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Tari: quando non si paga?

22 Gennaio 2021
Tari: quando non si paga?

Chi paga la tassa e chi no. Quando viene a mancare il presupposto impositivo. Quando si paga per le seconde case.

La tassa sui rifiuti, insieme alle bollette di acqua, luce, gas e al giorno d’oggi anche Internet, costituisce un costo fisso per qualsiasi famiglia. Infatti, il presupposto impositivo della Tari è il possesso di qualsiasi immobile o area scoperta capace di produrre rifiuti urbani.

Pertanto, devi pagare la tassa sui rifiuti urbani sia quando vivi in un immobile di tua proprietà e sia quando l’appartamento non è tuo e vivi in affitto. Si paga la tassa, quindi, non perché si è proprietari o meno di un immobile, ma semplicemente per la produzione dei rifiuti urbani.

La Tari, però, non sempre è dovuta. Quando non si paga la Tari? La tassa è dovuta sulla base della tariffa stabilita dal Comune di residenza o di domicilio e alle scadenze prefissate dalla medesima amministrazione. Ovviamente, devi sapere se sei tenuto a versarla. In quest’articolo puoi scoprire quando sei obbligato a versare la Tari e quando invece sei esonerato.

Quando si paga la Tari

La Tari è stata istituita a decorrere dal 1° gennaio 2014, ed è essenzialmente dovuta per l’erogazione e la fruizione del servizio comunale di raccolta e smaltimento dei rifiuti [1].

Perché si paga la Tari? Essenzialmente, per la produzione di rifiuti urbani. Infatti, il presupposto impositivo della Tari è collegato all’utilizzo di qualsiasi immobile o area scoperta in grado di produrre rifiuti urbani.

La tassa è dovuta sulla base della tariffa stabilita dal Comune competente che comunque deve tener conto della copertura integrale dei costi:

  • di investimento e di esercizio relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti urbani;
  • di realizzazione e di esercizio dell’impianto di discarica;
  • stimati di chiusura e di gestione post-chiusura dell’impianto stesso.

La tassa sui rifiuti è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa:

  • in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti;
  • in caso d’interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti.

Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, invece, la Tari è dovuta in misura non superiore al 40% della tariffa in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta.

Per i pensionati residenti all’estero iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), per l’immobile posseduto in Italia, e che non risulti locato o in comodato d’uso, la tassa sui rifiuti è dovuta, per ogni anno, nella misura di 1/3 della tassa calcolata in base alla tariffa prevista per l’abitazione principale.

Il versamento della Tari dev’essere effettuato alle scadenze stabilite da ciascun Comune, che comunque oltre a prevedere una data per il pagamento unico, deve prevedere anche specifiche scadenze per il pagamento dilazionato.

Il pagamento può essere effettuato tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 3944, oppure tramite bollettino di conto corrente postale.

Il versamento non è perso qualora venga eseguito erroneamente in favore di un Comune diverso da quello competente. In tal caso, il Comune che viene a conoscenza dell’errato versamento provvede al riversamento al Comune competente delle somme indebitamente percepite.

Nel caso in cui, invece, sia effettuato un versamento d’importo superiore a quello dovuto, la domanda di rimborso va presentata al Comune che, all’esito dell’istruttoria, provvede alla restituzione per la quota di propria spettanza.

Quando non si paga la Tari

Il possesso di un immobile o di un’area scoperta non implica per forza l’assoggettabilità alla Tari. Non sempre quindi la tassa è dovuta ed è pertanto importante sapere quando la Tari non si paga.

Nello specifico, non implica alcun versamento al Comune competente per territorio:

  • il possesso o la detenzione di aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva;
  • il possesso di un immobile inutilizzabile, privo di utenze attive (acqua, luce e gas).

In tale ultimo caso, per non pagare la tassa è necessario sostanzialmente che la casa sia disabitata, ossia oltre all’assenza di utenze attive non vi siano mobili. E’ quindi previsto l’esonero dal versamento della tassa sui rifiuti in caso di possesso di immobile inutilizzabile.

Per la seconda casa, invece, l’esenzione dipende esclusivamente dal regolamento comunale. Infatti, i comuni possono prevedere riduzioni delle tariffe ed esenzioni in caso di:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo (seconde case);
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi l’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Pertanto, oltre ai casi generali di esenzione, le ulteriori fattispecie di esonero variano da Comune a comune in base al regolamento Tari adottato. Tutte le relative informazioni sui casi di esonero li puoi trovare scaricandoti il relativo regolamento dal portale web del tuo Comune o presso lo sportello competente.


note

[1] Art. 1 co. 641 L. n. 147/2013.


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