Reddito di cittadinanza: altri soldi in arrivo

14 Novembre 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza: altri soldi in arrivo

Il Governo destina al sussidio nella manovra altri finanziamenti fino al 2029: segnale che il trattamento resterà ancora a lungo.

Nonostante le critiche al sistema che tiene in piedi il reddito di cittadinanza, il Governo crede ancora alle potenzialità del sussidio: non solo, lo lascia in vita per almeno un decennio ma addirittura lo rifinanzia. Nella manovra approvata dal Governo, che dovrà ricevere il via libera del Parlamento, sono destinati al reddito di cittadinanza 4 miliardi in più dal 2021 al 2029.

In particolare, l’anno prossimo saranno investiti altri 196 milioni di euro, circa 474 nel 2022 e più o meno la stessa cifra nel 2023. Prevista anche una dote di 10 milioni di euro per il funzionamento dell’Anpal servizi, cioè l’Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro.

Queste misure, dunque, porrebbero fine al dibattito sull’opportunità di mantenere ancora vivo il reddito di cittadinanza, più volte criticato non solo da chi vuole fare opposizione a tutti i costi alle scelte del Governo ma anche a livello internazionale. Il Fondo monetario, ad esempio, non ha nascosto le sue perplessità sul funzionamento del meccanismo che garantisce il sussidio e sulla sua utilità in termini occupazionali.

A proposito di lavoro, la manovra ha introdotto altre misure per favorire aziende e lavoratori in questo momento di crisi. Tra queste, l’esonero contributivo al 100% per tre anni e nel limite di 6.000 euro per le assunzioni stabili, apprendistato incluso, di giovani con meno di 36 anni. Lo sgravio totale arriva a quattro anni per le aziende che assumono in una sede o unità produttiva di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Requisito fondamentare per ottenere il beneficio: non ci devono essere stati nei sei mesi precedenti l’assunzione e non ci dovranno essere nei nove mesi successi dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi di lavoratori inquadrati con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva dei neoassunti. Confermata, inoltre, la proroga della decontribuzione al 30% per gli occupati nel Sud, oltre alla stabilizzazione dal 2021 del taglio del cuneo fiscale anche per i redditi da lavoro dipendente da 28mila a 40mila euro.



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