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Quando fare il 730 e quando fare invece il modello redditi?

22 Gennaio 2021
Quando fare il 730 e quando fare invece il modello redditi?

La guida definitiva per capire chi deve fare il 730 e chi, invece, è tenuto a compilare il modello redditi. 

Da bravo contribuente, hai deciso di dichiarare allo Stato quanto hai percepito nel corso dell’anno perché sei consapevole dell’importanza di pagare le tasse. Per questo, hai iniziato a fare alcune ricerche in rete su come effettuare la dichiarazione dei redditi. Ed ecco che i risultati ottenuti non sono per niente chiari e si limitano a elencare una sfilza di modelli da presentare.

Il nodo resta e anche i dubbi, perché non sei riuscito a capire quando fare il 730 e quando fare invece il modello redditi. In questo articolo, vogliamo fare un po’ di chiarezza e analizzare in modo distinto tutti lavoratori che devono presentare il 730 e quali contribuenti devono invece fare il modello redditi.

Quando fare il 730

Generalmente, il 730 è definito come il modello di dichiarazione dei redditi che deve essere presentato da lavoratori subordinati e pensionati. Più correttamente, possiamo dire che il 730 va fatto da tutti quei soggetti che hanno una fonte reddituale univoca, ossia se hanno un unico datore, ovvero un incasso annuale proveniente da un solo lavoro.

Ma vediamo più da vicino quali sono i lavoratori che devono compilare il 730 e presentarlo all’Agenzia delle Entrate.

Lavoratori dipendenti

Con lavoratori dipendenti s’intende tutti coloro che svolgono un’attività subordinata alla direzione di altri. L’attività di cui parliamo consiste nella prestazione di energie lavorative che vengono cedute a un datore di lavoro. In cambio, il lavoratore subordinato ottiene una retribuzione monetaria, la copertura previdenziale e la garanzia che il suddetto scambio continuerà per un determinato periodo di tempo.

Tutti i lavoratori dipendenti, se non hanno componenti del nucleo familiare a carico, devono fare il 730.

Pensionati

La pensione, intesa come trattamento economico che spetta a una persona, è considerata un reddito.  Pertanto, chi percepisce questa obbligazione è tenuto a fare il 730.

Tutte le figure assimilate ai lavoratori dipendenti

Come abbiamo visto, una grossa fetta di persone che deve compilare il 730 è rappresentata dai titolari di contratto di lavoro subordinato. Per coerenza, lo stesso modello di dichiarazione deve essere corrisposto anche da quelle figure che percepiscono un reddito secondo modalità simili a quelle derivanti da lavoro dipendente.

titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente sono:

  1. soci di cooperative;
  2. lavoratori co.co.co;
  3. percettori di cassa integrazione o Naspi;
  4. produttori agricoli in regime speciale Iva;
  5. titolari di cariche elettive;
  6. sacerdoti.

Lavoratori-soci di cooperative

All’interno di una cooperativa, i soci possono essere al contempo imprenditori e lavoratori. Questo significa che, oltre a prestare materialmente il proprio tempo e le proprie energie, possono anche:

  • prendere decisioni aziendali;
  • percepire un salario.

La retribuzione mensile costituisce un reddito, che quindi va dichiarato mediante 730.

Più nello specifico, i lavoratori-soci che devono fare il 730 rientrano nelle seguenti tipologie di cooperative:

  • cooperative di produzione e lavoro: per esempio, le cooperative di pulizie o di trasporti;
  • cooperative di servizi: molto diffuse sul territorio italiano sono quelle culturali o turistiche;
  • cooperative agricole: si riconoscono facilmente perché sono dedite alla produzione o alla trasformazione di prodotti agricoli che vengono poi venduti dalla cooperativa stessa o attraverso la Gdo (Grande distribuzione organizzata);
  • cooperative della piccola pesca: si tratta di cooperative che integrano la pesca artigianale ad altri servizi, come il pescaturismo.

I lavoratori co.co.co

Il co.co.co è una forma di lavoro parasubordinato, ossia a metà strada tra il lavoro autonomo e quello dipendente.

Essendo assimilato a quello subordinato, il lavoratore che ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa è tenuto a fare il 730 se percepisce esclusivamente redditi da lavoro co.co.co.

Cassintegrati e percettori di Naspi

La cassa integrazione e la Naspi sono trattamenti economici che sostituiscono il reddito di lavoro dipendente.

Per questo motivo, tanto il percettore del trattamento di integrazione, quanto il disoccupato con indennità mensile, devono compilare il modello 730.

I produttori agricoli in regime speciale

Il modello 730 va presentato dai produttori agricoli che sono in regime speciale Iva e hanno un volume di affari non superiore a 7.000 €.

Il regime speciale Iva è quello che normalmente si applica agli agricoltori attivi:

  • nella coltivazione del terreno;
  • nell’allevamento di animali con mangimi parzialmente auto-prodotti (1/4 dell’ammontare complessivo);
  • nella manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli.

Il regime agevolato permette di detrarre l’Iva sugli acquisti (e quindi quella a credito nei confronti dello Stato) con una percentuale forfettaria inferiore all’aliquota Iva ordinaria.

Il produttore agricolo in regime speciale può presentare il modello 730, anziché il 770, più complesso da compilare.

Altri soggetti tenuti a presentare il 730

Oltre ai lavoratori elencati sinora, devono fare il 730 anche i titolari di cariche elettive, dal parlamentare ai consiglieri provinciali, passando per i giudici costituzionali e i sacerdoti della chiesa cattolica.

Quando fare il modello redditi

A differenza del 730, nel quale si può dichiarare una sola fonte di entrate, il modello redditi include tutti i redditi del contribuente, compresi quelli che non gli sono direttamente imputabili. È il caso, per esempio, del lavoratore subordinato che abbia figli minori a carico che percepiscono uno stipendio.

La comodità del modello redditi deriva dal fatto che, attraverso questa dichiarazione, si possono dichiarare più fonti di reddito. Si pensi, per esempio, ai lavoratori dipendenti che, nel corso di un anno solare, abbiano cambiato datore di lavoro e, quindi, possiedono due Certificazioni Uniche differenti.

Anche il docente che impartisce lezioni private a pagamento, nel caso volesse ottenere una tassazione agevolata sulla dichiarazione di questi introiti, deve presentare il modello unico dei redditi.



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