Pensioni: cosa cambia con la manovra del Governo

14 Novembre 2020 | Autore:
Pensioni: cosa cambia con la manovra del Governo

Prelievi agli assegni d’oro, proroga di Ape sociale e Opzione donna, nuove modalità di calcolo per part-time: tutte le novità previste per il 2021.

La manovra appena presentata dal Governo (leggi anche Manovra: ecco il testo), pronta per l’esame del Parlamento, include alcune novità sulle pensioni. Innanzitutto, per quelle sopra i 130mila euro lordi, il prelievo resterà in vigore solo fino al 2021, così come stabilito dalla Consulta. In pratica, lo stop al contributo di solidarietà viene anticipato di due anni rispetto ai cinque previsti finora.

Restano, inoltre, prorogate fino al 2023 le misure sulla perequazione automatica dei trattamenti introdotti dalla manovra dell’anno scorso.

Sarà fruibile anche nel 2021 l’Ape sociale, accessibile anche a chi non ha beneficiato della prestazione di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo. Rimane per un anno anche Opzione donna, che dà la possibilità alle lavoratrici di lasciare il lavoro al compimento dei 58 anni se dipendenti o di 59 anni se autonome, con il ricalcolo contributivo della pensione.

Vengono modificate le modalità di calcolo dei requisiti di anzianità nel part-time verticale ciclico: il periodo di lavoro effettuato con contratto a tempo parziale sarà da considerare per intero ai fini del diritto alla pensione, nei limiti relativi all’applicazione del minimale retributivo.

Proroga per tutto il 2021 per i contratti di espansione professionale, con agevolazione all’esodo per i lavoratori con non più di cinque anni dal conseguimento dei requisiti di pensionamento di vecchiaia o di anzianità. Ora, la misura interessa anche le aziende di qualsiasi settore con almeno 500 addetti anziché i 1.000 necessari finora.

Infine, i lavoratori esposti all’amianto manterranno nel 2021 i requisiti ridotti di accesso alla pensione.



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