Diritto e Fisco | Articoli

Se acquisto casa in Spagna devo pagare tasse in Italia?

21 Novembre 2020
Se acquisto casa in Spagna devo pagare tasse in Italia?

Intesterò in Spagna ai miei figli una casa. Quali tasse dovrò pagare in Italia se rimanessimo residenti in Italia?

Occorre innanzitutto partire dall’articolo 6 della Legge n. 663 del 1980 che ha ratificato la Convenzione tra Italia e Spagna per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito.

L’articolo 6 della Convenzione predetta stabilisce che i redditi derivanti da beni immobili (dall’utilizzazione diretta, dalla locazione o dall’affitto o dall’alienazione dell’immobile) sono imponibili nello Stato contraente in cui i beni sono situati (nel suo caso, quindi, sono imponibili e tassati in Spagna).

Non è pertanto dovuta in Italia, dai futuri eventuali proprietari dell’immobile che le interessa, l’Irpef poiché il reddito derivante da questo immobile sarà imponibile e tassato in Spagna.

Tuttavia, l’articolo 19, commi da 13 a 16, del decreto legge n. 201 del 2011 ha introdotto in Italia l’Ivie cioè l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Quest’imposta è dovuta in Italia dai proprietari, che siano fiscalmente residenti in Italia, di un immobile situato all’estero (l’aliquota da applicare è pari allo 0,76% del valore degli immobili, cioè dal costo risultante dall’atto di acquisto e, in mancanza, del valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile; ma per i Paesi appartenenti all’Unione europea – quindi anche per la Spagna – il valore dell’immobile è quello catastale come determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini del pagamento delle imposte patrimoniali o reddituali).

Dall’imposta calcolata nel modo appena indicato si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’eventuale imposta patrimoniale o reddituale versata nello Stato dell’Unione europea in cui l’immobile è situato.

Cioè, per spiegarmi meglio, dall’Ivie da versare in Italia si deduce un credito d’imposta pari all’importo dell’imposta patrimoniale o reddituale pagata all’estero (nel suo caso in Spagna).

Concludo dicendo che l’Ivie non è dovuta nel caso in cui l’immobile all’estero costituisca abitazione principale di chi ne sia proprietario oppure nel caso in cui l’immobile sia locato.

Per poter essere considerato abitazione principale dei proprietari (e, quindi, essere esente dall’Ivie) è necessario che nell’immobile posseduto all’estero i proprietari abbiano la dimora abituale nel periodo di tempo in cui vi soggiornano.

Occorre, perciò, che i proprietari siano in grado di dimostrare di soggiornare in questo immobile posseduto all’estero nel periodo di tempo dell’anno in cui risiedono fuori d’Italia e che in questo periodo di tempo in quell’immobile dimorino abitualmente (ad esempio avendo attivato le utenze per il gas, acqua, energia elettrica).

In caso contrario, cioè nel caso in cui nell’immobile acquistato in Spagna i proprietari non soggiornino mai o vi soggiornino in modo episodico e l’immobile non sia locato, in Italia sarà dovuta l’Ivie calcolata nel modo sopra indicato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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