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Multe: quali attività possono essere gestite da privati?

15 Novembre 2020
Multe: quali attività possono essere gestite da privati?

Accertamenti delle violazioni al Codice della strada con autovelox e tutor: la Corte dei Conti indica i limiti delle attività che possono essere delegate e gestite da società private.

Solo i pubblici ufficiali, come la polizia stradale o i carabinieri, possono accertare la violazione delle norme del Codice della strada. E ciò a tutela dei trasgressori. La presenza di un pubblico ufficiale è garanzia di rispetto delle norme di legge e di imparzialità. Dunque, l’attestazione dell’infrazione e la compilazione del relativo verbale sono attività tipiche degli agenti accertatori, che non possono essere delegate ad altri soggetti. 

Accanto a queste attività però ce ne sono altre collaterali che possono essere affidate a società private per alleggerire il compito delle autorità. È bene però sapere dove si colloca il confine tra le une e le altre. Ed allora, per le multe stradali, quali attività possono essere gestite da privati? A spiegarlo è una recente sentenza della Corte dei Conti [1].

È successo in passato che i Comuni abbiano dato in affidamento a società private l’utilizzo degli autovelox. Così, dinanzi all’apparecchio di controllo elettronico della velocità, non si posizionavano gli agenti di polizia municipale ma i dipendenti di tali aziende. È anche avvenuto che l’attività di imbustaggio e spedizione delle sanzioni sia stata affidata a terzi, con conseguente violazione della privacy dei cittadini.

Tali comportamenti sono stato ritenuti illegittimi e hanno dato origine a una serie di pronunce giurisprudenziali che hanno chiarito quali attività possono essere gestite dai privati. 

Come spiegato oggi dalla Corte dei Conti, le norme del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada impongono che l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità debbano essere gestite in modo diretto dagli organi di Polizia stradale e che debbano rientrare nella disponibilità della stessa. L’attività di accertamento delle violazioni risulta una funzione pubblica, riservata all’organico della Pubblica Amministrazione, legato da un rapporto stabile con l’ente e munito della qualifica necessaria. 

Nel 2009, è intervenuta la direttiva Maroni che ha precisato che la convalida delle immagini prodotte dall’apparecchiatura e la sottoscrizione dei verbali di accertamento dovessero essere, in ogni caso, effettuati dagli organi di Polizia stradale. Si tratta quindi di attività che non possono essere affidate a soggetti privati.

Al contrario, possono essere affidate a terzi, comunque sotto il diretto controllo degli organi di Polizia stradale, le attività puramente manuali e complementari. Si pensi ad esempio al corriere privato che consegna a casa dei trasgressori le relative sanzioni.


note

[1]  III Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello della Corte dei Conti, sent. n. 179/2020.


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