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Sms volgare o minaccioso: se la scheda è di un soggetto diverso dal destinatario del messaggio

22 Gennaio 2014
Sms volgare o minaccioso: se la scheda è di un soggetto diverso dal destinatario del messaggio

Legittimato ad agire penalmente contro il colpevole può essere l’utilizzatore del telefono cellulare e non il proprietario.

 

Mettiamo il caso – tutt’altro che improbabile – che la figlia utilizzi il cellulare della madre o che la scheda telefonica sia a quest’ultima intestata, ma, di fatto, utilizzata dalla giovane.

E ora mettiamo anche che qualche malintenzionato invii un sms volgare o minaccioso destinato alla utilizzatrice del cellulare (ossia la figlia), ma casualmente letto invece dalla madre di costei.

A chi spetta procedere alla denuncia?

La risposta – specie agli operatori del diritto – potrebbe sembrare scontata. Ma di questi tempi nelle sentenze si legge di tutto.

Così un giudice di pace (di Milazzo), dinanzi alla querela sporta dall’utilizzatrice del telefonino (la figlia, nell’esempio di sopra), ha ritenuto che quest’ultima non fosse legittimata ad agire contro il responsabile. Per cui quest’ultimo è stato prosciolto per “non doversi procedere”. Insomma, secondo il magistrato onorario, a depositare la querela non era stata la persona giusta. Un vizio di procedura che ha consentito al colpevole di farla franca.

La Cassazione ha però rimesso i puntini sulle “i”. Con una sentenza depositata ieri [1], la Suprema Corte ha ricordato che il “diritto di presentare la querela” spetta alla persona offesa dal reato, ossia alla ragazza utilizzatrice del telefono cellulare, destinataria effettiva e reale del messaggio sgradevole.

Non rileva, quindi, che la titolarità formale della utenza telefonica sia riconducibile a una persona diversa dall’utilizzatore.


note

[1] Cass. sent. n. 51395 del 19.12.2013

 

Autore immagine: 123rf.com


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