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C’è un sussidio in attesa della pensione?

20 Gennaio 2021 | Autore:
C’è un sussidio in attesa della pensione?

Naspi, reddito di cittadinanza e altri sostegni: quali aiuti in attesa della liquidazione della pensione?

La liquidazione della pensione solitamente può richiedere anche molto tempo: negli ultimi anni, la media dei mesi necessari per ricevere il trattamento, a partire dalla sua decorrenza teorica, si è abbassata grazie alle pensioni anticipate con quota 100, che richiedono non più di 60 giorni per il primo pagamento.

Tuttavia, in base alla tipologia di pensionamento richiesta ed al fondo previdenziale di appartenenza, si può arrivare ad attendere anche 9 mesi. Peraltro, anche soli 2 mesi senza stipendio e senza pensione possono costituire, per chi non ha risparmi o disponibilità, un serio problema.

Ma c’è un sussidio in attesa della pensione? Per quanto riguarda la possibilità di ottenere un sussidio in attesa della pensione, la situazione è piuttosto complicata: l’indennità di disoccupazione Naspi, ad esempio (spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti), è incompatibile con la pensione, ma non alla data della sua materiale liquidazione, bensì dalla data della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico [1].

In altri termini, se si è ammessi al godimento di una pensione agevolata, come la quota 100, o se si raggiunge la decorrenza della pensione anticipata o di vecchiaia, si decade dall’indennità di disoccupazione eventualmente spettante. L’incompatibilità col sussidio di disoccupazione sussiste anche per i trattamenti di prepensionamento.

Vero è che la Naspi non costituisce l’unico sussidio esistente: per i nuclei familiari che si trovano in situazione di bisogno, è possibile ottenere il reddito di cittadinanza. Tuttavia, questo beneficio richiede la soddisfazione di numerosi requisiti, economici, patrimoniali, amministrativi e personali, in capo a tutti i componenti del nucleo familiare. Ma procediamo con ordine.

Sussidi in attesa della pensione anticipata

Se il lavoratore raggiunge la decorrenza per la pensione anticipata ordinaria (per la quale sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, più 3 mesi di finestra di attesa dalla maturazione del requisito contributivo), invia domanda di pensione ma l’Inps tarda a liquidarla, nonostante la cessazione del rapporto di lavoro non può chiedere la Naspi.

Peraltro, se l’indennità Naspi è in corso di godimento, il disoccupato decade dal sussidio per il solo raggiungimento della decorrenza della pensione anticipata, anche nell’ipotesi in cui non abbia inviato domanda di pensionamento.

In pratica, una volta raggiunta la decorrenza per la pensione anticipata ordinaria la Naspi non spetta, che sia stata inviata o meno la domanda di pensione.

Per quanto riguarda la possibilità di accedere a sussidi diversi, l’interessato potrebbe richiedere il reddito di cittadinanza: tuttavia, anche se la pensione non ancora liquidata non influirebbe ai fini del diritto a beneficio, ad influire sarebbero comunque tutti i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare, nonché il patrimonio mobiliare ed immobiliare ed ulteriori requisiti da soddisfare (ad esempio cittadinanza, residenza; per approfondire: Guida al reddito di cittadinanza). Ad influire sull’Isee, che costituisce la base per il diritto al reddito di cittadinanza, tra l’altro, sarebbe anche lo stipendio precedentemente percepito dal lavoratore che si è dimesso dall’impiego per il pensionamento.

Senza contare che non ha diritto al reddito di cittadinanza chi rassegna le dimissioni volontarie.

L’interessato potrebbe chiedere l’assegno sociale? Questo sussidio, che può essere ottenuto solo a partire dai 67 anni di età, è incompatibile con la generalità delle pensioni; risulta parzialmente cumulabile con la sola pensione calcolata col sistema integralmente contributivo. Per saperne di più: Guida all’assegno sociale.

Sussidi in attesa della pensione anticipata precoci

Qualora il requisito della pensione anticipata sia accorciato a 41 anni di contributi, in quanto l’interessato è un lavoratore precoce, non si decade automaticamente dall’eventuale indennità di disoccupazione alla decorrenza del trattamento pensionistico (41 anni di contributi più 3 mesi di finestra), ma solo qualora l’interessato abbia ricevuto dall’Inps, a seguito di apposita richiesta, la certificazione del diritto a pensione.

