nuovo datore di lavoro non deve avere assetti proprietari coincidenti con l’ex datore di lavoro dal quale il lavoratore è stato licenziato nei sei mesi precedenti all’assunzione;
  • la comunicazione obbligatoria di assunzione deve essere inviata nei termini di legge;
  • il datore di lavoro deve rispettare, nella gestione del personale, le condizioni di impiego previste dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • il datore di lavoro deve essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali al momento della richiesta del bonus.

Se, al momento dell’assunzione agevolata, non sussistono tali requisiti il datore di lavoro che abbia, erroneamente, dichiarato la loro sussistenza può essere perseguito per il reato di falsa dichiarazione oltre a perdere il diritto all’incentivo e a dover restituire lo sgravio fruito.


note

[1] Art. 31, D.lgs. 150/2015.


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