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Notifica al convivente: quali regole?

16 Novembre 2020
Notifica al convivente: quali regole?

Come fare a sapere che il postino o il messo comunale hanno consegnato una raccomandata al partner convivente?

Le regole sulla notifica degli atti giudiziari e tributari sono spesso fonte di equivoci. La disciplina è diversa a seconda del soggetto che effettua la notifica. Da un lato abbiamo infatti le notifiche fatte dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale, dall’altro quelle a mezzo del servizio postale. 

In tutti i casi, se il soggetto notificante non dovesse trovare il destinatario a casa (perché momentaneamente assente), né un familiare convivente o il portiere dello stabile disposti a ricevere l’atto, immette un avviso di giacenza nella buca delle lettere e spedisce al destinatario stesso un avviso (la cosiddetta “raccomandata informativa”) con cui comunica il tentativo di notifica.

Se invece l’atto dovesse essere consegnato a un familiare convivente, l’ufficiale giudiziario o il messo comunale non sarebbero più tenuti a rilasciare l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, ma dovrebbero comunque inviare la raccomandata informativa. Tale raccomandata non è dovuta se, invece, a portare la raccomandata è il postino tradizionale e non l’ufficiale giudiziario o il messo comunale. 

Cosa succede invece se, al posto di un familiare, ci dovesse essere un partner convivente? Quali sono le regole per la notifica al convivente? La risposta è stata fornita da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania [1], che segue un orientamento sposato anche dalla Cassazione [2]. 

Ecco dunque quali adempimenti deve porre in essere il soggetto notificatore in casi come questo. 

Come abbiamo detto in apertura, la procedura per la notifica di un atto giudiziario o tributario (come una cartella esattoriale, un avviso dell’Agenzia delle Entrate) cambia a seconda del soggetto notificante. Qui di seguito, vedremo entrambe le ipotesi.

Notifiche effettuate dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale

La notifica di un atto giudiziario o tributario a mezzo di ufficiale giudiziario o messo comunale, mediante consegna a persona convivente, è legittima solo se, successivamente alla consegna dell’atto, viene inviata all’effettivo destinatario la raccomandata informativa. Si dà così la possibilità a quest’ultimo di venire a conoscenza della consegna del plico ad altro soggetto da cui reperire l’atto.

Tale procedura vale anche laddove l’atto sia consegnato nelle mani di persona di famiglia: anche in detta ipotesi, infatti, l’invio della raccomandata è comunque un adempimento essenziale della notifica [3].

La questione relativa alla necessità dell’invio della raccomandata informativa – nel caso in cui la notifica venga effettuata dai messi autorizzati nelle mani di una persona di famiglia – è stata già trattata dalla Cassazione nel 2017 [2]. Secondo la Suprema Corte, la legge [4], per quanto concerne le notifiche degli avvisi e degli altri atti da consegnare al contribuente, fa espresso rinvio al Codice di procedura civile, ma ha previsto specifiche regole nel caso in cui la notifica venga eseguita dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall’ufficio.

In particolare, nel caso in cui colui che riceve la notifica non sia il destinatario effettivo, il messo deve consegnare copia dell’atto da notificare in busta sigillata e darne atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. In tale ipotesi, colui che riceve l’atto deve firmare una ricevuta e il messo deve dare notizia dell’avvenuta notifica dell’atto o dell’avviso a mezzo di lettera raccomandata.

Notifiche effettuate dal postino

Diversa è invece la disciplina nel caso in cui la notifica venga curata dall’ufficio postale e non dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale. In tale ipotesi, la Cassazione [5], proprio di recente, ha detto che non è invece necessaria la raccomandata informativa. Pertanto, la notifica si perfeziona con la semplice consegna dell’atto al convivente (sia questi familiare o meno) senza ulteriori comunicazioni al destinatario. Con il rischio chiaramente che quest’ultimo non venga mai a sapere dell’atto a lui destinato se il convivente non glielo consegna. 


note

[1] Ctr Campania 1890/6/2020.

[2] Cass. sent. n. 2868/2017.

[3] In base all’articolo 60 del Dpr 600/1973.

[4] Art. 60 del Dpr 600/1973.

[5] Cass. sent. n. 12470/2020.


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