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Cosa significa convivenza di fatto?

15 Novembre 2020
Cosa significa convivenza di fatto?

Conviventi more uxorio o famiglia di fatto: definizione e presupposti della coppia di partner.

Si sente spesso parlare di convivenza, ma cosa significa convivenza di fatto? Il termine viene spesso sostituito da quello di «convivenza more uxorio» ossia una convivenza secondo il costume dei coniugi. Il che lascia intendere che la convivenza di fatto è qualcosa di molto simile al matrimonio anche se manca un vincolo giuridico.

A lungo, la giurisprudenza ha cercato di equiparare le coppie in regime di convivenza di fatto a quelle sposate, almeno per quanto riguarda le principali tutele (come ad esempio il risarcimento del danno in caso di infortunio o decesso del partner). 

La materia è stata definitivamente regolamentata dalla cosiddetta “legge Cirinnà”, del 2016, la stessa che regola i patti di convivenza (tra persone di sesso diverso) e le unioni civili (tra persone dello stesso sesso). Si tratta della famosa legge n. 76/2016.

La nuova normativa non ha dato una propria definizione alla convivenza di fatto, ma anzi ha attinto il concetto che si era ormai radicato a livello sociale.

Cerchiamo allora di capire cosa significa convivenza di fatto.

Cos’è la convivenza di fatto?

La legge definisce «convivenza di fatto» il legame che si crea tra due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Presupposti della convivenza di fatto

I singoli requisiti perché si possa dire instaurata una convivenza di fatto sono quindi i seguenti:

  • i conviventi devono essere due persone: null’altro è specificato, possono quindi essere un uomo e una donna, oppure due uomini oppure due donne. La convivenza di fatto può quindi instaurarsi tra coppie eterosessuali e tra coppie omosessuali;
  • devono essere maggiorenni;
  • devono essere unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Dunque, due novelli fidanzati non possono essere considerati «conviventi di fatto» se non dopo che l’unione si è solidificata; 
  • non devono essere sposati o legati da un’unione civile con altre persone; devono quindi avere uno stato libero. Pertanto, una persona separata che inizia a coabitare con un’altra persona non può, secondo la definizione di legge, definirsi convivente di fatto, se non dopo la cessazione o lo scioglimento del matrimonio o dell’unione civile;
  • non devono essere legati tra loro da rapporti di parentela, affinità o adozione; la disciplina della convivenza di fatto non si applica pertanto ai casi in cui a convivere sono ad esempio nonni e nipoti, fratelli e sorelle, nipoti e zii o zie;
  • devono coabitare e avere dimora abituale nello stesso Comune. Questo requisito, pur non essendo indicato nella definizione di convivenza si ricava dalla norma sull’iscrizione all’anagrafe che attesta la stabile convivenza, in forza della quale i conviventi autocertificano il loro status dichiarando di coabitare nella stessa casa.

Iscrizione all’anagrafe civile

Una volta che sussistono i presupposti che abbiamo appena indicato, siamo in presenza di conviventi di fatto o di una famiglia more uxorio.

I conviventi possono anche decidere di effettuare una dichiarazione all’anagrafe civile del Comune di residenza per risultare, anche agli effetti anagrafici, stabilmente conviventi.

A tal fine, i conviventi dovranno dichiarare all’ufficio dell’anagrafe di dimorare nello stesso Comune e di coabitare nella stessa casa. Tale dichiarazione può essere sottoscritta di fronte all’ufficiale d’anagrafe oppure inviata al Comune per fax o per via telematica.

Con l’iscrizione all’anagrafe civile i due partner ottengono lo stato ufficiale di conviventi.

In tal modo, i dichiaranti acquistano lo status di conviventi, potendo ottenere il certificato di stato di famiglia che attesta legalmente la loro convivenza. I conviventi costituiscono così ciò che viene detto nucleo familiare. Difatti, ai fini anagrafici, la legge intende per famiglia anche le persone legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune.

Per maggiori approfondimenti sul tema dei conviventi di fatto leggi l’articolo Coppie di fatto non sposate: diritti e doveri dei conviventi e Diritti dei conviventi.  


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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