In buona sostanza, una volta raggiunta la decorrenza per la pensione anticipata precoci la Naspi spetta ancora, a meno che l’Inps non abbia inviato la certificazione del diritto a pensione.

In relazione ai sussidi diversi dalla Naspi che possono essere ottenuti dall’interessato in attesa del primo pagamento del trattamento pensionistico, valgono le considerazioni effettuate per i beneficiari della pensione anticipata non ancora liquidata.

Sussidi in attesa della pensione di vecchiaia

Quanto osservato in relazione alla pensione anticipata vale anche nell’ipotesi in cui si raggiunga la decorrenza per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Ricordiamo che questo trattamento si raggiunge con:

  • almeno 67 anni di età;
  • un minimo di 20 anni di contributi (ad esclusione delle rare ipotesi in cui per la pensione si raggiunge con 15 anni di contributi);
  • qualora il trattamento sia liquidato nel sistema interamente contributivo, un assegno pensionistico almeno pari a 5 volte l’assegno sociale;
  • non è richiesta l’attesa di una finestra, ma la prestazione economica è liquidata, presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps, il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

In buona sostanza, una volta raggiunta la decorrenza per la pensione di vecchiaia ordinaria la Naspi non spetta, che sia stata inviata o meno la domanda di pensione.

In relazione ai sussidi diversi dalla Naspi che possono essere ottenuti dall’interessato in attesa della liquidazione del trattamento pensionistico, valgono le considerazioni effettuate per i beneficiari della pensione anticipata non ancora in pagamento.

Sussidi in attesa della pensione quota 100

La pensione quota 100, che si raggiunge con 62 anni di età e 38 di contributi, più una finestra di attesa di 3 mesi (6 mesi per i dipendenti pubblici), generalmente è liquidata entro 60 giorni dalla decorrenza, ma non mancano i casi in cui il primo pagamento del trattamento risulti davvero tardivo.

L’Inps ha chiarito [2] che, se si perfezionano i requisiti per la pensione anticipata con opzione quota 100, non si perde automaticamente l’indennità di disoccupazione, ma la Naspi non spetta solo se il lavoratore inoltra la domanda di pensione.

L’interessato, difatti, potrebbe scegliere di non avvalersi della pensione quota 100, considerate le limitazioni che comporta (tra tutte, l’impossibilità di lavorare sino al compimento dell’età pensionabile, pari a 67 anni, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro 5mila euro annui di compensi).

In buona sostanza, una volta raggiunta la decorrenza per la pensione quota 100, quindi trascorse le finestre di attesa, la Naspi spetta ancora, a meno che non sia stata inviata la domanda di pensione.

In relazione ai sussidi diversi dalla Naspi che possono essere ottenuti dall’interessato in attesa della liquidazione del trattamento pensionistico, valgono le considerazioni effettuate per i beneficiari della pensione anticipata e di vecchiaia non ancora in pagamento.

Sussidi in attesa della pensione con opzione donna

La pensione opzione donna, che si raggiunge con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi (i requisiti devono essere perfezionati entro il 31 dicembre 2020, secondo il disegno di legge di bilancio 2021), richiede una finestra di attesa di ben 12 mesi (18 mesi per le lavoratrici autonome).

Se si perfezionano i requisiti per l’opzione donna, non si perde automaticamente il diritto alla Naspi, ma si decade dall’indennità di disoccupazione:

  • se il lavoratore inoltra la domanda di pensione;
  • una volta trascorso il periodo di finestra.

L’interessato, difatti, potrebbe scegliere di non beneficiare della pensione opzione donna, considerate le penalizzazioni che comporta a causa del ricalcolo interamente contributivo del trattamento.

In buona sostanza, una volta raggiunta la decorrenza per la pensione opzione donna, quindi trascorse le finestre di attesa, la Naspi spetta ancora, a meno che non sia stata inviata la domanda di pensione. Se è stata inviata la domanda di pensione opzione donna, prima della decadenza dall’indennità di disoccupazione deve trascorrere interamente il periodo di finestra.

In relazione ai sussidi differenti dalla Naspi che possono essere ottenuti dall’interessato in attesa della liquidazione del trattamento pensionistico, valgono le considerazioni effettuate per i beneficiari della generalità dei trattamenti pensionistici previdenziali


note

[1] Art.11 D.lgs. 22/2015.

[2] Inps circ. 88/2019.


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