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Non c’è addebito della separazione se la moglie è alcolizzata

20 dicembre 2013


Non c’è addebito della separazione se la moglie è alcolizzata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2013



Quando il marito è a conoscenza, ancor prima delle nozze, del problema di alcolismo della moglie, in sede di separazione non può chiedere l’addebito.

Chi sposa un alcolista pur conoscendo il suo problema non può pretendere di addossargli la fine del matrimonio quando decide di lasciarlo. Non è una valida ragione per l’addebito neppure il rifiuto del coniuge a sottoporsi a una terapia disintossicante.

Infatti, lo stato di alcolismo del coniuge, già noto all’altro coniuge prima della celebrazione del matrimonio, non può essere un buon motivo per chiedere l’addebito in caso di separazione. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa [1], in cui prende le distanze da alcune sue decisioni precedenti e anche da quanto affermato in più di un’occasione dai giudici di merito che avevano considerato la dipendenza dall’alcool e ancora di più il rifiuto di curarsi una valida ragione per rompere il legame matrimoniale.

Per comprendere appieno la questione è opportuno fare una premessa sull’istituto della separazione.

 

La separazione

La separazione può essere:

1. consensuale, cioè quando i coniugi decidono di comune accordo di separarsi risolvendo, con un accordo consensuale, le decisioni riguardanti la famiglia (diritti sul patrimonio, mantenimento del coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale);

2. giudiziale, cioè quando l’azione è promossa da uno dei coniugi in contrasto con il volere dell’altro. In tal caso, la coppia si reca dal giudice non essendo riuscita a trovare un accordo sui termini e condizioni della separazione.

L’addebito

Detto ciò, va inoltre chiarito anche cosa si intende per “addebito della separazione“. L’addebito, in sostanza, consiste in una sorta di sanzione contro la violazione dei doveri familiari e coniugali da parte del marito o della moglie. Con la conseguenza che, riconosciuto l’addebito, il coniuge “colpevole” perde il diritto all’assegno di mantenimento, ma non agli alimenti.

Dunque, l’addebito della separazione può essere chiesto solo nel caso di separazione giudiziale.

I motivi per cui può essere chiesto l’addebito sono: l’omessa assistenza morale e materiale,

l’ingiustificato rifiuto del conforto spirituale, l’abbandono del tetto coniugale, il compimento di atti oppressivi ed intolleranti, l’infedeltà di coppia, ma anche la mancanza di attività sessuale nella coppia.

In buona sostanza, l’addebito può essere chiesto solo quando l’altro coniuge pone in essere condotte nuove e di contenuto negativo, capaci di minare l’equilibrio della coppia e di conseguenza rendere la convivenza intollerabile.

Quindi, se un certo atteggiamento controproducente del coniuge è da tempo conosciuto o tollerato dall’altro – come potrebbe, per esempio, essere la dipendenza da alcol – l’addebito della separazione non può essere accolta dal giudice.

Secondo la Suprema Corte, non solo non è possibile obbligare nessuno a sottoporsi a trattamento sanitario, ma se il marito era già a conoscenza dello stato di salute della moglie e, nonostante ciò l’ha sposata, le difficoltà successive non possono essere poste a fondamento della pronuncia di addebito.

In via generale, il coniuge non può chiedere l’addebito della separazione perché l’altro coniuge è un alcolista, se già prima del matrimonio conosceva la dipendenza del partner.

L’addebito può essere riconosciuto solo se il problema dell’alcolismo è un fatto nuovo,  talmente grave, da determinare l’intollerabilità della convivenza.

Fondamentale, dunque, è fornire la prova di non essersi accorti della patologia in tempo utile. In tal caso si può attribuire a chi abusa dell’alcool la responsabilità di aver turbato l’armonia domestica.

note

[1] Cass. sent. n. 28228 del 18.12.2013.

Autore immagine: 123rf.com

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